Mali

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA, LVIA e la risposta all’emergenza idrica in Mali

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Il 22 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’Acqua. In collegamento con la ricorrenza, l’associazione LVIA – Servizio di Pace organizza una serie di eventi in Piemonte e altre regioni d'Italia che vanno sotto il nome di
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Il ricavato delle iniziative contribuirà alla realizzazione di 11 nuovi pozzi nella Regione di Gao, nel nord del Mali, dove LVIA è impegnata da oltre 30 anni.

L’impegno di LVIA per rendere concreto il diritto all’acqua in Africa, garantire l’accesso all’acqua pulita e potabile e la gestione comunitaria della risorsa idrica, è attivo da 50 anni e molti risultati sono stati raggiunti, se si pensa che grazie all’impegno congiunto della comunità internazionale, già nel 2012 era stato raggiunto l’Obiettivo del millennio concernente il diritto all’acqua: tra il 1990 e il 2010, oltre due miliardi di persone hanno avuto accesso a fonti migliorate d’acqua potabile, come forniture tramite reti idriche e pozzi in cui la qualità dell’acqua è soggetta a controllo (dati Oms).
Per quanto riguarda LVIA, solo negli ultimi 13 anni l’impegno dell’associazione nella Campagna di informazione e raccolta fondi Acqua è Vita, ha prodotto il risultato concreto di portare l'acqua a 1milione e 400mila persone in dieci Paesi africani.

E quando arriva l'acqua, tutto cambia. La vita si trasforma: migliora la vita delle famiglie, soprattutto delle donne, migliorano l'economia, la salute e l'alimentazione, diminuiscono i conflitti. Maggiori informazioni nella sezione ACQUA è VITA.

Qualche numero
  • 1 persona su 10 non ha accesso ad acqua pulita e sicura: 663 milioni di persone vivono ancora senza accesso ad una fonte d’acqua sicura vicino casa, e sono costrette a spendere innumerevoli ore in coda o in cammino per raggiungere fonti lontane spesso non potabili (dati da WORLD WATER DAY 2017)
  • 1 persona su 3 non dispone di una toilette: 1,8 milioni di persone bevono da una fonte d’acqua contaminata dalle feci, mettendole a rischio di contrarre il colera, la dissenteria, il tifo e la poliomelite.  L’uso di acqua insicura, e la scarsa igiene e salute causa circa 842mila morti ogni giorno.  (dati da  WORLD WATER DAY 2017)
  • La dissenteria uccide 4.000 bambini ogni giorno, più di AIDS, malaria e morbillo (dati WATER AID)
  • 443milioni di giorni di scuola sono persi ogni giorno a causa di malattie legate a water e sanitation (WATER AID)

 

La situazione nel nord del Mali

Il nord del Mali è una zona di conflitto. Dal 2012, si contano 300mila sfollati e 140mila rifugiati all’estero, accolti dai paesi confinanti e soprattutto dal Burkina Faso.
Da anni il Mali è spaccato da una profonda frattura interna che vede contrapporsi numerose fazioni, tra cui lo Stato, il movimento di ribelli indipendentisti tuareg che rivendicano il controllo del nord del Paese, e alcuni movimenti islamisti. Nel 2012 la situazione è esplosa: mentre il governo reagiva al colpo di stato organizzato dalle forze ribelli dell’esercito, i tuareg acquisivano il controllo di alcune importanti città settentrionali e dichiaravano unilateralmente l’indipendenza di quei territori. Dopo soli due mesi, sono i gruppi islamisti ad impossessarsi del potere e a scontrarsi con l’esercito, prolungando il conflitto interno e la situazione di emergenza.
 
A luglio 2014, l'intervento di una forza internazionale guidata da Francia e Unione Africana aveva indebolito il controllo dei gruppi jihadisti del nord del Mali, ma la zona resta insicura e i gruppi armati fondamentalisti di frequente attaccano e intimoriscono la popolazione locale, come di recente avvenuto nella zona di confine con il Burkina Faso con l’imposizione della chiusura di alcune scuole.
In questo contesto, LVIA resta nel Paese, in una delle aree che sono state più toccate dal conflitto del 2012: la regione di Gao, alle porte del deserto del Sahara.
 
Nel 2012, la distruzione della sede della LVIA a Gao nel corso delle rivolte della popolazione Touareg e poi l’occupazione djiadista, ha costretto il personale a fuggire dal paese e a lasciarsi alle spalle la casa e parte della famiglia.
LVIA è poi tornata a Gao, a fine giugno 2013 e continua ad operare nell'area. La priorità è l’acqua, dato che molti pozzi sono stati danneggiati o abbandonati nel corso del conflitto; e un pozzo, soprattutto a Gao, alle porte del deserto del Sahara, fa la differenza tra la vita e la morte.
Tra il 2013 e il 2016, l’intervento di LVIA con i tanti partner locali e internazionali ha permesso di riabilitare 95 pozzi in questa zona desertica di realizzare 5 nuovi pozzi. Con l’intervento attualmente in corso, si arriverà a coprire 111 villaggi garantendo l’acqua ad oltre 50.000 persone.
 
 
 

 

Nord Mali: migliorare l'approvvigionamento di acqua potabile nelle aree colpite dalla crisi politica e dall'insicurezza. Regione di Gao (MINUSMA)

Stato progetto: 
Attivo

Dove: Mali, Regione di Gao, Cercles de Gao et Bourem
Settore: Emergenza, Acqua
Partner e finanziatori: MINUSMA - missione di peacekeeping dell'ONU in Mali
Beneficiari: Popolazione vulnerabile della Regione di Gao

Album fotografico LVIA Nord Mali/Emergenz Acqua su  

 

NORD MALI: l'azione di LVIA per le popolazioni vittime del conflitto

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Siamo a più di metà percorso del progetto promosso da LVIA a sostegno delle vittime del conflitto che dal 2012 colpisce il nord del Mali. 
Sicurezza alimentare e lotta alla malnutrizione infantile sono tra le priorità della Regione che LVIA e i suoi partner, tra cui l’ong CISV, stanno affrontando.  
Il progetto, finanziato dall'Agenzia Italiana della Cooperazione e Sviluppo di Dakar, si svolge in stretta collaborazione con l’ong CISV, la Direzione Regionale della Sanità e con i servizi tecnici locali dell’agricoltura.
 
 

Campagna per il monitoraggio della malnutrizione infantile nei villaggi attraverso la misurazione del perimetro del braccio: se il braccialetto segna verde, il bimbo è sano; se segna giallo, è affetto da malnutrizione acuta moderata; se segna rosso, è gravemente malnutrito (malnutrizioen acuta severa).
Nel corso delle Campagne di monitoraggio nei villaggi, sono visitate anche le donne incinte e allattanti, per verificare il loro stato di nutrizione.
 
Le attività si svolgono nella Regione di Mopti, provincia di Douentza. Siamo nel nord del Mali, dove la popolazione è vittima dal 2012 di un violento conflitto che ha visto l’occupazione del territorio da parte di gruppi jiadisti. A luglio 2014, l'intervendo di una forza internazionale guidata da Francia e Unione Africana aveva indebolito il controllo dei gruppi jihadisti del nord del Mali, ma la zone resta insicura e a rischio di attacchi terroristici. Il conflitto ha provocato almeno 300mila sfollati, alcuni stanno rientrando in Mali, altri ancora restano nei Paesi confinanti, soprattutto Burkina Faso, perché temono il rientro.
In questa situazione critica, le associazioni LVIA e CISV restano nel Paese con le dovute precauzioni, perché conoscono bene il territorio e sono apprezzate e conosciute dalle popolazioni locali. Attraverso il progetto, stanno operando su due ambiti: sicurezza alimentare e lotta alla malnutrizione infantile.
 
Sicurezza alimentare
Ad oggi sono stati riabilitati 9 orti e relativi pozzi per l’approvvigionamento idrico. Questi sono gestiti da gruppi di donne a beneficio delle comunità dei villaggi, per un totale di 450 persone. Le coltivazioni sono iniziate ad ottobre anche grazie alle attività di formazione in tecniche di produzione e alla distribuzione di strumenti per l’agricoltura (kit di zappette, pale, rastrelli, forche, innaffiatoi, corde e carrucole per i pozzi e sementi). Inoltre, 250 produttori hanno iniziato a coltivare riso grazie alla formazione e strumentazione ricevute.
«LVIA ha riabilitato gli orti e i pozzi che nella stagione secca si riempiono di sabbia. Le parcelle sono state recintate per proteggere gli orti dagli animali al pascolo», ci spiega Michela Bordin, volontaria di LVIA e CISV in Mali. «Per quanto riguarda la risicoltura, abbiamo sfruttato la particolare conformazione geologica dell’area, caratterizzata dalle falesie. È da queste pareti rocciose che, durante la stagione delle piogge, cola l’acqua sul terreno in modo continuativo. Ed è qui che abbiamo realizzato delle piccole dighette di 50 cm per fermare l’acqua e coltivare il riso. Ad oggi 250 famiglie utilizzano questo metodo per la risicoltura. Tutti i lavori sono stati fatti con il cash for work, cioè con il lavoro della comunità locali che così contribuiscono alla realizzazione delle opere che loro stesse dovranno poi gestire».
 
Cura e prevenzione della malnutrizione con un approccio di comunità
Ad oggi ben 25mila bambini e 1.700 donne sono stati visitati per verificare lo stato nutrizionale generale; 500 bambine e bambini affetti da malnutrizione acuta moderata sono stati assistiti nei dispensari sanitari di villaggio e 80 affetti da malnutrizione acuta severa sono stati ricoverati in ospedale.
«Il monitoraggio viene fatto una volta al mese nei villaggi dove si riscontra il più basso numero di segnalazioni dei bambini malnutriti, perché questo significa che ci sono dei problemi di individuazione della patologia». Continua Michela Bordin. «Gli animatori di LVIA e CISV e il personale medico vanno nei villaggi per effettuare le visite. La data viene comunicata sia via radio sia attraverso i volontari nei villaggi affinché i bambini e le donne siano presenti in maggior numero possibile. A tutti i bimbi sotto i 5 anni di età, alle donne incinte e allattanti viene misurato peso, altezza e il perimetro del braccio con apposito braccialetto: se il braccialetto segna rosso, il bimbo è gravemente malnutrito; se il braccialetto sta sul colore giallo, la persona è affetta da malnutrizione moderata e presa in carico dal centro medico comunale. Nella maggioranza dei casi, i bambini sono malnutriti in conseguenza di altre malattie che hanno contratto, come la diarrea o la malaria. Se ci sono complicazioni, sono portati all’Ospedale di Douentza, l’unico della provincia».
I problemi non sono pochi: spesso è difficile arrivare al dispensario sanitario più vicino, le distanze sono troppo lunghe e tanti non si fidano del sistema sanitario e preferiscono rivolgersi ai guaritori tradizionali. Anche le pratiche di alimentazione sono un ostacolo e per tutti questi fattori, la presenza dei volontari sanitari nei villaggi è fondamentale.
Partecipano al progetto 263 volontari, coinvolti da LVIA e CISV che sono nominati dalla comunità e a cui viene affidato il compito di monitorare la situazione della malnutrizione nei villaggi in cui loro stessi risiedono. I volontari sono stati formati nell’ambito del progetto soprattutto sul riconoscimento dei sintomi della malnutrizione, sul come referenziare i casi di malnutrizione acuta ai dispensari e sulle tecniche di sensibilizzazione e di prevenzione. «A volte, quando viene dato il PlumpyNut, alimento terapeutico per il trattamento della malnutrizione, viene diviso tra tutti i bimbi della famiglia e questo è un problema per chi è affetto da malnutrizione». Testimonia Michela Bordin. «Dare una corretta informazione nella comunità e nelle famiglie è quindi fondamentale per curare e prevenire la malnutrizione».
A questo scopo nell’ambito del progetto sono state anche organizzate delle dimostrazioni culinarie nei villaggi che mostrano come cucinare alimenti locali che hanno molte proprietà nutritive. Le donne che sono state formate, insegnano alla comunità come cucinare gli alimenti locali mantenendone le proprietà nutritive e come abbinarli per garantire un pasto equilibrato, sopratutto per i bambini. Le dimostrazioni si concludono con un pranzo comunitario.
 
Dimostrazioni culinarie nei villaggi per informare le mamme su come cucinare alcuni prodotti locali ricchi di proprietà nutritive. Le dimostrazioni si concludono con un pranzo comunitario.
Un gruppo di volontari sanitari che sono stati formati da LVIA e CISV per operare nei propri villaggi
 
 
 

Progetto di emergenza a sostegno delle popolazioni del Mali e in particolare a quelle vittime del conflitto nel cercle di Douentza, regione di Mopti

Stato progetto: 
Concluso
 
Dove: Mali, Regione di Mopti, Cercle di Douentza
Settore: Sicurezza alimentare, salute e educazione
Valore: 339.000 €
Partner e finanziatori: Ministero Affari Esteri Italiano
Beneficiari: Popolazioni vulnerabili della Regione di Mopti
Periodo: 11 marzo 2016 - 10 dicembre 2016
 
 

Emergenza Idrica nel nord del Mali

Stato progetto: 
Concluso

Dove: Mali, Regione di Gao, Cercles de Gao et Bourem
Settore: Emergenza, Acqua
Valore: 700.000 €
Partner e finanziatori: ECHO -Unione Europea
Beneficiari: Popolazione vulnerabile della Regione di Gao

Album fotografico LVIA Nord Mali/Emergenz Acqua su  

 

Nord Mali: migliorare l'approvvigionamento di acqua potabile nelle aree colpite dalla crisi politica e dall'insicurezza. Regione di Gao

Stato progetto: 
Concluso
Dove: Mali, Regione di Gao, Cercle de Bourem
Settore: Acqua, Emergenza 
Valore: 1.200.000 €
Partner e finanziatori: ECHO
Beneficiari: Popolazioni vulnerabili della Regione di Gao
Periodo: 1 luglio 2014 - 30 giugno 2016

Azione di emergenza per la riabilitazione dei punti d’acqua caduti in panne durante il conflitto 2012-2013 nella Regione di Gao

Stato progetto: 
Concluso
Dove: Mali, Regione di Gao
Settori: emergenza; acqua e igiene
Budget: 600.000,00 Euro
Partner e finanziatori:
UE – ECHO; ong CISV; ong locale TASSAGHT
Beneficiari diretti: 20.400 persone
 
 
 
 

Ousmane Ag Hamatou, della LVIA in Mali, ci racconta il progetto di riduzione della malnutrizione a Temera

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La regione di Gao, nel nord del Mali, è una delle aree più depresse del paese, a causa del suo clima desertico e delle frequenti siccità. In quest’area la LVIA è attiva dal 1985 per migliorare l’accesso all’acqua e la gestione delle scarse risorse idriche. L’impossibilità di accedere a fonti d’acqua permanenti e pulite porta con sé molti problemi: l’alta mortalità, una produzione agricola insufficiente, alti tassi di malnutrizione e povertà crescente.
 
Ousmane Ag Hamatou, della LVIA in Mali, è responsabile di diversi interventi progettuali attivi nel Comune di Temera, regione di Gao,  promossi con i contribuiti dell’Unione Europea e della Regione Piemonte nell'ambito del Programma per la sicurezza alimentare e la lotta alla povertà nell’Africa subsahariana.
Ci spiega come questi progetti intervengono per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali: “Il Comune di Temera si affaccia sul fiume Niger, per cui la risicoltura è tradizionalmente praticata dalla popolazione. Ma le condizioni sono molto difficili, perché le acque qui il fiume per molti mesi l’anno è secco. Per far fronte a questo problema, i contadini realizzano delle piccole dighe che necessitano di continue manutenzioni.  Attraverso questi interventi, li supportiamo nel migliorare la durabilità e la qualità di queste costruzioni. È fondamentale ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche.
Temera è un’area desertica, ma il fiume Niger rappresenta una fonte d’acqua, anche se non per tutto l’anno. Allora bisogna migliorare le capacità di utilizzare l’acqua quando c’è. La formazione fornita alle associazioni contadine per migliorare la risicoltura e l’orticoltura sta dando buoni risultati sia a livello alimentare che per l’aumento del reddito familiare, legato alla vendita dei prodotti sul mercato. Oltre alla formazione, si interviene fornendo strumenti e tecnologie, come l’installazione di sistemi d’irrigazione goccia a goccia, la costruzione di pompe per il prelievo dell’acqua e l’irrigazione, l’organizzazione di sistemi rotativi autogestiti per la fornitura di sementi. Gli interventi promossi, inoltre, forniscono un importante supporto all’attività di allevamento, anch’essa tradizionalmente praticata. In particolare, è stata realizzata una vasta campagna di vaccinazione animale e ne faremo un’altra in questo secondo anno.
Un altro importante settore di intervento è la lotta alla malnutrizione, nell’ambito del quale lavoriamo per migliorare le capacità dei dispensari nei diversi villaggi del Comune di Temera nell’identificare e curare i casi di malnutrizione. Infine, l’acqua: è prevista la riabilitazione di 5 pozzi che ad oggi già esistono nei villaggi ma, essendo a cielo aperto, sono contaminati e l’acqua così utilizzata è veicolo di malattie. Quello che faremo sarà effettuare degli scavi in maggiore profondità e costruire delle pompe indie che permettano di prelevare e utilizzare acqua pulita”.
 
 

AVIS e AIDO Nichelino a sostegno della sicurezza alimentare e l'acqua in Mali

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Nel quadro dell’incredibile e creativa collaborazione attivata da Avis e Aido di Nichelino, il 4 dicembre è andata in scena, di fronte al vasto pubblico del Teatro Superga, la commedia “La lunga notte del capitone. Natale in 4D”  della Compagnia Teatrale “I briganti di Sherwood", con il patrocinio della Città di Nichelino.

L'incasso della serata, pari a 2.000 euro, è stato consegnato il 18 dicembre alla LVIA in occasione della Festa del Donatore Avis di Nichelino, ed è andato a sostegno del progetto per la riduzione dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione delle popolazioni vulnerabili del Comune di Temerà, in Mali

In particolare, si contribuirà all'installazione di sistemi di pompaggio a pedale e d’irrigazione goccia a goccia per favorire l’orticoltura realizzata da associazioni rurali di donne. Il progetto si svolge nell'ambito del Programma di sicurezza alimentare e lotta alla povertà in Africa Subsahariana della Regione Piemonte.

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