Dal Vertice FAO nessuna soluzione al problema fame
Inviato da lia il Gio, 24/12/2009 - 09:54
Mar, 10/06/2008
Alla fine hanno prevalso le divisioni e gli interessi particolari. La Dichiarazione finale della Conferenza FAO di Alto livello sul Cambiamento Climatico, l’Energia e l’Alimentazione sembra essere il risultato di un compromesso al ribasso, una somma algebrica di interessi diversi che ha sottolineato una volta di più l'impotenza di questo tipo di riunione, dove è impossibile ricomporre gli interessi di 183 Paesi. Sono state spese molte parole, ma dopo tre giorni di lavori nessuna vera soluzione è stata proposta.
Nella dichiarazione finale, temi chiave quali la regolamentazione dei prezzi sul mercato agricolo internazionale, l'uso delle bioenergie, la speculazione sui prezzi dei generi alimentari, le misure per un coinvolgimento diretto dei piccoli agricoltori e della società civile, non sono stati nemmeno toccati o sono stati trattati solo superficialmente. Molti osservatori rilevano che è mancata una seria volontà politica di cambiare le cose, il coraggio di assumersi impegni forti. Il Vertice sembra piuttosto essere servito a ciascuno per scopi diversi, nessuno dei quali aventi a che vedere con il bene comune, vale a dire concordate strategie d’azione affinché tutti possano essere tutelati nel proprio diritto al cibo: gli USA hanno sottolineato la volontà di una rapida conclusione dell'agenda di Doha per riportare la questione in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Unione Europea ha difeso i sussidi ai propri agricoltori, i paesi Latinoamericani hanno affermato la propria sovranità commerciale confermando le tasse sulle esportazioni di grano, i dittatori Ahmadinejad e Mugabe, impresentabili altrove, hanno riconquistato una vetrina internazionale, i sostenitori di Cuba hanno denunciato l'embargo americano. Ognuno ha interessi e aspirazioni, legittime se viste dal punto di vista nazionale. Ma non era questo lo spirito e l'obiettivo del vertice di Roma.

Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO ha affermato un timido apprezzamento per l’ammontare dei fondi messi a disposizione: aiuti per 8 miliardi di dollari, una cifra «inaspettata», per usare ancora le parole del direttore generale dell'agenzia Onu, in considerazione del fatto che quella di Roma «non e' stata una conferenza di Paesi donatori», ma un vertice per individuare le strategie per fronteggiare una crisi - quella alimentare causata dall'impennata dei prezzi dei prodotti agricoli - che già ha avuto ripercussioni sulla stabilità dei governi dei Paesi più vulnerabili.
Ma le strategie non sono state trovate! Il documento finale che dichiara la volontà di “Eliminare la fame e assicurare cibo per tutti”, senza dire come, è un tragico presagio verso il peggioramento di una crisi che, come prevede la stessa FAO, getterà altre 100 milioni di persone nella miseria, che andranno ad aggiungersi agli oltre 850 milioni che oggi muoiono a causa della malnutrizione. Il documento finale non è un manuale d'uso, non fissa regole precise. Glissa nella parte dedicata agli agrocarburanti, per non scontentare nessuno: “Il biofuel è una sfida e un'opportunità, servono studi approfonditi [sulla sostenibilità della produzione e dell'uso]” vi si legge. Nessuno di quelli che sugli agrocarburanti fa affari potrebbe obiettare su un rinvio così generico. Non c’è traccia delle proposte avanzate dalle organizzazioni contadine, anche nell’ambito del Forum Parallelo allo stesso Vertice, Terra Preta, circa la necessità dei paesi in via di sviluppo di proteggere e rafforzare i propri mercati fino al raggiungimento per lo meno di una sicurezza alimentare. Al contrario, si invita la comunità internazionale ''a continuare i suoi sforzi per la liberalizzazione delle politiche agricole, riducendo le barriere al commercio e le politiche distorsive del mercato''. Il Vertice FAO non ha potuto dare risposte incisive, poiché la causa della fame sono le distorsioni del commercio mondiale. Per questo le organizzazioni contadine, i movimenti sociali e comunità indigene e le Ong, proprio i meno ascoltati nel vertice istituzionale, hanno proposto all’interno del Forum Parallelo “Terra Preta” una riforma urgente della FAO, per sottrarre le politiche agricole all’odierno ambito negoziale, quello del neoliberismo promosso dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC): «La FAO deve essere rafforzata nelle sue funzioni. Bisogna dare alla FAO piena giurisdizione sulle politiche agricole mondiali perché il suo mandato è legato al diritto fondamentale dell’accesso al cibo per tutti, e i prodotti agricoli non possono essere trattati come merci sottoposte alle regole dell’OMC» ha affermato Sergio Marelli, presidente del Comitato Italiano per la Sovranità alimentare, co-promotore dell’iniziativa. Da Roma, la crisi alimentare rimbalza ora sul tavolo del G-8, che si riunisce a luglio in Giappone.
Per saperne di più:
sito ufficiale della Conferenza FAO di Alto Livello sul Cambiamento Climatico, l’Energia e l’Alimentazione
sito d'informazione Lettera 22
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| Dichiarazione finale del vertice Fao (inglese) | 42.15 KB |




