Vertice FAO: le proposte del Comitato per la Sovranità Alimentare riunito nel Forum parallelo “Terra Preta”

Mar, 10/06/2008
 
 
"Basta con le speculazioni finanziarie sui cereali, si aprano procedimenti giuridici internazionali per chi ha violato il diritto al cibo.
Il commento di Sergio Marelli a capo del Comitato italiano per la Sovranità Alimentare. La grave e urgente crisi alimentare e climatica viene usata dalle elite politiche ed economiche come opportunità per stabilire un controllo da parte delle multinazionali sulla agricoltura mondiale”.
 
Comincia così la dichiarazione conclusiva di Terra Preta, il forum dal basso, organizzato dal Comitato Internazionale per la Sovranità Alimentare insieme ai rappresentanti delle 270 Associazioni contadine, movimenti sociali e Ong aderenti al Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, svoltosi parallelamente al vertice Fao dall’1 al 5 giugno a Roma. Piccoli produttori del Sud del mondo, proprio quelli meno ascoltati nel vertice istituzionale, vale a dire contadini, pescatori, movimenti sociali e comunità indigene e ong. Da questa sponda si è levata la critica più aspra alla dichiarazione finale adottata dal Vertice FAO, perché “omette la questione della speculazione e dell’agro-businnes condotta dalle multinazionali a scapito delle comunità locali dei Paesi in via di sviluppo”.
“Noi, più di cento organizzazioni, partecipanti al Forum Terra Preta - si legge nel documento - proponiamo un modo diverso di affrontare le attuali crisi ecologiche, alimentari e il cambiamento climatico e proponiamo soluzioni che rafforzino le nostre capacità, valorizzino il ruolo centrale delle donne nella produzione alimentare, proteggano i nostri eco-sistemi e risanino le nostre comunità, società ed economie. Noi rifiutiamo il modello di produzione e di consumo industriale intensivo”.
La dichiarazione finale del Forum è stata letta davanti ai Capi di Stati presenti alVertice FAOda Ben Powless, pellerossa della Nazione Moak e rappresentante dell’Indigenous Environmental Network, che a nome di Terra Preta ha portato la voce di chi lavora e si batte per il diritto al cibo e la sovranità alimentare: ong e produttori del Nord e del Sud del mondo. Tutti d’accordo nel chiedere sostegno e rispetto dei piccoli agricoltori, della agricoltura familiare contro le grandi multinazionali dell’agro – business.
Sergio Marelli, presidente del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare afferma:«Con il Summit FAO condividiamo l’individuazione delle cause della crisi alimentare nell’aumento del prezzo del petrolio, l’innalzamento degli standard della dieta di paesi in forte crescita economica, i cambiamenti climatici, l’enorme ricorso a coltivazioni estensive di agrocombustili. Ma la discriminante tra il Forum Terra Preta e il Vertice FAO sta nel fatto che la nostra analisi mette in evidenza come le elite economiche e politiche si stiano arricchendo con la crisi alimentare: le speculazioni finanziarie sono una tra le cause dirette dell’incremento dei prezzi delle derrate alimentari e di conseguenza alimentano esponenzialmente la gravità della crisi. Riteniamo che il tema delle speculazioni finanziarie, come lo scambio di contratti future sui beni primari, sia un divario pare insanabile, in quanto resta fuori dalle discussioni dei delegati governativi. Riconoscere il ruolo nefasto delle speculazioni finanziarie - continua Marelli - significherebbe riconoscere ancora una volta come la massimizzazione del profitto per pochi (le multinazionali dell’agro-business hanno aumentato i loro introiti dal 35% al 70% in un anno) riesce a prevalere sul bene di tre quarti dell’umanità».
Dal Forum Parallelo, la società civile lancia anche un appello in favore di una riforma della FAO, per sottrarre le politiche agricole all’odierno ambito negoziale, quello del neoliberismo promosso dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC): «La FAO deve essere rafforzata nelle sue funzioni. Bisogna dare alla FAO piena giurisdizione sulle politiche agricole mondiali – afferma Marelli - Il suo mandato è legato al diritto fondamentale dell’accesso al cibo per tutti, e i prodotti agricoli non possono essere trattati come merci sottoposte alle regole dell’OMC».
Tra le prime azioni urgenti proposte, la costituzione di una Commissione sulla sovranità alimentare, sotto l’auspicio delle Nazioni Unite, formata da rappresentanti dei governi e delle organizzazioni di piccoli pescatori, contadini e coltivatori di piccola scala, pastori e popoli indigeni, al fine di “Realizzare una produzione agricola basata sulla piccola proprietà ed eco-sostenibile, sulla pesca e la pastorizia come i fondamenti dell’alimentazione, la rigenerazione del carbone, il recupero degli habitat naturali e agricoli per la realizzazione della sicurezza idrica e la gestione del cambiamento climatico, in particolare sostenendo produzioni agricole organiche certificate e non” e la richiesta ai governi di “avviare procedimenti giuridici a favore delle vittime dell’emergenza alimentare contro società e istituzioni che, attraverso procedimenti criminali, hanno negato alle comunità il loro diritto al cibo”.
Come sottolinea Marelli a nome di tutti i delegati, è quindi necessario modificare le politiche agricole internazionali perché «Tener conto solo del punto di vista emergenziale significa drammaticamente avviarsi nei prossimi anni verso un incremento del numero di persone che soffre la fame, ora 860 milioni secondo la FAO, invece di raggiungere nel 2015 come ci si è impegnati con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio il dimezzamento degli affamati»

 

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Programma e tematiche di discussione del Forum parallelo Terra Preta 149.95 KB
   

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