Mauritania - Scheda Paese

La Repubblica Islamica della Mauritania è situata nell’Africa occidentale; confina a Nord con il Marocco, a Nord-Est con l’Algeria, ad Est e a Sud con il Mali e a Sud con il Senegal.
Ha una superficie di 1.030.000 km2. Il è paese formato quasi interamente da deserto sabbioso, con un’altitudine massima di 910 metri ed una pluviometria quasi nulla (pochi centimetri all’anno) se si escude la zona meridionale adiacente al fiume Senegal, soggetta tra l’altro a periodiche e devastanti inondazioni.
La Mauritania è una Repubblica Presidenziale. Amministrativamente il suo territorio è suddiviso in 13 regioni abitate complessivamente da 2 milioni e 900 mila persone circa (2003). La capitale è Nouakchott, dove vivono circa 600.000 abitanti.
Il tasso di crescita complessivo della popolazione si attesta intorno al 2,5% annuo (dati UNDP 2002). La popolazione è composta per lo più da Mauri (40%) a cui si aggiungono etnie minoritarie “nere” (Peulh, Soninké, Wolof, Pulaar) e un 30% circa di meticci.
Il tasso di alfabetizzazione, definito come la percentuale della popolazione che sappia leggere e scrivere varia, a seconda delle zone dal 39 al 58%, mentre quello di scolarizzione, ovvero i bambini che vanno a scuola, varia dal 45 all’86%. L’aspettativa di vita si colloca poco sopra la soglia dei 52 anni (dati UNDP 2002).
Da un punto di vista storico, per quanto sia difficile da immaginare, la Mauritania più di 10.000 anni fa aveva grandi laghi, fiumi e un'abbondante vegetazione; in seguito il clima mutò e iniziò l’inesorabile avanzata del Sahara. Questo paese storicamente fu molto ricco di eventi, basti pensare che già nel IX secolo l’Impero del Ghana (primo impero dell’Africa occidentale) aveva posto la sua capitale nel sud-ovest della Mauritania. La storia più recente ha visto questo stato diventare, nel 1904, colonia francese. L’indipendenza fu raggiunta nel 1960, con essa fu fondata la repubblica islamica. Nel 1974 il presidente Ould Haidallah, fra le altre cose, nazionalizzò la compagnia che gestiva le miniere di ferro e introdusse la moneta nazionale, l’ouguiya, al posto del franco CFA.
A seguito di un colpo di stato nel 1978, la Mauritania rinunciò alle pretese sul Sahara Occidentale, per quanto la regione sia rimasta oggetto di disputa. Nel 1984 vi fu un altro colpo di stato appoggiato dai militari che portò al potere il Colonnello Maaouya Sidi Ahmed Ould Taya, ma già alla fine degli anni ‘80 il Paese conobbe un pesante conflitto interno con l’inizio di una disputa territoriale con il vicino Senegal segnata da sanguinosi conflitti etnici tra il ceppo dei berberi del Maghreb, cui apparteneva lo stesso Taya, e gli abitanti neri delle zone meridionali, che a decine di migliaia furono costretti ad abbandonare il paese.
A partire dal 1991, Taya promosse alcune riforme democratiche: introdusse il multipartitismo, adottò una nuova Costituzione, promulgata nel 1992, e si sottopose almeno formalmente al giudizio popolare indicendo le prime elezioni del paese nel gennaio 1992, che vinse così come le successive del dicembre del 1997 e del novembre del 2003.
Inoltre, con Taya, la Mauritania, che è popolata da circa tre milioni di abitanti quasi tutti di religione islamica, si è avvicinata all'Occidente, e ha esplicitamente sostenuto gli Stati Uniti nella guerra contro l’ex-leader iracheno Saddam Hussein, ed è diventato il terzo membro della Lega Araba (della quale fa parte dal 1973) a intrattenere rapporti diplomatici con Israele (gli altri due sono l'Egitto e la Giordania). Ma tutto questo non è piaciuto alle componenti islamiche radicali alle quali si devono due tentativi di colpo di stato militare: quello realizzato nel giugno 2003 e nel settembre 2004.
Nonostante i timori nei confronti degli oppositori islamici, il 3 agosto 2005 a spodestarlo sono stati, invece, i suoi stessi uomini. In un comunicato, il "Consiglio militare per la giustizia e la democrazia", composto da 17 ufficiali molto vicini al presidente e capeggiati dal colonnello Ely Ould Mohammed Val, capo dei servizi segreti, ha dichiarato di aver agito per "mettere fine al regime totalitario di Ould Taya" e per "far cessare le sofferenze del popolo di questi ultimi anni". La giunta ha poi dichiarato di voler preparare in due anni le condizioni di un ritorno alla democrazia, e si è impegnata a rispettare tutti gli impegni internazionali assunti dalla Mauritania.
L’economia della Mauritania è basata principalmente sul commercio e sull’allevamento (pecore, capre e cammelli), grazie anche alla particolare posizione geografica, a cavallo tra l’Africa magrebina e l’Africa nera. Per le difficili condizioni climatiche del paese invece l’agricoltura è poco strutturata e limitata a zone estremamente ridotte e situate tutte lungo una stretta fascia di terra adiacente il fiume Senegal. La superficie irrigata era nel 1998 inferiore ai 500 km2, e la terra arabile non supera comunque lo 0,5% del territorio nazionale.
Le risorse naturali del paese erano essenzialmente fino al 2005 il pesce ed i minerali di ferro (100.000 e 10.500 tonnellate esportate rispettivamente nel 2002), ma da quest’anno si è aggiunto il petrolio i cui primi giacimenti offshore sono entrati in produzione nel mese di gennaio scorso. Le entrate previste grazie al petrolio (il cui sfruttamento è stato dato interamente in concessione a compagnie straniere) dovrebbero permettere al nuovo governo di disporre finalmente di risorse economiche sufficienti per dare il via alla realizzazione di grosse infrastrutture e a lanciare importanti programmi di sviluppo a favore della popolazione.
Nei pressi dei centri urbani (la popolazione urbana è aumentata dal 4% nel 1962 al 55% nel 1999), l’orticoltura sta avendo un certo successo, anche se il suo sviluppo rimane ancora fortemente limitato dalla scarsa disponibilità d’acqua. Le attività artigianali sono ugualmente poco sviluppate, così come tutte le attività produttive in genere.

   

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