Proteggere l’ambiente valorizzando i rifiuti a Ouagadougou

Programma di cooperazione decentrata

Dove: Burkina Faso, Ouagadougou
Settori: Ambiente (valorizzazione rifiuti plastici); Infanzia (educazione ambientale); Sviluppo locale (rafforzamento istituzionale e delle associazioni di base); Donne
Partner e finanziatori: Banca Mondiale – Programma Development Marketplace; UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo); Unione Europea; Cooperazione Italiana; Ministero dell’Ambiente del Burkina Faso; Regione Piemonte; Comune di Ouagadougou; Provincia di Torino; Provincia di Cuneo; Comune di Torino; Parco della Collina Torinese; Parco delle Lame del Sesia; Parco Urbano Bangre Weoogo; Istituto Fratelli della Sacra Famiglia di Chieri; Centro Sainte Famille di Saaba; Parco Urbano Bangre Weoogo; Assocomaplast (Associazione Nazionale Italiana Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomme); Nord; Visastamp; Tria.
Quando: in corso dal 2005
 
Il video del progetto "A lezione di plastica" 
Segnaliamo il video del progetto prodotto da LVIA con il contributo di Provincia di Torino e Regione Piemonte.
 
Riprese Andrea Micconi. Post produzione Colombre film
 
Il Burkina Faso deve oggi far fronte ad una grave situazione ambientale: la diffusione incontrollata di rifiuti di plastica nell’ambiente.
Sacchetti, bottiglie, flaconi e ogni sorta di oggetto di plastica invadono città e campagne, provocando tre tipi di problemi
  • il primo è di tipo sanitario, in quanto i rifiuti di plastica con la loro sporcizia mettono a rischio di malattie la popolazione locale, specialmente i bambini
  • il secondo riguarda gli animali, che muoiono mangiando la plastica, privando i pastori della loro unica fonte di reddito;  
  • il terzo colpisce gli agricoltori, perché la plastica ormai ha invaso anche le campagne andando a peggiorare la fertilità dei suoli, già pressoché desertici, e diminuendo la capacità di infiltrazione della poca acqua piovana
Ouagadougou senza sacchetti di plastica
Segnaliamo lo Spot di comunicazione sociale sull'educazione all'utilizzo dei sacchetti di plastica;
promosso dal Ministero dell'Ambiente del Burkina Faso;
realizzato dalla LVIA con il contributo della Regione Piemonte;
realizzato  in lingua francese, moorè, djoula.
 
Per fornire una risposta a questa grave problematica, la LVIA, in partenariato con la Città di Ouagadougou (la capitale del Burkina Faso), il supporto della Città di Torino e delle Regione Piemonte, e un co-finanziamento iniziale della Banca Mondiale che ha premiato il progetto nell’ambito del Programma Development Marketplace, ha realizzato un progetto finalizzato a trasformare i rifiuti di plastica in una risorsa per l’economia  locale e in un’opportunità di reddito e lavoro per le fasce più emarginate: un modo per lottare contro la povertà e nello stesso tempo tutelare l’ambiente. 
 
Al termine di questo progetto, le attività sono continuate con finanziamenti e contributi successivi che hanno visto il coinvolgimento di autorità locali, imprese, associazioni ed altri enti della società civile. Ne è nato così un programma di cooperazione decentrata tra comunità del Nord e del Sud del mondo. Particolarmente importante, la partecipazione ed il contributo della Regione Piemonte nell'ambito del "Programma di lotta alla povertà e sicurezza alimentare in Africa Subsahariana"  e del Tavolo di lavoro "Ambiente, Piemonte e Sahel"
 
Il programma promuove il riciclaggio
 La pubblicazione è disponibile in diverse lingue:               
delle materie plastiche come:
  • strumento di lotta alla povertà con la creazione di opportunità di lavoro e di reddito per le fasce più svantaggiate 
  • ambito di economia sociale e sostenibile con la promozione della filiera della plastica come attività economica e la promozione di cooperative sociali
  • promozione dell’educazione ambientale per la crescita della consapevolezza collettiva della necessità di una gestione razionale dei rifiuti plastici
  • strumento per migliorare la governance della Città, la cui amministrazione è responsabile nei confronti dei propri cittadini della salubrità e igiene dei quartieri
Oggi nel primo Centro di valorizzazione dei rifiuti plastici del Burkina Faso, un’associazione di 30 donne ricicla ogni mese 4 tonnellate di rifiuti di plastica che vengono così tolti dall’ambiente e utilizzati per produrre nuovi oggetti utili.
In sostanza:
  • I rifiuti sono raccolti dalla popolazione e venduti al centro di valorizzazione: i rifiuti diventano così una piccola fonte di guadagno, importante soprattutto per le fasce più povere.
  • Le donne del Centro selezionano i rifiuti, li puliscono, li granulano e infine li vendono alle imprese locali che li usano, mescolandoli alla plastica vergine importata dall’estero, per produrre molti oggetti nuovi, tra cui sedie e tubi di plastica, che vengono introdotti sul mercato.
Dal 2006, in collaborazione con l’Istituto Fratelli della Sacra Famiglia di Chieri, diAssocomaplast, del Centro Artigianale Sainte Famille di Saâba (nei pressi di Ouagadougou) e con il supporto della Regione Piemonte, è stata avviata la produzione di oggetti in plastica riciclata al 100%: kit scolastici composti da un righello di 30 cm, una squadretta di 20 cm, un normografo e un goniometro, disponibili in diversi colori.  Oggi i kit sono in vendita in Burkina Faso a un prezzo più accessibile rispetto agli stessi prodotti importati dall’Europa e dall’Asia.I kit sono anche regalati alle classi che, utilizzando l’autobus messo a disposizione dal Parco Urbano Bangr-Weoogo, sempre più numerose si recano al Centro di riciclaggio per una lezione di educazione ambientale. Nel 2008, con la collaborazione della Provincia di Cuneo, Regione Piemonte, Assocomplast e l’impresa burkinabè Fasoplast,sono stati prodotti 10.000 cestini e donati alla Municipalità di Ouagadougouche li distribuirà gratuitamente in scuole, uffici comunali e organizzazioni internazionali. In questo modo, la Città vuole diffondere la consapevolezza che è possibile lottare contro la povertà anche attraverso il riciclo della plastica. Fasoplast continuerà a produrre i cestini acquistando il granulato riciclato dal Centro delle donne.

Parallelamente alle attività in Burkina Faso, sono promosse delle attività in Italia, volte a diffondere, soprattutto nelle scuole, una sensibilizzazione ai temi dell'ambiente e della solidarietà internazionale. 

   

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