Piemonte

ANIMATORE DI COMUNITÀ: Il nuovo percorso promosso da LVIA con i giovani della provincia Granda

Saper fare, Scambio, Partecipazione, Giovani, Trasformazione. Sono le parole chiave di una serie di azioni che LVIA, con il contributo della Fondazione CRC, attiverà con i giovani della provincia cuneese fino a giugno 2018. Quattro le località coinvolte - Cuneo, Bra, Alba, Mondovì – dove i gruppi e le realtà giovanili saranno impegnati nell’Animazione di Comunità.

Il primo appuntamento è un corso di formazione attivato nelle serate di venerdì 27 ottobre, 10 novembre e 24 novembre presso la Casa del Quartiere Donatello in via Augusto Rostagni 27 a Cuneo, dalle ore 18:00 alle 23:00.

Le azioni partono dalla constatazione, ormai consolidata, di come la crisi e i cambiamenti di questi ultimi anni sia sul piano sociale, economico che culturale, abbiano inciso negativamente sulla coesione del territorio. «A fronte di un quadro sociale, culturale ed economico in rapido cambiamento e che offre meno sicurezze rispetto al passato, noi ci rivolgiamo in primo luogo ai giovani con una formazione della persona a “saper fare” e “saper essere” - spiega Vanessa Marotta, coordinatrice del progetto di LVIA. - Proponiamo ai giovani di sviluppare la capacità di “imparare ad imparare” per un sapere flessibile che si arricchisce dell’esperienza di vita e della comprensione dell’interdipendenza. In questo modo, i giovani possono maturare competenze che permetteranno loro di essere attivi e fiduciosi con significativi risvolti nella partecipazione civile e sociale, di maturare la capacità di relazionarsi con gli adulti, di avere uno sguardo complessivo sulla società di riferimento e di collaborare con i vari enti e comunità del territorio».

Il percorso educativo formerà gli animatori alle componenti pedagogiche dello “Sviluppo di Comunità” che consistono in: cittadinanza generativa e processi di reciprocità; approccio community oriented vale a dire lettura dei problemi sociali e dei fattori favorevoli di un territorio; strumenti e metodi di progettazione partecipata e di lavoro in rete; arte di comunità per sviluppare nuove narrative sociali
Le tappe successive del percorso proposto da LVIA prevedono un evento residenziale a Cuneo e la realizzazione di animazioni che i gruppi attiveranno nei propri territori, supportati da LVIA.

Protagonisti dell’iniziativa nelle sue varie tappe saranno 250 giovani del territorio.

LVIA porta l'Indice Globale della Fame a Torino: il 2 novembre con l'Università degli Studi

Giovedì 2 novembre dalle ore 12.00 alle ore 14.00 a Torino, presso la Palazzina Luigi Einaudi, Aula 5 - Lungo Dora Siena 68/A, LVIA presenta l’Indice Globale della Fame 2017 “Le disuguaglianze della fame” in collaborazione con Cesvi - Link 2007, Università degli Studi di Torino - Corso di laurea in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione, nell'ambito degli incontri di UniCoo.

Sviluppato e adottato dall’International Food Policy Research Institute (IFPRI), l’Indice Globale della Fame è uno strumento statistico per la raccolta di dati sulla fame nel mondo e sulla malnutrizione nei diversi Paesi. L’Indice fornisce una misurazione multidimensionale della fame a livello nazionale, regionale e globale.

L’Indice Globale della Fame indica progressi e fallimenti dei singoli Paesi e delle macro regioni del mondo, e aiuta a comprendere quali politiche e azioni concrete devono essere intraprese per un’efficace lotta alla fame. Pubblicato per la prima volta nel 2006, è realizzato con la collaborazione della ong tedesca Welthungerhilfe e l’irlandese Concern Worldwide, partner europei del network Alliance2015. L’edizione italiana è curata da Cesvi dal 2008.

Anche se la produzione alimentare globale è sufficiente a nutrire il mondo, la fame continua a esistere ed è in gran parte il prodotto di alcune gravi disuguaglianze. L’Indice Globale della Fame 2017, presentato ufficialmente il 13 ottobre, analizza come le disuguaglianze basate sull’appartenenza etnica, sulla provenienza geografica (aree rurali o urbane), sul genere, sullo status socio-economico o sull’accesso al potere, influenzano direttamente lo status nutrizionale di una persona.

Né la fame né le diseguaglianze sono inevitabili: affondano entrambe le radici in relazioni di potere disuguali, spesso perpetuate e aggravate da leggi, politiche, atteggiamenti e pratiche.

Quali gruppi sociali sono più a rischio? Quali strategie sono realistiche ed efficaci per combattere le disuguaglianze e la fame? È possibile raggiungere l’Obiettivo Fame Zero entro il 2030 con gli attuali livelli di disuguaglianza? Discuteremo di questo e molto altro.

Programma

  • Saluti e introduzione – Egidio Dansero  Università degli Studi di Torino 
  • L’Indice Globale della Fame 2017: “Le disuguaglianze della fame” – Valeria Emmi
  • Affinché il riso abbondi: recupero delle terre e sovranità alimentare in Guinea Bissau - Italo Rizzi, Direttore LVIA 
  • Atlante del cibo e la Turin Food Policy - Egidio Dansero, Università degli Studi di Torino
  • La spigolatura sociale: lotta allo spreco in campo e azioni solidali - Nicoletta Gorgerino, LVIA

L'Indice Globale della Fame (#GHI2017), giunto al suo dodicesimo anno di pubblicazione, registra lo stato della fame e della malnutrizione in 119 Paesi.  Anche se la produzione alimentare globale è sufficiente a nutrire il mondo, la fame continua a esistere ed è in gran parte il prodotto di alcune gravi disuguaglianze. L’edizione 2017 infatti, analizza come le disuguaglianze basate sull’appartenenza etnica, sulla provenienza geografica (aree rurali o urbane), sul genere, sullo status socio-economico o sull’accesso al potere, influenzano direttamente lo status nutrizionale di una persona.

L’evento è realizzato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2017 e nell'ambito dell'insegnamento di Cooperazione internazionale: spazi, approcci, politiche, corso di laurea in Scienze internazionali, dello sviluppo, della cooperazione.

 

Scarica il pdf del GHI 2017

 

Con Khadija, volontaria LVIA, aderiamo allo sciopero della fame per chiedere l’approvazione del diritto dello Ius Soli

 
Khadija, volontaria LVIA, è il volto che abbiamo scelto per aderire allo sciopero della fame e chiedere l’approvazione della legge che riconosca il diritto dello Ius Soli.
 
L'iniziativa è promossa dalla federazione FOSCIV - Volontari nel mondo

Khadija è nata in Marocco e vive in Italia da quando aveva 6 anni.

La famiglia di Khadija è composta da 6 persone, oggi sono tutte italiane, ma per molti anni 3 sono state italiane e 3 marocchine: per sua madre e i suoi fratelli maggiori la cittadinanza è stata una difficile conquista eppure sono arrivati in Italia insieme.

Non c’è qualcosa che non funziona?

Khadija si sente italiana da sempre e anche i suoi fratelli.

Khadija è volontaria da 6 anni di LVIA - Socio FOCSIV e nell’ultimo anno ha svolto il servizio civile.

Khadija, da diversi anni,  è un  “libro vivente”, va nelle scuole a portare la sua testimonianza  di ragazza che ha scelto spontaneamente di portare il velo, che difende la sua scelta e combatte i pregiudizi, rispondendo a domande e curiosità che le vengono poste dai ragazzi.

Khadija è il volto che abbiamo scelto per aderire allo sciopero della fame e chiedere l’approvazione della legge che riconosca il diritto dello Ius Soli.

Vuoi aderire anche tu allo sciopero della fame con FOCSIV?

Firma qui

 

Oltre 800 mila giovani nati e cresciuti in Italia, che provengono da famiglie immigrate chiedono che sia riconosciuto loro il diritto di essere cittadini italiani. Giovani che frequentano la scuola e condividono l’amicizia, i problemi e le speranze di tutti i giovani autoctoni. Sono bambini e ragazzi che parlano i dialetti oltre all’italiano, che si sentono radicati in quanto bolognesi, romani, milanesi, veronesi, … e non capiscono la diversità nei diritti rispetto ai loro coetanei. Sono le nuove generazioni italiane.

Il Parlamento italiano non può frustrare attese e speranze di chi si sente già profondamente italiano.

Promuovi la tua adesione e coinvolgi i tuoi amici:

  • inoltra questa mail;
  • promuovi la tua adesione, scarica il post e condividilo sui social network;
  • condividi il video messaggio di Kadija.
  • usa l'hastag #IusSoli e tagga @FOCSIV ed @LVIA

Giovani animatori di comunità in una società in trasformazione

 
Oggi stiamo vivendo un contesto di  trasformazione socio-culturale e di difficoltà economiche. Il futuro è decisamente più imprevedibile e incerto, una situazione che richiede una profonda riflessione sulle pratiche pedagogiche necessarie a sostenere le nuove generazioni per affrontare con determinatezza il proprio futuro e sentirsi realmente cittadini attivi. 
E' quindi importante sviluppare la capacità di «imparare a imparare», un approccio che aiuta il giovane anche ad affacciarsi sul mondo del lavoro, dove è sempre più richiesto un sapere flessibile, vivo, non scisso dall’esperienza di vita individuale e collettiva e dalla comprensione dell’interdipendenza, costellato da valori e capacità.
 
Sulla base dell’esperienza radicata sul territorio con varie tipologie di realtà giovanili, LVIA ritiene sia necessario rafforzare delle specifiche competenze per aumentare l’impatto delle attività giovanili. Tali competenze possono essere sviluppate attraverso le tecniche dello sviluppo di comunità.

In particolare, si sottolineano tre bisogni prioritari:
  • migliorare la capacità di lavorare in rete;
  • aumentare le azioni generative come approccio delle attività giovanili, dove il destinatario è visto come attivatore di processi e non come semplice beneficiario. Questo può essere raggiunto introducendo la peer education e l’educazione non formale, in modo che le attività per i giovani siano sempre più promosse da giovani con una dialettica di leader alla pari, anche in contesti più istituzionali come, ad esempio, quelli delle consulte giovanili;
  • sviluppare nuove competenze per lavorare in contesti interculturali e valorizzare nuove narrative, introducendo nelle attività giovanili l’utilizzo di linguaggi non verbali come l’arte, capaci di abbattere barriere linguistiche e di sviluppare un’educazione emotiva che dia la possibilità di perseguire insieme degli obiettivi anche quando non ci si capisce con le parole.
Con una serie di azioni che vedono il contributo di CRC - Cassa di Risparmio di Cuneo, LVIA vuole coinvolgere in un percorso formativo sull'Animazione di Comunità, 20 animatori giovanili provenienti da almeno quattro realtà del territorio provinciale (Cuneo, Bra, Mondovì, Alba): gruppi informali, associazioni, scuole superiori, consulte giovanili in modo da favorire il lavoro di rete, il dialogo, la cooperazione tra le varie realtà attive e, dall’altro lato, rafforzare  le capacità delle realtà giovanili e dei giovani che saranno coinvolti “a cascata” con un approccio “generativo”.
 
In quest’ottica, il progetto realizza un percorso di formazione per 20 animatori giovanili che miglioreranno le competenze per agire come Animatori di Comunità nell’area della provincia di Cuneo coinvolgendo le realtà di giovanili di Cuneo, Bra, Mondovì Alba.
Successivamente al corso di formazione, le realtà giovanili partecipanti organizzeranno delle animazioni locali nei rispettivi territori, creando spazi informali di socializzazione aperti alla cittadinanza con un approccio transgenerazionale a beneficio della coesione sociale, della partecipazione attiva e dello sviluppo di relazioni di fiducia e solidarietà nel tessuto sociale giovanile e non.
 
La formazione residenziale per divenire animatori di comunità, sviluppa i seguenti moduli:
  • Cittadinanza Generativa per stimolare processi di reciprocità nella società;
  • Approccio community oriented per analizzare il contesto e far leva sulle opportunità per ottenere i cambiamenti auspicati;
  • Progettazione partecipata in una logica “Public, Private, People Partnership”;
  • Strumenti e metodi dell’animatore di comunità per il community building, il community engagement e il commoning;
  • Arte di comunità per sviluppare nuove narrative e rendere la società più coesa e inclusiva.

Dopo il corso, con l’accompagnamento di LVIA il gruppo progetterà e realizzerà delle animazioni di comunità attivando 200 giovani e coinvolgendo la cittadinanza in una logica transgenerazionale. 

Protagonisti dell’iniziativa sono 20 giovani animatori e 200 giovani coinvolti nelle animazioni locali, tra i quali si favorirà la partecipazione dei giovani di origine straniera, profughi e richiedenti asilo. L’iniziativa consentirà loro di sviluppare competenze di partecipazione attiva, d’incrementare il senso di responsabilità e la fiducia nel futuro. Il gruppo giovani migliorerà la cooperazione interna ed esterna con altri stakeholder, le competenze di animazione di comunità e l’impatto delle azioni per la prevenzione del disagio giovanile; attraverso la creazione di spazi informali di socializzazione e grazie all’approccio transgenerazionale delle animazioni, sarà rafforzato nella cittadinanza il senso di comunità con un accrescimento della coesione sociale e del benessere portato dall’instaurarsi di relazioni di fiducia e solidarietà. L’impatto atteso di lungo periodo è quello di un contributo alle politiche locali nell’attivazione di processi di governance inclusiva e commoning.

L’Italia siamo già noi! Per l’approvazione immediata dello “IUS SOLI”

L’Italia siamo già noi!
Per l’approvazione immediata dello “IUS SOLI”

Manifestazione piemontese: Venerdì 20 ottobre, ore 10.00, Piazza Castello, Torino
LVIA partecipa al PRESIDIO PERMANENTE FINO A VENERDÌ 3 NOVEMBRE

Una mobilitazione per approvare una legge di civiltà e per mettere fine ai colpevoli ritardi del Parlamento Italiano.

Da due anni ormai, la Camera dei Deputati ha approvato il testo unificato in materia di cittadinanza che consentirebbe ai figli di immigrati, nati o cresciuti nel nostro Paese, di diventare italiani accedendo al cosiddetto “Ius soli” e “ius culturae”. Da quella data, però, il testo è rimasto bloccato in Senato e, ancora oggi, non è stata prevista la calendarizzazione per la discussione.

Noi uomini e donne della società civile piemontese – associazioni, sindacati, gruppi informali – abbiamo deciso di mobilitarci al fine di non far calare l’attenzione sulle modifiche della legge sulla cittadinanza n.91/1992 che mirano ad introdurre significativi miglioramenti per l’accesso alla cittadinanza dei minori di origine straniera, attualmente italiani di fatto ma non di diritto.

Abbiamo aderito all’appello INSEGNANTI PER LA CITTADINANZA, lanciato da docenti ed educatori, per mobilitarsi al fine di approvare una legge fondamentale e di civiltà.

Venerdì 20 ottobre, alle ore 10.00, in Piazza Castello, insieme alle Scuole e alla cittadinanza organizzeremo un’azione simbolica: leggeremo la Costituzione, canteremo l’Inno Italiano e daremo voce a coloro che pagano gli effetti dei gravi ritardi del Senato della Repubblica.

Conclusa la manifestazione, presidieremo la Piazza fino al 3 novembre. Un’azione simbolica che la società civile tutta, italiani con e senza cittadinanza, organizza per manifestare la centralità e l’importanza di una legge che riconosca, a chi è nato e studia in questo paese, di essere cittadino italiano.
Durante la presenza in piazza sarà allestita un’aula studio per i ragazzi, verranno coinvolti i cittadini informandoli sul contenuto della legge, suoneranno gruppi musicali torinesi e saranno organizzati momenti di live pianting e writing.

Il presidio si concluderà con una grande manifestazione, organizzata per venerdì 3 novembre alle ore 17.30, aperta a tutta la cittadinanza, dove informare, cantare, ballare e danzare in favore dello ius soli e ius culturae.

L’Italia siamo già noi e chiediamo di essere riconosciuti come cittadini dal Parlamento.

ASSOCIAZIONI ADERENTI
Singoli Cittadini e Cittadine
Italiani senza Cittadinanza Piemonte
ACMOS
Convergenza delle culture
Arci Torino
Associazione per la Pace – Rivoli
Associazione donne dell’africa Subsahariana e seconde generazioni
LVIA
Associazione Radicale Adelaide Aglietta
Giovani democratici
Associazione Inti Llaqta
CISL
CGIL
ANOLF
Donne per la difesa della società civile
Hiroshima Mon amour
Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario Onlus
Coordinamento Non Solo Asilo
Consorzio delle ONG piemontesi
Rainbow4Africa
A.I.C.S. (associazione italiana cultura e sport)
CCM Comitato collaborazione medica
RE.TE. Ong
Architetti Migranti
Rete Senza Asilo
CISV
Fondazione Benvenuti in Italia
Associacion Kinto Suyo
Libera Piemonte
M.A.I.S. Ong
UIL Torino
Zonafranca Spazi Interculturali onlus
MCE (movimento di cooperazione educativa di Torino )
Associazione AlmaTerra
Forum regionale per l’Educazione e la Scuola
Rainbow4Africa Onlus
Alleanza Popolare per la Democrazia – Torino
Associazione Manzoni People
ANPI Torino
ReteDem
CIDI Torino
 

PROSSIMA-MENTE IN RETE. Comunità protagoniste di azioni solidali

Il progetto è promosso dal Cicsene in partenariato con LVIA, Obiettivo Fraternità Onlus, Prati-Care Onlus e con il contributo di Compagnia di San Paolo. 

Il progetto propone un'azione di capacity building di comunità e di contrasto alla povertà, agendo su 4 quartieri torinesi e facendo leva sulle relazioni locali.
Obiettivo è contribuire a contrastare le diverse forme di povertà emergenti sviluppando un sistema di azioni coordinate di lotta allo spreco/promozione del recupero con un approccio "home and community based", facenti perno sulle relazioni di quartiere, di vicinato, di prossimità ed alimentando forme di welfare comunitario e relazionale in grado di attivare risposte bottom up rapide, efficaci, complementari, innovative.

4 i principali filoni di azione: 

1. Portici Boutique: una Boutique itinerante, che dà nuova vita agli abiti smessi dai cittadini secondo il principio dello "scambio senza moneta".

2. Arte Migrante: spettacoli pubblici aperti a tutti - persone di ogni età, genere e provenienza - organizzati in locali, piazze, strade, al centro dei quali si pone il valore della relazione.

3. Lotta allo spreco: recupero e successiva distribuzione di cibo/frutta/verdura invenduta/non raccolta tramite azioni di spigolatura sociale e di sensibilizzazione esercizi commerciali.

4. Comunoteca: magazzino virtuale dove "mettere in circolo" beni smessi, da donare, scambiare, prestare.

 

Fino a fine ottobre: "Un sacchetto di mele per l'Africa" in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione

 
 
Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che quest'anno con il titolo "CAMBIAMO IL FUTURO DELLE MIGRAZIONI. Investiamo nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale" è dedicata ai temi delle interconnessioni tra sviluppo/sicurezza alimentare/migrazioni. 
Nelle due settimane precedenti e successive alla Giornata, LVIA organizza una serie di iniziative con l'obiettivo di informare, dibattere e coinvolgere la cittadinanza su tali interconnessioni. Il contenuto delle iniziative è ben riassuno nel "motto" coniato da LVIA "COLTIVIAMO IL NOSTRO FUTURO. Diamo risposte concrete nelle terre di origine"
 
 
Weekend 14 e 15 ottobre e fino a fine mese:
LVIA torna con “Un sacchetto di mele per l’Africa”
A sostegno dei progetti LVIA in Guinea Bissau per la sicurezza alimentare
e per garantire il diritto a restare nella propria terra d'origine

Sabato 14 e domenica 15 ottobre e fino alla fine del mese tornano nelle province di Torino e Cuneo, e a Galliate, i banchetti dell’associazione LVIA con l’iniziativa “Coltiviamo il nostro futuro, diamo risposte concrete nelle terre di origine. Un sacchetto di mele per l’Africa”.  

Circa 200 volontari saranno coinvolti nell'organizzazione di banchetti di sensibilizzazione e raccolta fondi attraverso la distribuzione - a fronte di un'offerta minima di 5 euro - di 12.000 kg di mele certificate IGP e di alta qualità, messe a disposizione da Assortofrutta tramite la sua associata Ortofruit Italia
TROVA IL BANCHETTO PIU' VICINO A TE SULLA MAPPA >> 

Il tema scelto per l'edizione 2017 della Giornata Mondiale dell’Alimentazione “Cambiamo il futuro delle migrazioni. Investiamo in sicurezza alimentare e sviluppo rurale". Perciò abbiamo sceltro di sostenere i progetti che LVIA promuove in Guinea Bissau per la sicurezza alimentare e garantire il diritto a restare nella propria terra d'origine.

Dell’oltre 1 milione e 500mila abitanti della Guinea Bissau, la maggior parte vive con 1,5 dollari al giorno. Molti si adoperano per superare la condizione di povertà e lavorare la terra per sfamare la propria gente.

LVIA è impegnata da oltre 15 anni nel paese, dove opera a con agricoltori, tutelando la biodiversità locale e la dimensione familiare dell’agricoltura. Tra "le chiavi" per passare da una produzione di sussistenza ad un’attività agricola redditizia, LVIA supporta i produttori nell’organizzarsi in cooperative e promuove la realizzazione a livello comunitario di Centri di Servizio Rurali, che mettono a disposizione degli associati magazzini per lo stoccaggio della produzione, macchine per la trasformazione di prodotti, sementi locali selezionate.

Dallo scorso settembre, grazie ad un progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, LVIA accompagna 6 Centri di Servizio Rurale. In questi mesi è stato possibile aumentare l’offerta di servizi e quindi le opportunità di lavoro per giovani e donne, dando così una vera alternativa alla fuga dalle campagne verso i centri urbani, alle migrazioni verso i paesi limitrofi o ai più pericolosi percorsi migratori verso l’Europa.  

Scopri di più sul progetto PUCEI-lavoro per i giovani costretti a migrare >> 

 

LVIA partecipa alla CAROVANA DELLA PACE CUNEO-BOVES

 
 
Carovana della Pace Cuneo - Boves: 9 km di cammino in memoria dei tragici eccidi che nel 19 settembre 1943 colpirono la città di Boves. Questo appuntamento storico con la marcia della "resistenza non violenta" è stato ideato e guidato negli anni da don Aldo Benevelli, fondatore di LVIA
 
Don Aldo diceva: "Quel giorno (8 settembre) e i giorni successivi, per me e per i miei compagni partigiani e deportati, per noi è stato un giorno  di rinascita del paese, per cui da quelle giornate, l’8, il 9 fino al 19 di settembre, c’è chi ha ammazzato l’Italia, c’è chi ha disonorato l’Italia, c’è chi ha tradito l’Italia, ma c’è chi ha cominciato a dare se stesso al paese, a partire da persone ignote, da casalinghe, da militari sbandati, da studenti. Oggi siamo chiamati noi a dare il meglio di noi stessi per il paese, per l'umanità intera".
 
"Contro la guerra,  ogni guerra e ogni fascismo si è sempre spese don Aldo Benevelli, che con amici a amministratori ha pensato e voluto la Carovana della Pace, come momento di riflessione, cosicentizzazione e azione per tutto il popolo e per ogni comunità". L'articolo su LA GUIDA
 
Il ritrovo è domenica 24 settembre a Cuneo, presso il Parco della Resistenza, alle ore 13
L'arrivo a Boves è previsto in piazza Italia alle ore 16
 
Tutti gli eventi della manifestazione su : carovanadellapace2010.wordpress.com
 
 

IL VILLAGGIO CHE CRESCE: contrastare la povertà educativa nella zona Ex-Moi, Torino

Stato progetto: 
Attivo
 

La realizzazione della dimensione di villaggio all’interno di un quartiere di una grande città come Torino, ricreandone le condizioni, le dinamiche, le relazioni è l’obiettivo del progetto.

Il radicamento, l’identità e la consapevolezza, sono aspetti che, nella vita di un individuo prima e di una comunità poi, non possono fare altro che rafforzare le capacità di socializzazione e creare le qualità socio-ambientali migliori per la crescita di bambini e adolescenti.

In una visione olistica, il rafforzamento della dimensione comunitaria rappresenta l’elemento di innovazione più significativo della proposta “Il Villaggio che cresce”, intervenendo nel rafforzamento dell’intera comunità educante, nel miglioramento del senso di affezione e appartenenza al Borgo Filadelfia, grazie ad interventi mirati capaci di trasformare il degrado urbano in occasioni di sviluppo localeprossimità e comunitàUn vero e proprio volano di innovazione sociale.

Il Progetto “Il Villaggio che cresce” promosso dalle Associazioni Acmos e LVIA in collaborazione con l'Istituto Comprensivo Sandro Pertini, si è avviato nell’aprile 2017 grazie ad un primo contributo della Fondazione La Stampa - Specchio dei Tempi. L’intervento in corso si propone di incidere su una delle maggiori sfide del territorio: il contrasto alla povertà educativa.
Visita la pagina facebook Il Villaggio che cresce 

Descrizione del Progetto 

Attualmente nell’area del Ex Moi (Merrcati Ortofrutticoli all’ingrosso), Borgo Filadelfia – Circoscrizione 8 di Torino vivono circa 2.500 residenti, di cui 300 minori (il 60% bambini 6-11 e pre-adolescenti 11-14).

La grande trasformazione urbana del quartiere avvenuta repentinamente negli ultimi anni vede oggi convivere realtà molto diverse: case popolari, palazzine occupati abusivamente, alloggi concessi dal Comune di Torino alle famiglie in emergenza abitativa, studentati universitari, esperienze di cohausing e uffici del Coni e Arpa.

Tale trasformazione e l’emergere di nuove povertà hanno contribuito al malessere diffuso e a un progressivo processo di disgregazione sociale, sfociato in alcuni episodi di disordini e tensioni noti alle cronache. In questa porzione di quartiere vivono numerosi bambini, pre-adolescenti e adolescenti con le proprie famiglie; alcuni dei minori residenti sono in disfrequenza scolastica, a rischio mortalità educativa o tendono ad affrontare l’impegno scolastico con difficoltà, a causa delle lacune linguistiche e culturali (molti sono n.a.i - neo arrivati in italia), ma anche perché le famiglie non riescono ad accompagnarli nello svolgimento dei compiti di apprendimento e a offrire loro degli stimoli educativi.

Inoltre, manca uno spazio di socialità sul territorio: nonostante esistano degli spazi adeguati, come i giardini comuni, essi non vengono utilizzati perché considerati pericolosi o inadeguati.
 

Obiettivi del Progetto 

  1. Promuovere un ambiente di apprendimento efficace e capace di avere effetti positivi sul benessere generale di bambini e pre-adolescenti attraverso offerte educative in orario extrascolastico
  2. Rafforzare la dimensione di "Scuola aperta" che collabora, co-progetta e sviluppa azioni con i soggetti del territorio
  3. Promuovere il coinvolgimento attivo delle famiglie e sostenere il loro ruolo educativo e incrementare la fiducia nei confronti della Scuola
  4. Promuovere l’autonomia e il protagonismo dei giovani (educatori e altri giovani intercettati)

Destinatari 

Ad oggi il progetto ha coinvolto 100 bambini dai 6 agli 11 anni e 100 pre-adolescenti, le rispettive famiglie, 2 istituti comprensivi con attività di mappatura degli attori sociali che insistono sul territorio, la creazione di spazi di dialogo e l’implementazione di alcune attività laboratoriali e di aggregazione rivolte ai minori.

Modalità e tempi di realizzazione 

Il progetto ha una durata di 10 mesi  e terminerà il prossimo dicembre 2017. Le azioni realizzate e in corso sono:

  • Mappatura e analisi del contesto
  • Riprogrammazione e modulazione delle attività in base al contesto
  • Attività di accompagnamento allo studio e al gioco, laboratori artistico-teatrali rivolti ai bambini
  • Attività fuori e dentro la scuola (ArteMigrante spettacolo, Festa della Musica a scuola)
  • Centro estivo pomeridiano rivolto ai bambini del Villaggio
  • Valutazione in itinere
  • Revisione e programmazione attività fine estate - autunno (proposte: aiuto compiti intensivo, attività di storytelling con il Daily-MOI, ecc.)

Le attività si svolgono presso "Spazio che cresce" in c.so Giambone 87 interno cortile 8, il venerdì ed il sabato pomeriggio dalle 15 alle 18.

 

 

IN SCENA "LA FORESTA CHE CRESCE. Fa più rumore un albero che cade di un’intera foresta che cresce”

 

Per non ascoltare solo il rumore dell’albero che cade: questo l’obiettivo di un progetto che approda a uno spettacolo fondato sul dialogo fra giovani italiani, migranti di recente arrivo e giovani di origine straniera nati o cresciuti in Italia. La restituzione in forma di spettacolo affronta il tema dell’immigrazione in una dimensione di crescita per la comunità, come risultato di un percorso artistico e culturale di confronto e riflessione dei partecipanti sulle proprie esperienze, dando la parola ai migranti e ai giovani di seconda generazione.

Il progetto, vincitore del bando MigrArti, indetto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Spettacolo, è realizzato da TedacàActi e Almateatro,in collaborazione con Isola di Ariel, LVIAArte Migrante ed Equilibri d’Oriente ed è l'unico progetto in Piemonte selezionato e finanziato per il settore teatro. L’azione spettacolare andrà in scena sabato 15 luglio, ore 21.30, con ingresso gratuito presso il Parco della Tesoriera (corso Francia 186-192), all’interno della manifestazione Evergreen Fest. Per maggiori informazioni il pubblico può contattare il numero 3206990599, scrivere a info@evergreenfest.ito visitare il sito www.tedaca.it.

Il progetto e lo spettacolo La foresta che cresce sono stati ideati e diretti da Gabriella Bordin, Beppe Rosso e Simone Schinocca. Le tre compagnie Tedacà, Acti e Almateatro hanno condotto insieme una serie di laboratori teatrali con la collaborazione e consulenza di Valentina Aicardi, Ornella Balestra, Suad Omar, Sara Consoli e Vesna Scepanovic. I Laboratori si sono svolti sul territorio della città di Torino e hanno visto la partecipazione di oltre 40 giovani: cittadini italiani, giovani immigrati di seconda generazione e migranti del C.A.R.A. (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) gestiti dalla Cooperativa L’Isola di Ariel.

Il lavoro con i giovani di seconda generazione si è realizzato grazie alla collaborazione con Lvia, Arte Migrante ed Equilibri d’Oriente. I laboratori sono stati condotti nelle zone San Salvario, basso San Donato e Porta Palazzo (a San Pietro in Vincoli), luoghi della città caratterizzati da una forte presenza multiculturale.

Le tre Compagnie hanno lavorato in sinergia mettendo a disposizione le proprie e diverse capacità artistiche, avvalendosi anche delle operatrici culturali di Almateatro, impegnate storicamente e quotidianamente sul tema del dialogo interculturale, e coinvolgendo i giovani del gruppo Arte Migrante che praticano inclusione sociale con metodologie di tipo artistico. Insieme si sono favoriti l’incontro, il dialogo e azioni creative fra i partecipanti ai laboratori.

Il risultato ha generato una comunità artistica che lavora al superamento delle cosiddette “paure” che tormentano la società contemporanea: la paura di chi non si conosce e i timori di coloro che affrontano una società del tutto nuova. Tali contraddizioni culturali, se strumentalizzate e affrontate tramite stereotipi e senza mediazioni, possono generare fenomeni di aggressività e violenza. In questo scenario, gli operatori culturali e artistici dovrebbero svolgere un ruolo importante, per operare contro ogni forma di discriminazione, con particolare attenzione agli aspetti linguistici che contribuiscono a rafforzare pregiudizi e stereotipi (come previsto dalla Carta di Roma).

Nel laboratorio i giovani hanno sviluppato un percorso di conoscenza e di ascolto verso gli altri e hanno trovato uno spazio in cui esprimere e condividere storie, sensazioni, disagi e dibattiti, generando insieme una costruzione drammaturgica che parte dal loro vissuto e dalle loro aspirazioni.

L’arte scenica diventa quindi strumento di dialogo per superare il possibile conflitto generato da modelli di pensiero diversi tra loro. Attraverso la conoscenza, il dialogo e la creatività si abbattono gli stereotipi, si sperimenta l’alterità non come problema ma come messa in atto di una prospettiva di maturazione per tutta la comunità. Fondamentale, a tal proposito, la presenza dei giovani di seconda generazione che, per la loro esperienza di vita, si pongono in modo naturale come “Ponti tra due società” fornendo, attraverso le proprie riflessioni, uno sguardo nuovo e un'idea di futuro che va oltre e supera le paure.

Il loro apporto è ancora più importante oggi qui in Italia, in questo momento storico di dibattito e scontro politico sulla proposta di legge per la riforma della cittadinanza e sul principio dello Ius Soli.

Obiettivo della performance è raccontare non tanto la dimensione delle difficoltà quanto quella delle prospettive future. “Fa più rumore un albero che cade di un’intera foresta che cresce” recita un antico detto. Partendo da questa riflessione si racconta il fenomeno migratorio da un altro punto di vista: attraverso storie, amori e desideri di chi oggi, giovane, vive in Italia, cioè di quella generazione che possiede il potenziale e l’energia per arricchire di diversità e bellezza la società in cui abita e di cui costruirà il futuro. L’azione dello spettacolo prenderà forma sul palcoscenico e in forma itinerante fra gli alberi secolari del parco che circondano la Villa della Tesoriera. In scena l’azione performantica agirà in contaminazione con i linguaggi del teatro e della danza, alternati a video testimonianze.

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