Etiopia: energia rinnovabile per uno sviluppo sostenibile

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Un villaggio
Il 96% dell’energia utilizzata in Etiopia proviene da fonti tradizionali, soprattutto da legna. Per farsi un’idea della dimensione del fenomeno, basti pensare che la raccolta di legna impegna una donna etiope da una fino alle tre ore al giorno.
 
L’aumento della domanda di legname, unito alla diminuzione delle risorse forestali, si sta riflettendo pesantemente sull’incremento del prezzo di legna e carbone, con forti impatti tra le fasce più povere della popolazione. Nel 1999, la spesa energetica per le famiglie più povere residenti in aree urbane si attestava al 34% del budget annuale (Energy Assessment in Oromia Regional State). Questo valore è aumentato nel 2010 fino a raggiungere il 42% del budget ed è destinato a crescere ancora.
 
Se non ci sarà un’inversione di tendenza, sempre di più i poveri saranno esclusi dalle risorse energetiche. Questo provocherà un ulteriore impoverimento, perché la mancanza di energia non permette di sviluppare attività economiche consistenti.
 
Per questi motivi, in Etiopia la LVIA ha deciso di puntare sullo sviluppo sostenibile di fonti energetiche alternative, quali schemi idroelettrici e impianti di biogas.
Luca Guerretta, responsabile LVIA per i progetti in Etiopia, spiega: «Il settore energetico è uno dei più nuovi e moderni per la LVIA. Il progetto si rivolge alle famiglie, con lo scopo di fornire energia rinnovabile: grazie alla costruzione di piccole centrali idroelettriche e la fornitura di pacchetti energetici di base costituiti da una lampadina a risparmio energetico da 25 W ed una presa per l’utilizzo di piccoli elettrodomestici, per uno sfruttamento complessivo di 75 W a famiglia.
Il progetto prevede anche l’installazione di 940 impianti biogas per soddisfare il fabbisogno energetico di gas metano necessario per le attività giornaliere di cucina per ogni famiglia».
 
Un donna trasporta la legna: questa incombenza richiede doverse ore di cammino ogni giorno
Altro fattore importante da considerare è che tra le maggiori cause di mortalità nel paese figurano le malattie respiratorie che affliggono soprattutto donne e bambini, cioè coloro che spendono più tempo tra le mura domestiche.
Queste malattie sono infatti causate dall’esposizione ai fumi prodotti dalla combustione della legna che viene fatta bruciare nelle capanne per cucinare e per altri usi domestici. «L’intervento si svolge negli stati regionali dell’Oromia e del Southern Nations Nationalities People Regional State e punta anche ad aumentare le capacità locali di tecnici, imprese e comunità nella gestione delle risorse energetiche – conclude Luca - con un’integrazione delle risorse idriche, agricole ed energetiche nella pianificazione di medio-lungo termine nelle comunità coinvolte».
 
 
La strategia LVIA nel settore energetico nei paesi africani
Luca Guerretta, referente LVIA per il settore Energia

Gli interventi in ambito energetico possono interessare azioni dirette di sviluppo, come nel caso dell’elettrificazione di aree rurali, o azioni a supporto di altri settori, ad esempio attraverso l’integrazione con interventi idrici come la fornitura di energia per sistemi di sollevamento dell’acqua attraverso impianti solari o eolici. L’energia fornita attraverso gli interventi progettuali dovrà avere le caratteristiche di sostenibilità (sia in termini di costi per le utenze che per la tecnologia adottata), ridotto impatto ambientale, sicurezza, gestione diretta a livello statale o comunitario.
Elemento guida per gli interventi è la sinergia e compenetrazione con i piani di sviluppo energetico dei governi dei paesi d’intervento.
Il tipo di tecnologia adottata per la fornitura energetica dovrà, ad esempio, essere selezionato in linea con le tecnologie accettate e condivise con i governi locali.
Alle attività di costruzione si affianca una componente di formazione tecnica per le imprese locali, lo studio di nuove tecnologie in collaborazione con università e istituti di ricerca e mappature del potenziale energetico. Le sessioni di formazione sono tendenzialmente indirizzate a personale governativo di alto profilo su temi quali il risparmio energetico, l’impatto ambientale, le nuove tecnologie, fino ai tecnici locali su argomenti di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti.
In parallelo, dato il carattere innovativo delle azioni proposte, diventa parte integrante degli interventi la componente di ricerca e garanzia di reperibilità di forniture di qualità, attraverso la creazione di magazzini di pezzi di ricambio o la costituzione di reti tra fornitori e gestori degli impianti, insieme alla formazione di maestranze locali specifiche, come artigiani e piccole imprese, che si possono inserire con profitto nel mercato locale dell’energia garantendo la sostenibilità degli interventi proposti.
 
Questa notizia riguarda il progetto: 
   

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