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Emergenza siccità nel Corno d'Africa: l'intervento LVIA in Kenya

Emergenza siccità nel Corno d'Africa
Più di 10 milioni di persone sono a rischio
 
Etiopia, Kenya, Somalia, Gibuti: nel luglio 2010 Corno d'Africa è stato colpito dalla più grave crisi degli ultimi 60 anni, in questa parte di mondo che soffre perennemente a causa delle scarse piogge.
LVIA, presente da più di quarant’anni nel Corno d’Africa, si è attivata con interventi di emergenza, realizzati grazie alle tante donazioni pervenute.
 
Le attività realizzate da dicembre 2011 a gennaio 2012
In ognuno dei 7 villaggi interessati è stata effettuata una formazione comunitaria, da parte di un operatore LVIA e un Public Health Officer del Distretto, per dimostrare alla comunità il corretto utilizzo del water pur nel processo di depurazione dell’acqua.
Sono state quindi distribuite ad ogni famiglia un secchio ed una tanica da 20 litri per poter effettuare il processo di depurazione ed inoltre sono state distribuite 4 bustine di WaterPur al giorno per famiglia per 20 giorni per poter purificare 40 litri di acqua al giorno. In totale sino ad oggi sono oltre 5200 i destinatari dell’intervento.
L’intervento proseguirà nelle prossime settimane in quanto giudicato necessario dalle autorità locali, nei periodi piovosi, per evitare la diffusione e proliferazione di malattie legate alla scarsa igiene e all’utilizzo di acqua contaminata.
 
Filo diretto con i volontari sul campo durante l'emergenza
 
Hanno parlato di noi
 
Tutti possono sostenere l’attività della LVIA attraverso una donazione con Causale  “emergenza siccità Corno d’Africa” su c\c presso Banca Etica
IBAN: IT49 L050 1801 0000 0000 0106 428
o su c/c postale n. 14343123
Intestazione: LVIA – Associazione Internazionale Volontari Laici
C.so IV Novembre, 28 - 12100 Cuneo

La LVIA ricorda la scomparsa di Claudio Sampò, volontario LVIA in Kenya, deceduto giovedì 25 agosto 2011 mentre si trovava in missione nel nord del paese, nella zona di Merti, per lavorare sull'emergenza idrica.
Ci stringiamo al fianco della moglie,
dei figli e della famiglia di Claudio. >>>
 
 
 
 
 
 
 
 

Progetto di emergenza a favore di popolazioni vittime delle inondazioni verificatesi in Burkina Faso, Senegal, Capo Verde

A seguito delle piogge torrenziali e dei violenti temporali che causarono allagamenti e inondazioni in vaste regioni dell’Africa Sub-sahariana nei mesi di settembre e ottobre 2009, la cooperazione piemontese, da anni impegnata in molti di questi paesi, fornì una pronta risposta attraverso il “Progetto di emergenza a favore di popolazioni vittime delle inondazioni verificatesi in Burkina Faso, Senegal, Capo Verde” promosso dal Consorzio delle ONG Piemontesi, con il contributo del Comitato Regionale di Solidarietà della Regione Piemonte.
 
In Burkina Faso, la Municipalità di Ouagadougou, che nel paese fu quella che subì i maggiori danni, chiese un sostegno ai suoi partner internazionali e le ONG LVIA e MSP, in partenariato con i Fratelli della Sacra Famiglia, riuscirono ad intervenire nell’ambito di questo progetto.
Abbiamo documentato gli interventi realizzati e intervistato alcune delle persone che ne hanno beneficiato.
 
Settembre 2009. Emergenza Burkina Faso
 

All’inizio di Settembre 2009, violenti piogge colpirono il Burkina Faso, in particolare la capitale Ouagadougou ed i suoi dintorni. Il livello dell’acqua raggiunse i 263 millimetri in sole dieci ore, causando una terribile alluvione nella zona. Si è trattato del  peggior nubifragio negli ultimi 90 anni. Secondo i meteorologi infatti, piogge di questa portata non erano mai state registrate nel paese: nell’alluvione del 1919 il livello dell’acqua aveva raggiunto i 246 millimetri.

Gli impatti delle piogge torrenziali a Ouagadougou furono terribili: case distrutte e piene di fango, strade allagate, linee elettriche fuori uso, ponti crollati e la chiusura delle principali vie di comunicazione. Oltre 24.000 abitazioni furono distrutte e lacittà rimase per diversi giorni senza elettricità e acqua potabile. Secondo le cifre diffuse dalle Nazioni Unite, vi furono circa 150.000 persone sfollate nella sola capitale,tra le quali 70.000 bambini. Circa 20.000 sfollati riuscirono a trovare rifugio a casa di parenti ed amici, ma la maggioranza delle vittime fu ospitata all’interno di strutture pubbliche, in particolare scuole e università, a settembre ancora chiuse per le vacanze estive.Oltre alla perdita della casa e di tutti i loro beni, molte persone si trovarono ad affrontare l’emergenza alimentare e sanitaria richiedendo alla Municipalità d’intervenire al più presto attraverso la distribuzione di generi e viveri di prima necessità sempre più difficili da reperire sul mercato.
 
L’intervento promosso dalle ONG LVIA e MSP, in partenariato con i Fratelli della Sacra Famiglia nell’ambito del “Progetto di emergenza a favore di popolazioni vittime delle inondazioni verificatesi in Burkina Faso, Senegal, Capo Verde” promosso dal Consorzio delle ONG Piemontesi con il contributo del Comitato Regionale di Solidarietà della Regione Piemonte, ha permesso di aiutare 2 famiglie che avevano perso l’abitazione durante l’alluvione, attraverso la costruzione di 2 case, nei quartieri di Zongo e Kalgondé Inoltre, sono state acquistate 20 tonnellate di miglio, 8 tonnellate di mais, 7 tonnellate di riso e distribuite alle persone alluvionate. 40 famiglie hanno usufruito di un consistente aiuto per ripristinare gli orti e i pozzi distrutti dal cedimento della diga di Kaango (a Saâba, nei pressi della capitale) e Tanguin e oltre 400 bambine e bambini delle famiglie alluvionate sono stati iscritti alla scuola elementare, usufruendo gratuitamente della mensa scolastica  (le spese di scolarizzazione sono state assunte dai Fratellidella Sacra Famiglia).
 
 
   

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