LVIA in Burkina Faso

La presenza dell’LVIA in Burkina Faso risale al 1972, quando un accordo con la Diocesi di Ouagadougou diede inizio ad una serie di progetti di sviluppo integrato nell’allora sottoprefettura di Ziniaré, attuale provincia dell'Oubritenga, il cui capoluogo dista una trentina di chilometri dalla capitale. Il primo intervento fu finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e promosse una serie di attività di sviluppo rurale integrato.
Una lezione di educazione ambientale al Centro di valorizzazione dei rifiuti plastici di Ouagadougou
I settori coinvolti furono:
  • quello sanitario, con la costruzione di un dispensario, l’appoggio alle campagne di vaccinazione, la formazione di infermieri e la sensibilizzazione delle popolazioni, in particolare delle mamme, rispetto agli aspetti igienici e nutrizionali;
  • quello agricolo, dove vennero realizzati pozzi, piste, dighe, corsi di formazione ai contadini. Il progetto, iniziato nel 1972, fu rifinanziato successivamente nel 1979 e fino al 1983. Nel 1976, come risultato delle attività svolte in quegli anni, LVIA ottenne dal Governo del Burkina Faso l’idoneità a presentare e condurre progetti di sviluppo su tutto il territorio nazionale
La conduzione di due programmi di sviluppo integrato affidati dal Ministero Affari Esteri Italiano costituì una tappa fondamentale della presenza trentennale della LVIA nel Paese. Questi programmi risultarono particolarmente significativi per le modalità di assegnazione (il Ministero selezionò LVIA sulla base dei risultati sino ad allora conseguiti), per il contenuto delle azioni da compiere e, non ultimo, per il budget complessivo gestito.
Il primo progetto interessò la provincia dell'Oubritenga. Fu eseguito in partenariato con il Ministero dell’Agricoltura del Burkina Faso .
Dal 1997 in poi, la LVIA ha allargato il suo raggio d’intervento a tutto il territorio nazionale. E’ infatti a partire dal 1997 che è stata realizzata una serie di progetti non più localizzati nell’Oubritenga, ma in diverse province del Paese: e si svolse in due fasi tra il 1984 e il 1994. Il secondo progetto interessò le province del Boulgou e del Koulpelogo e fu eseguito tra il 1997 e il 2002 in collaborazione con il Ministero delle Risorse Animali del Burkina Faso
  • tra il 1997 ed il 2002 si è svolto il progetto di Valorizzazione della Valle della Nouhao. A fine 2007 è stata finanziata una seconda fase del progetto, che la LVIA sta portando avanti;
  • a partire dal novembre 2001 e per la durata di tre anni, la LVIA ha eseguito il progetto di Appoggio al decentramento sanitario del distretto di Nanoro, nella provincia del Boulkiémdé, in collaborazione con i Padri Camilliani e co-finanziato dal Ministero Affari Esteri;
  • nel dicembre dello stesso anno, ha preso avvio il progetto di Sicurezza e Sovranità alimentare esteso su quattro province della regione del centro-nord, in collaborazione con l’ASK - Associazione contadina e con il contributo finanziario (90%) dell’UE. Il progetto, dopo una proroga di sei mesi sulla durata inizialmente prevista, si è concluso nel dicembre 2004;
  • nell’ottobre 2002, la LVIA è stata capofila di 4 ONG italiane inun programma di sostegno istituzionale alle organizzazioni contadine del Burkina Faso. Il programma, che ha toccato tutto il territorio nazionale, è stato interamente finanziato dal Ministero Affari Esteri tramite la FAO ed ha avuto una durata di 12 mesi;
  • nel corso del 2005 un finanziamento di 100.000 euro di alcuni comuni della Toscana ha permesso alla LVIA di realizzare il barrage di Godo, nel dipartimento di Nanoro, provincia del Boulkiémdé
  • infine, si è conclusa l’azione finanziata in parte dalla Banca Mondiale ed in parte dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, relativa al recupero dei rifiuti plastici della città di Ouagadougou. Oggi la LVIA continua a supportare l'Associazione di donne che gestisce il Centro di Riciclaggio della Plastica.
Accanto a queste iniziative, la LVIA in Burkina ha appoggiato e continua ad appoggiare numerosi microprogetti di sicurezza alimentare e di sviluppo dell’artigianato promossi dalla Regione Piemonte e dalla Pastorale Sociale e del Lavoro delle diocesi piemontesi.
   

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