Burkina Faso

Acqua e Salute per 6 villaggi in Burkina Faso con l'8x1000 Chiesa Cattolica e il Premio Volontariato Internazionale FOCSIV

 
Le attività descritte sono state realizzate con il contributo dell'8xmille alla Chiesa cattolica che promuove, incoraggia e premia il volontariato internazionale, con un contributo di 20.000 Euro a sostegno Premio del Volontariato Internazionale, promosso ogni anno da FOCSIV.
 
Nel 2016 il premio è stato vinto da Marco Alban, volontario LVIA in Burkina Faso e Mali, un bel riconoscimento per l'associazione, nell'anno in cui ha celebrato i 50 anni di attività. 
Pozzo costruito in un villaggio in Burkina Faso.
Con il contributo dell'8x1000 della Chiesa Cattolica, LVIA ha realizzato sei pozzi, in quattro villaggi e in due Centri sanitari, nel quadro della strategia di lotta alla malnutrizione infantile nella regione del Plateau Central. L'utilizzo di acqua non potabile è infatti tra le cause principali che logorano e indeboliscono la salute, soprattutto dei più piccoli.
Attività realizzate e risultati raggiunti
I Centri di Salute e di Promozione Sociale sono strutture che possono dare speranza di vita e di cure dignitose alle comunità che abitano nei villaggi rurali del Burkina Faso. Sono Centri di prossimità, che offrono servizi e cure sanitarie alle persone che abitano in villaggi anche isolati, lontani dalle città e dagli ospedali.
I Centri offrono inoltre altri servizi educativi e di sensibilizzazione per tutto quel che concerne la salute, la nutrizione e l'igiene, con l'obiettivo di migliorare le abitudini delle comunità e delle famiglie e diminuire i comportamenti a rischio che possono provocare malattie e, in casi estremi, vere e proprie epidemie.
Per questo, le attività si sono focalizzate sui Centri di Salute e di Promozione Sociale, contribuendo alla realizzazione di 6 pozzi in due Centri e in quattro villaggi nella regione del Centre-Ouest del Burkina Faso. Sono state inoltre realizzate attività di educazione igienico-sanitaria e le comunità locali sono state formate per costituire delle strutture di gestione delle opere realizzate. 
I fondi dell'8x1000 alla Chiesa Cattolica hanno in questo modo supportato le attività di LVIA nel più ampio quadro di impegno nella prevenzione e cura della malnutrizione infantile e materna
 
I Centri di Salute dei villaggi di Sam-Nidaga e di Gori fin dalla loro costruzione erano sprovvisti di punti d'acqua potabile. Un problema grave, come facilmente immaginabile, dal punto di vista igienico e sanitario per affrontare il quale le autorità di gestione di tali Centri erano ricorse a soluzioni alternative, andando a prelevare l'acqua a chillometri di distanza. 
 
L'approvigionamento idrico del Centro di Salute di Gori ammontava a 200 litri al giorno, prelevati nel villaggio vicino, a 2 Km di distanza. A Sam-Nidaga invece, il pozzo più vicino al Centro di Salute si trovava presso la scuola del villaggio, a 1,2 Km di distanza.  

Una situazione che provocava dei disagi non da poco, come l'assenza di acqua in determinati periodi. Acqua che in un Centro sanitario è indispensabile per il lavaggio delle mani e in generale l'igiene dei pazienti e del personale sanitario, nonché per prendere le medicine e garantire la pulizia dei locali di ricovero e di visita. Ma con l'intervento realizzato, questi due Centri di Salute ora dispongono di acqua potabile e pulita in modo continuativo e indipendente da altre strutture. 
Donne al Centro di Salute, in coda per la visita dei propri bimbi.
I Centri di salute, oltre ad essere dei centri ambulatoriali, con il supporto dei progetti di LVIA sono diventati punti di monitoraggio, prevenzione e cura della malnutrizione.
Oltre ai due Centri di Salute, sono stati coinvolti nell'intervento quattro villaggi, da cui proviene la maggioranza dei bambini malnutriti che arrivano nei Centri di Salute sopra citati. Diversi quartieri di questi villaggi non dispongono di alcun punto di acqua potabile e le comunità erano costrette a cercare l'acqua in fonti non igieniche, non sicure, non potabili.
 
 
La realizzazione dei pozzi 
Con il contributo dell'8x1000 sono stati costruiti 6 pozzi con le seguenti operazioni:
  • scavo dei pozzi;
  • allestimento di un dispositivo di igiene per ogni pozzo;
  • controllo della qualità e potabilità dell'acqua.
I pozzi sono stati realizzati da un'impresa locale attraverso regolare procedura di appalto. L'impresa ha anche realizzato la ricerca geofisica e, oltre allo scavo, ha proceduto anche all'equipaggiamento dei pozzi.
Ha partecipato al processo anche la Direzione Regionale dell'Acqua, che ha assicurato il controllo tecnico al fine di attestare il rispetto delle norme in vigore in Burkina Faso.
Per ogni pozzo sono state fatte le analisi chimiche e gli esami microbiologici, al fine di verificare che le caratteristiche dell'acqua fossero conformi alle norme in vigore in Burkina Faso. 
I pozzi sono stati attrezzati con una pompa a motrice umana di tipo India Mark II e dotati di un'infrastruttura che ha permesso di drenare le perdite d'acqua e preservare la salubrità dell'ambiente nei pressi del pozzo. 
 
La formazione dei comitati di gestione 
Per garantire che la gestione di ogni pozzo sia fatta localmente in modo autonomo e competente, LVIA ha accompagnato le comunità dei villaggi coinvolti, a costituire dei Comitati di Gestione per ogni pozzo che oggi si occupano del servizio idrico. I componenti dei Comitati di gestione sono designati dagli utenti, con un mandato di due anni. Ogni Comitato è composto da sei persone, uomini e donne.
Gli animatori di LVIA hanno accompagnato i membri dei Comitati di gestione con delle formazioni specifiche:
  • sulla legislazione nazionale relativa alla gestione delle infrastrutture idriche;
  • sulla gestione economica del servizio idrico fornito dal pozzo;
  • sull'elaborazione di un codice di condotta per garantire buone condizioni igieniche nei dintorni del pozzo e così preservare la qualità dell'acqua. 
Nei villaggi, l'acqua è accessibile a tutte le famiglie con un piccolo contributo economico necessario al mantenimento del pozzo, per le riparazioni, ecc.
L'ammontare del contributo è fissato dalle famiglie degli utenti all'interno di un'Assemblea generale. Nei Centri di Salute, la responsabilità del corretto mantenimento del pozzo è di un comitato locale istituito dai villaggi.
In ogni villaggio o Centro di Salute, tutti i sei membri del comitato, più altre due persone-risorsa designate dalle comunità, sono state formate alla gestione dei pozzi, per un totale di 48 persone che hanno partecipato alla formazione.
 
 
La sensibilizzazione comunitaria 
La realizzazione dei pozzi è stata sostenuta da un'intensa attività di sensibilizzazione della comunità. LVIA ha lavorato con gli utenti dei Centri di Salute e in particolare con le mamme dei bimbi malnutriti che qui sono ricoverati o che vengono qui di frequente per ricevere cure mediche.  
La sensibilizzazione è stata realizzata da operatori di comunità, persone che abitano nei villaggi e offrono un servizio di accompagnamento sanitario. Hanno un ruolo chiave perché riescono a comunicare con tutte le famiglie dei villaggi e, attraverso incontri periodici con le mamme dei bimbi malnutriti, passano diversi messaggi di sensibilizzazione:
  • sui benefici legati al consumo di acqua potabile, soprattutto nel quadro della cura della malnutrizione;
  • sui metodo per proteggere l'acqua durante la sua raccolta, trasporto e stoccaggio;
  • sull'importanza del lavaggio delle mani;
  • sulle cause e gli effetti della contaminazione dell'acqua.

In totale, 29 sedute di sensibilizzazione (12 a Gori e 17 a Sam-Nidaga) sono state organizzate ed hanno permesso la sensibilizzazione di 870 donne su questi temi.

Nei villaggi dove sono state realizzate le campagne di sensibilizzazione, gli operatori di comunità hanno assicurato che i messaggi arrivassero chiaramente alla popolazione:
  • organizzando riunioni;
  • effettuando delle visite periodiche di controllo presso le famiglie per controllare le abitudini di raccolta e conservazione dell'acqua per identificare e correggere eventuali comportamenti a rischio.  
LVIA ha dotato gli operatori comunitari di supporti di sensibilizzazione sui temi della gestione dell'acqua, lavaggio mani e pericolo fecale.
Si tratta di immagini e poster che descrivono, da una parte i comportamenti abituali con i rischi di contaminazione, dall'altra parte illustrano i comportamenti corretti che si invita ad adottare.
Al termine di ogni seduta di sensibilizzazione, sono stati distribuiti ai partecipanti dei poster al fine di stimolare il dibattito nelle famiglie e facilitare il cambiamento di comportamento. 

Grazie all'intervento, tante persone hanno migliorato le proprie condizioni di vita: 

  • i pazienti dei Centri di Salute - circa 70 consultazioni al mese per ogni centro - tra cui molti bambine e bambini che soffrono di malnutrizione, possono usufruire di un ambiente più sano ed igienico e ricevere cure più adeguate. I pazienti e i loro familiari che li accompagnano dispongono ora di acqua potabile per più necessità (prendere le medicine, igiene corporale e dei vestiti...). 
  • le famiglie che abitano nei pressi dei Centri di Salute: anche loro, al di là dei pazienti, vengono qui per fare approvvigionamento di acqua potabile. Attualmente nel villaggio di Gori il pozzo del Centro di Salute è l'unico funzionante e tutte le famiglie, per un totale di 1.500 persone, posso prendere da qui l'acqua. A Sam-Ndiaga, 18 famiglie, per un totale di 300 persone, fanno quotidianamente ricorso al pozzo del Centro di Salute. 
  • la disponibilità di acqua è fondamentale per la prevenzione e la cura della malnutrizione infantile. In questi villaggi, 407 bambini soffrono di malnutrizione e dovranno mangiare regolarmente una zuppa preparata dalle loro mamme e che, per avere l'effetto curativo, non può che essere preparato con acqua sana e sicura. 
  • In totale, l'intervento ha dato accesso all'acqua potabile a 3.100 persone, di cui 1.800 nei due villaggi dove sono situati i Centri di Salute e 1.300 persone nei quattro altri villaggi dove sono stati realizzati i pozzi. Il dettaglio dei villaggi
  • I Centri di Salute di Gori e di Sam-Ndiaga coprono rispettivamente 7 villaggi con una popolazione di 11.900 persone, tutti utenti potenziali dei centri di salute che avranno accesso ai centri di salute di riferimento 
  • Grazie alla realizzazione della campagna di sensibilizzazione, tutte le famiglie dei villaggi sono state informate sulle corrette pratiche igieniche da adottare per prevenire diverse malattie. Si nota già un cambiamento nelle abitudini come ad esempio il lavaggio delle mani, il miglioramento dell'igiene corporale e dei vestiti. Questi aspetti, a lungo termine potranno ridurre l'incidenza della malattie legate alla mancanza di igiene.
Durante una visita nei villaggi, una donna ci ha chiamati e ci ha detto: "Guardate i miei bambini come sono puliti, Non era così prima che avessimo il pozzo". E' la prova visibile che c'è stato un cambiamento sociale.
Testimonianza di un animatore LVIA
 

Acqua e Salute per 6 villaggi in Burkina Faso con l'8x1000 Chiesa Cattolica e il Premio Volontariato Internazionale FOCSIV

Stato progetto: 
Concluso
 
Le attività descritte sono state realizzate con il contributo dell'8xmille alla Chiesa cattolica che promuove, incoraggia e premia il volontariato internazionale, con un contributo di 20.000 Euro a sostegno Premio del Volontariato Internazionale, promosso ogni anno da FOCSIV.
 
Nel 2016 il premio è stato vinto da Marco Alban, volontario LVIA in Burkina Faso e Mali, un bel riconoscimento per l'associazione, nell'anno in cui ha celebrato i 50 anni di attività. 
Pozzo costruito in un villaggio in Burkina Faso.
Con il contributo dell'8x1000 della Chiesa Cattolica, LVIA ha realizzato sei pozzi, in quattro villaggi e in due Centri sanitari, nel quadro della strategia di lotta alla malnutrizione infantile nella regione del Plateau Central. L'utilizzo di acqua non potabile è infatti tra le cause principali che logorano e indeboliscono la salute, soprattutto dei più piccoli.
Attività realizzate e risultati raggiunti
I Centri di Salute e di Promozione Sociale sono strutture che possono dare speranza di vita e di cure dignitose alle comunità che abitano nei villaggi rurali del Burkina Faso. Sono Centri di prossimità, che offrono servizi e cure sanitarie alle persone che abitano in villaggi anche isolati, lontani dalle città e dagli ospedali.
I Centri offrono inoltre altri servizi educativi e di sensibilizzazione per tutto quel che concerne la salute, la nutrizione e l'igiene, con l'obiettivo di migliorare le abitudini delle comunità e delle famiglie e diminuire i comportamenti a rischio che possono provocare malattie e, in casi estremi, vere e proprie epidemie.
Per questo, le attività si sono focalizzate sui Centri di Salute e di Promozione Sociale, contribuendo alla realizzazione di 6 pozzi in due Centri e in quattro villaggi nella regione del Centre-Ouest del Burkina Faso. Sono state inoltre realizzate attività di educazione igienico-sanitaria e le comunità locali sono state formate per costituire delle strutture di gestione delle opere realizzate. 
I fondi dell'8x1000 alla Chiesa Cattolica hanno in questo modo supportato le attività di LVIA nel più ampio quadro di impegno nella prevenzione e cura della malnutrizione infantile e materna
 
I Centri di Salute dei villaggi di Sam-Nidaga e di Gori fin dalla loro costruzione erano sprovvisti di punti d'acqua potabile. Un problema grave, come facilmente immaginabile, dal punto di vista igienico e sanitario per affrontare il quale le autorità di gestione di tali Centri erano ricorse a soluzioni alternative, andando a prelevare l'acqua a chillometri di distanza. 
 
L'approvigionamento idrico del Centro di Salute di Gori ammontava a 200 litri al giorno, prelevati nel villaggio vicino, a 2 Km di distanza. A Sam-Nidaga invece, il pozzo più vicino al Centro di Salute si trovava presso la scuola del villaggio, a 1,2 Km di distanza.  

Una situazione che provocava dei disagi non da poco, come l'assenza di acqua in determinati periodi. Acqua che in un Centro sanitario è indispensabile per il lavaggio delle mani e in generale l'igiene dei pazienti e del personale sanitario, nonché per prendere le medicine e garantire la pulizia dei locali di ricovero e di visita. Ma con l'intervento realizzato, questi due Centri di Salute ora dispongono di acqua potabile e pulita in modo continuativo e indipendente da altre strutture. 
Donne al Centro di Salute, in coda per la visita dei propri bimbi.
I Centri di salute, oltre ad essere dei centri ambulatoriali, con il supporto dei progetti di LVIA sono diventati punti di monitoraggio, prevenzione e cura della malnutrizione.
Oltre ai due Centri di Salute, sono stati coinvolti nell'intervento quattro villaggi, da cui proviene la maggioranza dei bambini malnutriti che arrivano nei Centri di Salute sopra citati. Diversi quartieri di questi villaggi non dispongono di alcun punto di acqua potabile e le comunità erano costrette a cercare l'acqua in fonti non igieniche, non sicure, non potabili.
 
 
La realizzazione dei pozzi 
Con il contributo dell'8x1000 sono stati costruiti 6 pozzi con le seguenti operazioni:
  • scavo dei pozzi;
  • allestimento di un dispositivo di igiene per ogni pozzo;
  • controllo della qualità e potabilità dell'acqua.
I pozzi sono stati realizzati da un'impresa locale attraverso regolare procedura di appalto. L'impresa ha anche realizzato la ricerca geofisica e, oltre allo scavo, ha proceduto anche all'equipaggiamento dei pozzi.
Ha partecipato al processo anche la Direzione Regionale dell'Acqua, che ha assicurato il controllo tecnico al fine di attestare il rispetto delle norme in vigore in Burkina Faso.
Per ogni pozzo sono state fatte le analisi chimiche e gli esami microbiologici, al fine di verificare che le caratteristiche dell'acqua fossero conformi alle norme in vigore in Burkina Faso. 
I pozzi sono stati attrezzati con una pompa a motrice umana di tipo India Mark II e dotati di un'infrastruttura che ha permesso di drenare le perdite d'acqua e preservare la salubrità dell'ambiente nei pressi del pozzo. 
 
La formazione dei comitati di gestione 
Per garantire che la gestione di ogni pozzo sia fatta localmente in modo autonomo e competente, LVIA ha accompagnato le comunità dei villaggi coinvolti, a costituire dei Comitati di Gestione per ogni pozzo che oggi si occupano del servizio idrico. I componenti dei Comitati di gestione sono designati dagli utenti, con un mandato di due anni. Ogni Comitato è composto da sei persone, uomini e donne.
Gli animatori di LVIA hanno accompagnato i membri dei Comitati di gestione con delle formazioni specifiche:
  • sulla legislazione nazionale relativa alla gestione delle infrastrutture idriche;
  • sulla gestione economica del servizio idrico fornito dal pozzo;
  • sull'elaborazione di un codice di condotta per garantire buone condizioni igieniche nei dintorni del pozzo e così preservare la qualità dell'acqua. 
Nei villaggi, l'acqua è accessibile a tutte le famiglie con un piccolo contributo economico necessario al mantenimento del pozzo, per le riparazioni, ecc.
L'ammontare del contributo è fissato dalle famiglie degli utenti all'interno di un'Assemblea generale. Nei Centri di Salute, la responsabilità del corretto mantenimento del pozzo è di un comitato locale istituito dai villaggi.
In ogni villaggio o Centro di Salute, tutti i sei membri del comitato, più altre due persone-risorsa designate dalle comunità, sono state formate alla gestione dei pozzi, per un totale di 48 persone che hanno partecipato alla formazione.
 
 
La sensibilizzazione comunitaria 
La realizzazione dei pozzi è stata sostenuta da un'intensa attività di sensibilizzazione della comunità. LVIA ha lavorato con gli utenti dei Centri di Salute e in particolare con le mamme dei bimbi malnutriti che qui sono ricoverati o che vengono qui di frequente per ricevere cure mediche.  
La sensibilizzazione è stata realizzata da operatori di comunità, persone che abitano nei villaggi e offrono un servizio di accompagnamento sanitario. Hanno un ruolo chiave perché riescono a comunicare con tutte le famiglie dei villaggi e, attraverso incontri periodici con le mamme dei bimbi malnutriti, passano diversi messaggi di sensibilizzazione:
  • sui benefici legati al consumo di acqua potabile, soprattutto nel quadro della cura della malnutrizione;
  • sui metodo per proteggere l'acqua durante la sua raccolta, trasporto e stoccaggio;
  • sull'importanza del lavaggio delle mani;
  • sulle cause e gli effetti della contaminazione dell'acqua.

In totale, 29 sedute di sensibilizzazione (12 a Gori e 17 a Sam-Nidaga) sono state organizzate ed hanno permesso la sensibilizzazione di 870 donne su questi temi.

Nei villaggi dove sono state realizzate le campagne di sensibilizzazione, gli operatori di comunità hanno assicurato che i messaggi arrivassero chiaramente alla popolazione:
  • organizzando riunioni;
  • effettuando delle visite periodiche di controllo presso le famiglie per controllare le abitudini di raccolta e conservazione dell'acqua per identificare e correggere eventuali comportamenti a rischio.  
LVIA ha dotato gli operatori comunitari di supporti di sensibilizzazione sui temi della gestione dell'acqua, lavaggio mani e pericolo fecale.
Si tratta di immagini e poster che descrivono, da una parte i comportamenti abituali con i rischi di contaminazione, dall'altra parte illustrano i comportamenti corretti che si invita ad adottare.
Al termine di ogni seduta di sensibilizzazione, sono stati distribuiti ai partecipanti dei poster al fine di stimolare il dibattito nelle famiglie e facilitare il cambiamento di comportamento. 

Grazie all'intervento, tante persone hanno migliorato le proprie condizioni di vita: 

  • i pazienti dei Centri di Salute - circa 70 consultazioni al mese per ogni centro - tra cui molti bambine e bambini che soffrono di malnutrizione, possono usufruire di un ambiente più sano ed igienico e ricevere cure più adeguate. I pazienti e i loro familiari che li accompagnano dispongono ora di acqua potabile per più necessità (prendere le medicine, igiene corporale e dei vestiti...). 
  • le famiglie che abitano nei pressi dei Centri di Salute: anche loro, al di là dei pazienti, vengono qui per fare approvvigionamento di acqua potabile. Attualmente nel villaggio di Gori il pozzo del Centro di Salute è l'unico funzionante e tutte le famiglie, per un totale di 1.500 persone, posso prendere da qui l'acqua. A Sam-Ndiaga, 18 famiglie, per un totale di 300 persone, fanno quotidianamente ricorso al pozzo del Centro di Salute. 
  • la disponibilità di acqua è fondamentale per la prevenzione e la cura della malnutrizione infantile. In questi villaggi, 407 bambini soffrono di malnutrizione e dovranno mangiare regolarmente una zuppa preparata dalle loro mamme e che, per avere l'effetto curativo, non può che essere preparato con acqua sana e sicura. 
  • In totale, l'intervento ha dato accesso all'acqua potabile a 3.100 persone, di cui 1.800 nei due villaggi dove sono situati i Centri di Salute e 1.300 persone nei quattro altri villaggi dove sono stati realizzati i pozzi. Il dettaglio dei villaggi
  • I Centri di Salute di Gori e di Sam-Ndiaga coprono rispettivamente 7 villaggi con una popolazione di 11.900 persone, tutti utenti potenziali dei centri di salute che avranno accesso ai centri di salute di riferimento 
  • Grazie alla realizzazione della campagna di sensibilizzazione, tutte le famiglie dei villaggi sono state informate sulle corrette pratiche igieniche da adottare per prevenire diverse malattie. Si nota già un cambiamento nelle abitudini come ad esempio il lavaggio delle mani, il miglioramento dell'igiene corporale e dei vestiti. Questi aspetti, a lungo termine potranno ridurre l'incidenza della malattie legate alla mancanza di igiene.
Durante una visita nei villaggi, una donna ci ha chiamati e ci ha detto: "Guardate i miei bambini come sono puliti, Non era così prima che avessimo il pozzo". E' la prova visibile che c'è stato un cambiamento sociale.
Testimonianza di un animatore LVIA
 

VIS-À-VIS CON LA MALNUTRIZIONE: IL CAMBIAMENTO E' POSSIBILE. Storie di villaggi, mamme e bimbi in Burkina Faso

Le video puntate che raccontano le attività di lotta alla malnutrizione infantile promosse da LVIA in Burkina Faso.

E' disponibile anche un APPROFONDIMENTO: il cambiamento è possibile

VIS-À-VIS CON LA MALNUTRIZIONE: STORIE DI VILLAGGI, MAMME e BIMBI IN BURKINA FASO 
Episodio 1
“Il mio bambino ha la febbre e non mangia più con appetito: il guaritore del villaggio mi saprà aiutare!”
La malnutrizione è un fenomeno complesso, ma spesso non riconosciuto come malattia e pertanto curato con metodi tradizionali. Se si ha la possibilità di intervenire nei primi 1000 giorni di vita con cure mediche appropriate, si possono evitare i danni permanenti nella crescita del bambino e in molti casi anche la morte. #iostoconlvia #diventiamograndi #vivalemamme
Episodio 2
“Dì a tuo marito che non si dovrà preoccupare delle cure per il vostro bambino, sono tutte garantite e per voi gratuite!”
In Burkina Faso gli uomini sono spesso poco consapevoli rispetto ai rischi della malnutrizione e difficili da convincere che il monitoraggio dei bimbi a rischio sia una priorità famigliare. Grazie al lavoro di LVIA di sensibilizzazione nei villaggi da una parte e di formazione di medici e infermieri dall’altra, oggi il personale sanitario locale è formato per riconoscere precocemente i sintomi della malnutrizione e intervenire in tempo utile per trattarla. #iostoconlvia #diventiamograndi #vivalemamme
Episodio 3
“Il mio ruolo è quello di monitorare i villaggi e lo stato di salute dei bambini.”
Negli ultimi anni l’impegno di LVIA ha permesso di curare quasi 50.000 bambini affetti da malnutrizione acuta severa (MAS) nella Regione del Centre-Ouest del Burkina Faso. Il ruolo degli operatori sanitari di comunità è fondamentale nel raggiungimento di questo risultato, poiché l’accrescimento in consapevolezza dei genitori li rende capaci di intervenire prima di arrivare alla fase acuta della malattia. #iostoconlvia #diventiamograndi #vivalemamme
Episodio 4
“Vi mostreremo come preparare una pappa molto nutriente per il vostro bambino.”
La tempestività della cura alla malnutrizione è fondamentale per evitare ritardi permanenti nella crescita fisica e intellettuale del bambino. I nutrizionisti, per questo, formano il personale sanitario burkinabé e le mamme a preparare pappe nutrienti. Nel Paese l’agricoltura è povera, risente dell’ambiente arido e la sfida consiste nell’usare ciò che offre la terra per dare un’alimentazione ricca, grazie a prodotti locali come cereali, frutti del baobab e papaya.#iostoconlvia #diventiamograndi #vivalemamme

 

24 e 25 settembre, Torino: a Terra Madre con Fondazioni for Africa Burkina Faso ed LVIA

 
In occasione di Terra Madre 2016, il gruppo Fondazioni for Africa Burkina Faso, con LVIA e altre associazioni partner del progetto "Partenariato per uno sviluppo sostenibile tra Italia e Burkina Faso", organizza due eventi:
 
24 e 25 settembre - Coltiviamo la Terra. Cresceranno Persone. Evento interattivo in collaborazione con il Ouagalab di Ouagadoogou: inizia sabato 24 settembre alle ore 16.30 e prosegue domenica 25 settembre dalle ore 11.00 alle ore 17.00 nel Cortile del Rettorato, via Po 17 a Torino
 
Sabato 24 settembre - incontro LA TERRA CHE ABBIAMO IN COMUNE.  Alle ore 17.00, nella Sala Principi d’Acaja, Palazzo del Rettorato, via Po, 17, a Torino.
 
24 e 25 settembre - Coltiviamo la Terra. Cresceranno Persone
 
Camminare per la città di Torino ed essere proiettati in una terra lontana. 
Dare acqua a una pianta e vedere crescere legami tra Persone.
Sembra impossibile? Non lo è.
Succede a Torino il 24 e 25 settembre 2016 con Coltiviamo la Terra. Cresceranno Persone, un’iniziativa promossa da Fondazioni for Africa Burkina Faso, in collaborazione con Ouagalab, il primo Fablab creato in Africa Occidentale, con il coordinamento tecnico di Stylum, società del gruppo Altavia e l’associazione di migranti Watinoma, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto. Musica e animazione Kassoum Diarra, Kadi Coulibaly, Lassina Coulibaly e Housseini Coulibaly.

 
Esiste una connessione tra Nord e Sud del Mondo e la Terra che abbiamo in comune è il luogo di questa connessione. Dalla capacità di lavorare insieme, unendo risorse ed energie, dipende la reciproca crescita e la possibilità di un futuro sostenibile, da una parte e dall’altra del mondo. Con questa consapevolezza è nato nel 2014 Fondazioni for Africa Burkina Faso, intervento per il diritto al cibo di 60.000 persone promosso da 28 fondazioni di origine bancaria, 10 ong, 1 centro di ricerca, 27 associazioni di migranti burkinabè, 15 associazioni di produttori in Burkina Faso e 5 Enti locali italiani (www.fondazioniforafrica.org).

Oggi le tecnologie, quali strumenti di connessione, ci permettono di sperimentare questa consapevolezza. Coltiviamo la Terra Cresceranno Persone, che inaugura sabato 24 settembre alle ore 16.30 e prosegue domenica 25 settembre dalle ore 11.00 alle ore 17.00 nel Cortile del Rettorato, è infatti un’esperienza interattiva che, grazie alla tecnologia Internet of Things, mette in relazione Torino e Koubri, villaggio rurale del Burkina Faso, facendo sperimentare ai partecipanti la connessione tra Terre del Mondo e come un gesto compiuto da una parte del mondo ha un riflesso dall’altra parte.

L’iniziativa Coltiviamo la Terra. Cresceranno Persone è promossa da Fondazioni for Africa Burkina Faso e realizzata in collaborazione con OuagaLab, il primo FabLab creato in Africa Occidentale nel 2012 da un gruppo di giovani informatici che puntano sull’uso della tecnologia come strumento di sviluppo e crescita del paese. Ideazione e coordinamento tecnico sono stati gestiti da Stylum, società del gruppo Altavia. “Il paradigma di quello che viene ormai conosciuto come Internt Of Things” commentano Massimo Cortinovis di Stylum e Gildas Guiella di OuagaLab, “viene concepito in questa iniziativa in un’ottica estesa: le parti elettroniche e i sensori locali che collegano mondo fisico e virtuale, trasmetteranno i segnali in un altro continente, mostrando feedback ed effetti in tempo reale, grazie a connessione internet e sistemi di video comunicazione integrati”. Partner dell’iniziativa anche l’associazione di migranti Watinoma, attiva da anni con progetti di sviluppo sostenibile nel villaggio di Koubri, in Burkina Faso.

 

Sabato 24 settembre - incontro LA TERRA CHE ABBIAMO IN COMUNE

Sabato 24 settembre 2016, alle ore 17.00, nella Sala Principi d’Acaja, Palazzo del Rettorato, via Po, 17, a Torino, Fondazioni for Africa Burkina Faso, nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto, promuove l’incontro LA TERRA CHE ABBIAMO IN COMUNE. Dai produttori del Burkina Faso e i migranti in Italia idee e progetti per trasformare il voler bene alla Terra in cultura del vivere insieme e della cooperazione tra terre del mondo.

Produttori del Burkina Faso e migranti burkinabè in Italia condividono idee e progetti nell’incontro "La Terra che abbiamo in comune", organizzato da Fondazioni for Africa Burkina Faso. Intervengono Monica Cerutti, Assessora Diritti e Cooperazione Regione Piemonte; Piero Gastaldo, Segretario Generale Compagnia di San Paolo; Stefano Colmo, Segretario Generale Terra Madre; Yacouba Sawadogo, Agricoltore del Burkina Faso ha riportato alla vita un pezzo di Sahel grazie all’impiego di tecniche colturali tradizionali; Cristina Toscano, Cooperazione Internazionale ed Innovazione Sociale Fondazione Cariplo; Abdou Yabre, Abreer Associazione Burkinabè Reggio Emilia; Claudio Amerio, coordinatore area servizi migranti Crescere Insieme e Maramao; Oumarou Lenglengue, mediatore culturale e operatore legale Crescere Insieme;  Sayouba Bonkoungou, agronomo biologico Watinoma; Mady Sankara, insegnante e sindaco del suo villaggio, da 2 anni nella rete di Slow Food, attivo nel progetto 10.000 orti in Africa. Modera Maurizio Molinari, Direttore de La Stampa.

In Burkina Faso i piccoli produttori sono protagonisti della costruzione di un futuro sostenibile che nasce dalla Terra. In Italia alcune associazioni di migranti burkinabè hanno dato vita a orti biologici e a corsi di consumo consapevole per nutrire relazioni fertili con il territorio in cui vivono e con il Paese di origine. Partendo dal lavoro di Fondazioni for Africa Burkina Faso in Italia e in Burkina Faso, l’incontro "La terra che abbiamo in comune" vuole mettere in luce come le possibilità di uno sviluppo sostenibile passi anche attraverso la relazione feconda tra produttori africani, enti e ong attive in Africa e associazioni di migranti in Italia. I migranti hanno, infatti, un ruolo fondamentale di ponte tra Paese di origine e destinazione e, per molti, la migrazione non è solo un viaggio di andata, ma la possibilità di riportare indietro esperienze, nuove competenze acquisite e contribuire in prima persona alla crescita dei paesi di origine.

Ospite d’eccezione della conferenza è Yacouba Sawadogo, agricoltore del Burkina Faso che ha riportato alla vita un pezzo di Sahel grazie all’impiego di tecniche colturali tradizionali. Yacouba Sawadogo ha dedicato la sua vita a combattere la desertificazione utilizzando un’antica pratica agricola africana. Grazie a lui oggi ci sono foreste e vita dove prima c’era il nulla.

Gli interventi che seguono raccontano un percorso comune che produttori e migranti stanno portando avanti in Italia e in Burkina Faso.
Abdou Yabre, 27 anni, originario del Burkina Faso, da 9 anni a Reggio Emilia, racconta l’esperienza dell’associazione burkinabè di Reggio Emilia Abreer che, dal 2002, nel Parco del Mauriziano di Reggio, ha dato vita a un orto in città. Qui Abdou e i membri di Abreer producono a km zero e, in collaborazione con Fondazioni for Africa Burkina Faso, promuovono percorsi di formazione per i migranti sull’agricoltura biologica e biodinamica con una prospettiva di inserimento lavorativo e di rientro nel paese di origine.
Claudio Amerio, coordinatore area servizi migranti Crescere Insieme, racconta l’esperienza dell’impresa agricola sociale Maramao di Canelli che produce biologico e coinvolge attivamente alcuni richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Insieme a lui interviene Oumarou Lenglengue, originario del Burkina Faso, da 10 anni in Italia e coordinatore di un progetto di cooperazione allo sviluppo in Burkina Faso finanziato da Regione Piemonte e Fondazioni for Africa. Infine l’esperienza di Mady Sankara, insegnante e sindaco del suo villaggio, testimonia come si possano promuovere iniziative per lo sviluppo di un territorio, salvaguardando la biodiversità alimentare. In particolare Mady Sankara racconta il lavoro degli orti comunitari della zona di Yako, inseriti nell’iniziativa 10.000 orti in Africa di Slow Food, e l’attività di valorizzazione dei prodotti locali attraverso una bottega e il ristorante “Le meraviglie della Savana” che gestisce.
 

Micro Giubilari: acqua potabile e igiene per i villaggi di Bavila e Tanghin-Wobdo

Stato progetto: 
Attivo
Dove: Burkina Faso, villaggi di Bavila e di Tanghin- Wobdo, Regione Centro Ovest
Settore: Acqua
Valore: 10.000 euro
Partner e finanziatori: Campagna "Il diritto di rimanere nella propria terra"
Beneficiari diretti: 2.000 persone 

LVIA con Fondazioni for Africa Burkina Faso. TANTE PERSONE, UNA SFIDA COMUNE. Roma, 18 maggio

Tante persone e una sfida comune. Dal 2014 a oggi 28 fondazioni di origine bancaria associate all’Acri, 6 ong e organizzazioni no profit, 1 centro di ricerca, 27 associazioni di migranti, 15 organizzazioni contadine in Burkina Faso e 5 Enti locali italiani lavorano insieme. L’obiettivo è garantire il diritto al cibo di 60.000 persone, le strade percorse per raggiungerlo il miglioramento dell’agricoltura, la promozione dell’accesso al credito, la valorizzazione delle donne, il riconoscimento del ruolo dei migranti e la creazione di reti territoriali. Mercoledì 18 maggio, dalle 14.30 alle 16.30, presso la sede di Acri, via del Corso 267, Roma, dalla voce dei protagonisti il racconto di tre anni di impegno in Burkina Faso e in Italia.

Intervengono: Giorgio Righetti, ‪Acri‬, Cristina Toscano, Fondazione Cariplo, Marzia Sica, Compagnia di San Paolo, Matteo Cortese, Fondazioni for Africa Burkina Faso, Anna Ferro, ‪Cespi‬, Giovanni Sartor, Mani Tese Nazionale, Valeria De Paoli, ACRA, Michele Vaglio Iori, CISV, Lia Curcio, Lvia, Venusia Govetto, Fondazione Slow Food per la Biodiversità ONLUS, Giorgio Garelli, Regione Piemonte, Antonella Vidoni, Provincia autonoma di Bolzano, Valentino Piazza, ProgettoMondo Mlal, Flora Tognoli, WATINOMA, Abdou Yabre, Abreer-Associazione dei Burkinabè di Reggio Emilia, Bambara Stanislas, Song-Taaba Adesib, Salifo Zare, Educatori Italiani-Africani Senza Frontiere di Treviso.

Modera: Marina Lalovic, Radio3 Mondo .

“TANTE PERSONE, UNA SFIDA COMUNE” è inserita nell’ambito della giornata “Migrazioni, sviluppo, solida­rietà. Le Fondazioni tessono reti di collaborazione”, promossa dall’Acri e Assifero.

Per partecipare alla giornata iscrizioni su www.acri.it

Insieme si può from fondazioni for africa on Vimeo.

Burkina Faso, 18 e 19 dicembre: alla Fiera agricola di Loumbila valorizziamo e consumiamo prodotti locali

 

Valorizziamo e consumiamo i prodotti locali” è il tema della seconda edizione della Fiera dei Prodotti Agricoli, organizzata a Loumbila, in Burkina Faso da Fondazioni for Africa Burkina Faso con le associazioni di produttori locali e le ONG partner Mani Tese, Lvia, Acra, Cisv e Fondazione Slow Food per la biodiversità. Un’occasione preziosa per far conoscere ai consumatori le produzioni locali, creare nuove sinergie e collaborazione tra agricoltori, potenziare la commercializzazione e vendita dei prodotti e dei loro derivati.

La Fiera di Loumbila si svolge a una settimana dalla giornata aperta del Centro di Trasformazione del Riso di Modgedo gestito da 180 donne e finalizzata anch’essa alla valorizzazione della produzione locale. Entrambe le iniziative nascono dal lavoro che, insieme alle organizzazioni contadine locali e in collaborazione con le ong partner, il progetto sta portando avanti in 7 Regioni Rurali del Paese dal 2014.

Obettivo comune è rimuovere le cause dell’insicurezza alimentare e porre le basi per uno sviluppo sostenibile a partire dalle risorse più preziose: la Terra e le Persone. L’economia del Paese, uno dei più poveri al mondo secondo gli indici di sviluppo, si basa, infatti, principalmente sul settore agricolo che occupa quasi l’80% della forza lavoro: l’agricoltura e le produzioni locali sono dunque la chiave di volta per il rilancio del settore e di conseguenza del Paese. Da qui l’intervento del progetto congiunto tra Fondazioni For Africa e le ong parter tra cui la LVIA, in particolare sulle filiere agricole che hanno registrato una crescita significativa negli ultimi anni, ortaggi, riso, soia e miele, per migliorare la produttività, la qualità e la commercializzazione dei prodotti e dei loro derivati, rafforzare il ruolo di 350 or­ganizzazioni contadine, dare impulso a start-up agricole e imprenditoriali attraverso l’accesso al credito, promuovere un’adeguata educazione alimentare e il valore della biodiversità.
 
Alcuni interventi  in corso dal 2014 nel Paese
 
Il nostro riso “Vivere del nostro riso significa tanto". Significa nutrire i nostri figli, ma anche aumentare il reddito dei nostri produttori in un Paese dove l’agricoltura impiega l’80% della popolazione che lavora.” Joudicael, produttore riso. Il riso in Burkina Faso è alla base dell’alimen­tazione della popolazione, in campagna come in città. La produzione insufficiente lo rende il primo cereale per importazione influenzando il prezzo del riso locale e costringendo i produttori a svendere sul mercato il proprio prodotto a un prezzo non remunerativo.  Fondazioni for Africa Burkina Faso lavora nelle Regioni Plateau Central,  Hauts Bassins et Sud Ouest con membri della cooperativa risicola di Mogtedo e con i 500 della cooperativa COP­SA-C. Obiettivo comune è aumentare del 25% la produzione di riso sui territori e la commercializ­zazione sui mercati locali.

IL RISO DELLE DONNE “L’attività del Centro di Trasformazione significa tanto per noi donne. Qui sperimentiamo il piacere di lavorare insieme e di vedere il nostro impegno riconosciuto” Mariam, Presidentessa. A Mogtedo, dipartimento della Provincia di Gan­zourgou, in Burkina Faso, c’è il Centro di Tras­formazione del riso étuvé, riso parboiled molto apprezzato per il suo sapore e le sue proprietà nutrizionali. A gestire il Centro sono 180 donne che si occupano di tutto: acquistano il riso dalla cooperativa dei produttori locali, lo stoccano, stufano, decorticano, confezionano e lo vendono sui mercati locali e della capitale, Ouagadougou.  Con le donne del Centro c’è Fondazioni for Africa Burkina Faso. Dal 2014 a oggi si sono tenuti numerosi corsi di formazione, sono stati messi a dispo­sizione migliori attrezzature ed è stato creato un fondo di rotazione per agevolare l’accesso al credito.

La soia piace a tutti. “Introdurre la soia è stato importante per diversificare la nostra nutrizione, ma anche l’offerta sui mercati. I primi raccolti sono andati molto bene e questo ci fa andare avanti con entusiasmo” Sonkondo Albert, Agricoltore e formatore. La soia è un alimento dalle importanti proprietà nutrizionali e fa bene anche alla Terra perché rigenera i suoli. I suoi derivati, inoltre, dall’olio alla farina, dallo yogurt fino ai succhi di frutta, possono essere venduti sui mercati locali, costituendo un’importante fonte di reddito per i produttori.  Fondazioni for Africa Burkina Faso con 228 produttori della Regione del Plateau Central ha avviato la coltivazione della soia mettendo a disposizione i semi, i prodotti fitosanitari e le attrezzature per la produzione di compost, oltre a dare una formazione costante sulle tecniche di coltivazione e corretta gestione dei terreni.  Con le donne dei villaggi Fondazioni for Africa Burkina Faso sta sperimentando, attraverso corsi di formazione e laboratori, la produzione di cibi e piatti derivati dalla soia.

Gli orti familiari e comunitari. Nella Regione Plateau Central insieme  a 600 produttori Fondazioni for Africa Burkina Faso lavora per la creazione e diffusione di orti per il consumo familiare e per la vendita sui mercati. Tra questi alcuni comunitari e biologici. Sono già state messe a coltura 60 ha di ter­reno e stati organizzati moduli formativi sulle tecniche di compostaggio e sull’agro-ecologia. Anima degli orti sono anche le donne dei villaggi a cui è affidata la cura degli orti nei mesi in cui i campi coltivati a cerali sono a riposo. Riunite in gruppi di lavoro le donne tutte le settimane partecipano alle formazioni e gestiscono il sistema di irrigazione attraverso le nuove moto­pompe messe a disposizione dal progetto.

BEECONOMY. «All’inizio producevamo il miele per i nostri bisogni familiari, oppure in occasione di cerimonie e feste. Poi, quando le persone hanno cominciato a chiederci di comprarlo, abbiamo iniziato a produrlo anche per venderlo, e creato la nostra Unione che conta oggi 15 gruppi». Il miele in Burkina Faso ha un grande poten­ziale. Ha importanti proprietà nutrizionali ed è un’occasione di reddito per la comunità. E anche un’attività che fa bene al futuro, perché per con­tinuare a produrlo è necessario difendere l’am­biente dalle conseguenze della deforestazione e dell’uso incontrollato di pesticidi. Con gli apicoltori di Diapaga Fondazioni for Africa Burkina Faso sta lavorando per migliorare la quantità e la qualità della produzione di miele.

Progetto di sostegno alle organizzazioni di allevatori del Comune di Gorom Gorom (Burkina Faso)”

Stato progetto: 
Attivo
 
Dove: Comune di Gorom Gorom, Provincia dell’Oudalan, Regione Sahel, Burkina Faso
Settore: allevamento
Partner e finanziatori: UFC e CRUS (ONG locali); Attaram (organizzazione di allevatori); Rete dei Comuni della Provincia di Torino; Tavola Valdese
Beneficiari diretti:  38 allevatori di Attaram (di cui 14 donne) e le rispettive famiglie.

Una scuola per i bambini di Gorom-Gorom

Stato progetto: 
Concluso
 
Dove: Villaggio di Timboulel, Comune di Gorom-Gorom, Provincia dell’Oudalan, Regione del Sahel – Burkina Faso
Settori: Educazione, infanzia
Partner e finanziatori: Comuni del programma ENDAMM, Comune di Gorom-Gorom, Tavola Valdese
 
 
 
progetto sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi)

LVIA lancia una campagna per la lotta alla malnutrizione infantile in Burkina Faso: l'intervista alla volontaria Giorgia Pianelli e i risultati raggiunti dal 2012 ad oggi

“Mangia, che diventi grande” … è il primo pensiero di tutte le mamme per i loro bimbi fin dai primi giorni di vita. Il diritto al cibo si è celebrato il 16 ottobre, data in cui le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, a ricordarci un bisogno, che è anche un diritto di ogni essere umano, sebbene ancora negato a molti. L’associazione LVIA in occasione di questa giornata ha lanciato una Campagna di raccolta fondi che riprende la preoccupazione e l’augurio che accomuna le mamme di tutto il mondo: “Mangia, che diventi grande!” per aiutare le mamme del Burkina Faso a far crescere i propri bambini.

Giorgia Pianelli, volontaria LVIA

Con l’associazione LVIA, una giovane torinese, Giorgia Pianelli, è impegnata nel paese africano del Burkina Faso in un programma che aiuta le mamme a garantire una corretta nutrizione ai propri bimbi e che permette di curare tempestivamente i bambini denutriti nell’età più delicata, dai 6 mesi ai cinque anni.

Giorgia ha 29 anni e ha già un’importante esperienza e un ruolo di responsabilità in questo progetto di cooperazione internazionale. Il suo viaggio africano inizia nel 2012, quando ha colto l’occasione del servizio civile internazionale, opportunità che il governo italiano offre ai giovani tra i 18 e 28 anni, per sperimentarsi nella cooperazione. “Quell’anno è stato per me un banco di prova” – spiega Giorgia – “per capire se questo mio desiderio di lavorare in Africa fosse realmente la scelta giusta per me. E ho capito che lo era”.

Durante il primo anno di attività in Burkina Faso, Giorgia ha collaborato con LVIA e con delle associazioni locali operando presso un Centro Giovani appena al di fuori della capitale Ouagadougou. Poi, quello stesso anno è arrivata una grave carestia. La mancanza delle piogge aveva causato nei paesi dell’Africa Occidentale un calo fino all’80% della produzione locale, come riso, miglio e mais.  La crisi colpiva un contesto già molto fragile, paesi che risentivano ancora degli effetti della crisi alimentare del 2008, quando la speculazione finanziaria unita a cause ambientali fece quasi duplicare i prezzi del cibo. Le famiglie più povere non avevano avuto il tempo di ricostruire le loro attività e i loro risparmi. La crisi alimentare del 2012 ha colpito più di 18milioni di persone in Africa Occidentale.

Tempestivamente, l’associazione LVIA è intervenuta in Burkina Faso grazie a finanziamenti internazionali, in particolare dell’Unione Europea (ECHO), con un programma per rispondere all’emergenza della malnutrizione infantile. Giorgia inizia a lavorare in un primo progetto, con un ruolo di logista; i progetti continuano e nel 2015 ne diventa la coordinatrice. “Il passaggio è stato difficile e impegnativo – dice Giorgia – sia dal punto di vista lavorativo che umano. Ogni giorno mi dico che il problema della malnutrizione è più complesso di ciò che sembra. Le cause sono prima di tutto sanitarie, ma non solo. Le componenti sociali e culturali non sono da sottovalutare. Quella contro la malnutrizione infantile è una battaglia da vincere insieme alle mamme e alla società intera”.

L’intervento sanitario è ancora necessario: 1 bimbo su 8 in Burkina Faso ancora rischia la malnutrizione acuta severa. Su questo aspetto, LVIA opera con un’equipe di nutrizionisti e medici, tutti burkinabè, oltre che con la collaborazione di un’altra ong italiana, Medicus Mundi (MMI).

Nella Regione del Centre-Ouest, dove si concentrano i progetti di LVIA, il numero dei bimbi gravemente malnutriti è sceso da 15mila a 11mila. “Ogni trimestre i nostri operatori sanitari monitorano 500mila bambini andando direttamente nei villaggi. – Spiega Giorgia. – Utilizziamo un apposito braccialetto per misurare la circonferenza del braccio che indica lo stato di salute del bimbo: rosso, ovvero circonferenza inferiore a 115 mm, si tratta di malnutrizione acuta severa; giallo, malnutrizione acuta moderata; verde, il bimbo è sano”.I bimbi malnutriti vengono portati al più vicino ambulatorio, dove vengono nutriti e curati con un trattamento antibiotico e antiparassitario gratuito. I nutrizionisti preparano il personale sanitario a curare in modo tempestivo i casi di malnutrizione.

“La tempestività della cura è fondamentale – aggiunge Giorgia – perché i bambini malnutriti se non curati avranno un ritardo nella crescita fisica e intellettuale. Non potranno raggiungere buoni risultati a scuola, saranno adulti con forti difficoltà nella vita lavorativa, non saranno mai realmente autonomi e dovranno essere presi in carico dalle famiglie e dalla società. Si ammaleranno spesso, saranno deboli. Le bambine che hanno sofferto di malnutrizione, quando cresceranno e diventeranno mamme partoriranno bambini meno sani e la malnutrizione passerà da una generazione all’altra”.

Giorgia ha contatti con le mamme e insieme ai nutrizionisti si interfaccia con loro: “Quando ad un bimbo viene diagnosticata la malnutrizione, per la famiglia spesso è una scoperta, si interfacciano cioè con una patologia che non conoscono fino in fondo. Quando capiscono che il bimbo può guarire e stare di nuovo bene, le mamme seguono i nostri consigli”. Proprio il ruolo delle mamme è importante nel prevenire e curare la malnutrizione. In Burkina Faso l’agricoltura è povera, risente dell’ambiente arido e la sfida consiste nell’usare ciò che dà la terra per dare un’alimentazione nutriente. “Noi insegniamo alle mamme la preparazione di pappe fatte con cerali locali e arricchite da alimenti molto nutrienti che si trovano nel paese, come i frutti del baobab e la papaya” spiega Giorgia.

A volte però ci sono famiglie che rifiutano le cure. A fronte di una patologia poco conosciuta nei suoi effetti, molti preferiscono portare i bimbi dai guaritori tradizionali, perché subentra la superstizione e perché le cure presso i centri sanitari sono costose. “E’ per questo che abbiamo lanciato la Campagna di raccolta fondi – spiega Giorgia, – per continuare a sostenere tutte le spese relative alle analisi, alle medicine e al ricovero dei bimbi più gravemente malnutriti. Contemporaneamente, insieme ad una rete di Ong internazionali ci stiamo adoperando in un dialogo con il Ministero della Salute del Burkina Faso per trovare un sistema di esenzioni nel sistema sanitario. Per questo è importante un’azione comune tra ong, finanziatori e governo locale, per superare la fragilità economica del sistema sanitario del paese”.

Attraverso la Campagna “Mangia, che diventi grande!” LVIA si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere i costi di ospedalizzazione di 1.700 bambini e rispettive mamme che necessiteranno del ricovero ospedaliero legato alle complicazioni della malnutrizione. Per superare la fase acuta della malnutrizione, ogni bimbo, accompagnato dalla sua mamma o da un famigliare, resta in ospedale per circa una settimana, durante la quale viene nutrito e curato.

 
I risultati delle attività di lotta alla malnutrizione infantile promosse da LVIA dal 2012 ad oggi nella regione Cebtre-Ouest del Burkina Faso: 
Nella regione di intervento di LVIA e i suoi partner, dal 2012 è diminuita dall’11% all’8%l’incidenza della malnutrizione acuta globale: grazie al lavoro di identificazione tempestiva dei bimbi ai primi stadi della malnutrizione, l’invio repentino dei casi più gravi alle strutture sanitarie locali e grazie alla formazione tecnica fatta al personale sanitario per una corretta gestione dei casi affetti da malnutrizione 
Dal 2012, attraverso i progetti promossi da LVIA nella regione del Centro-Ovest del Burkina Faso, 500 mila bambini ogni trimestre sono monitorati con la misurazione della circonferenza brachiale: gli animatori vanno nei villaggi per intercettare i bimbi gravemente malnutriti e indirizzarli presso le strutture sanitarie dove ricevono trattamenti adeguati con il supporto del progetto
   

Dal 2012, attraverso gli interventi promossi da LVIA 27mila bambini gravemente malnutriti sono stati presi in cura: la cura dei bimbi malnutriti avviene presso le strutture sanitarie locali; i progetti hanno rafforzato le capacità del personale medico nell’identificazione e cura della malnutrizione infantile

Parallelamente all’intervento di emergenza, LVIA realizza il lavoro di sensibilizzazione, rivolto alle mamme, rispetto alle tecniche di trasformazione e di preparazione di alimenti più nutrienti, utilizzando ingredienti locali (vitamine del frutto del baobab, pesce …)

 

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