Biblioteche viventi

Chi si conosce, si rispetta

La "Biblioteca vivente" è una biblioteca fatta non da libri e scaffali, mada persone in carne ed ossa che raccontano storie, le loro storie, spesso segnate da sofferenza e pregiudizi.

L’obiettivo di questa iniziativa è di trasformare discriminazioni e pregiudizi in dialogo, in relazioni positive e di rispetto tra persone: con la “biblioteca vivente” si ha infatti l’opportunità di entrare in contatto con persone con cui nella quotidianità non si ha occasione di confrontarsi, conoscerle e, attraverso il dialogo, riconoscere l’umanità che è nell’altro.

Origini

La biblioteca vivente nasce nel 2000 in Danimarca, grazie ad un’idea dell’associazione “stop the violence” a seguito di un’aggressione a sfondo razzista che ha portato l’associazione a riflettere su una metodologia che fosse interattiva per parlare di discriminazione, affrontarla e possibilmente distruggerla.

A partire dal 2003, la Biblioteca Vivente è stata poi adottata dal Consiglio d’Europa come buona prassi e diffusa in tutta Europa. L’Associazione LVIA ha deciso di utilizzare questa metodologia per diffondere una cultura di parità, non discriminazione e per favorire processi interculturali nei territori in cui opera.

Il video realizzato sulle attività di biblioteca vivente, con immagini e interviste ai partecipanti

Struttura

LVIA nell’organizzare quest’attività ha predisposto “un catalogo” con i titoli dei libri – persone risorsa che hanno accettato di mettere a disposizione la propria storia per l’iniziativa (oggi sono circa una decina), e ha realizzato un vero e proprio allestimento ad hoc composto da tavolini, sedie e sagome con i personaggi da rappresentare.

Il lettore che arriva alla biblioteca vivente ha a disposizione alcuni bibliotecari chelo aiutano a scegliere il libro dal catalogodove sono presenti i titoli dei libri viventi all'interno della biblioteca: una volta selezionato il titolo, viene accompagnato dai bibliotecari dal libro vivente e ha a disposizione un tempo massimo di 30 minuti per la "lettura" del libro viventefaccia a faccia con le storie di uomini e donne spesso nascoste da comuni pregiudizi, con l’obiettivo di aiutarlo a superare la "paura del diverso".

Un’opportunità di incontro con l’altro, una maratona di storie e lo stupore di “riuscire a raccontare così tante cose e toccare così tanti temi scottanti in poco tempo”, commenta Luca, uno dei libri. Rimane il segno che lascia l’incontro con le persone e con le loro storie: un momento di scambio e di crescita per tutti che contribuisce alla costruzione di una società veramente interculturale ed in grado di riconoscere l’unicità in ognuno di noi, non la differenza nell’altro.

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