Crisi Alimentare: l'analisi e le proposte di Ndiogou Fall, leader delle organizzazioni contadine dell'Africa dell'Ovest

Giov, 05/06/2008
di   Lia Curcio
 
 
Tra le organizzazioni che in questi giorni si occupano della crisi alimentare, ci sono le organizzazioni contadine africane che, prima riunite nel Convegno di Addis Abeba (20- 22 maggio 2008),poi a Roma nell'ambito del Convegno organizzato dalla Campagna EuropAfrica - Terre Contadine (29 maggio) e ancora impegnate nel "Forum Terra Preta" (1-7 giugno 2008), il Forum della società civile internazionale su crisi alimentare, cambiamenti climatici, biocarburanti e sovranità alimentare che si svolge in parallelo al Vertice FAO, stanno dibattendo della situazione attuale e delle conseguenze sulle centinaia di milioni di africani che vivono il peso di politiche agricole sbagliate. Abbiamo intervistato Ndiogou Fall, Presidente della Rete delle organizzazioni contadine e dei produttori agricoli dell’Africa Occidentale (ROPPA).
Dal 2000, ROPPA riunisce le piattaforme nazionali dei 12 paesi della Regione, rappresentando oltre 50 milioni di contadini. La LVIA collabora con ROPPA nella realizzazione di alcuni programmi agricoli e la supporta con la Campagna EuropAfrica (www.europafrica.info)
 
Da dove provengono le cause della crisi? Sono recenti o hanno radici profonde?
Oggi la crisi alimentare è marcata dall’impennata dei prezzi, ma le sue cause si trovano nelle politiche nazionali e internazionali che nel corso degli anni hanno distrutto la nostra agricoltura. La responsabilità è innanzitutto dei nostri Governi, perché hanno accettato di liberalizzare i mercati secondo le direttive imposte dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), Banca Mondiale e Unione Europea, che oggi sta negoziando con i paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) i nuovi Accordi di Partenariato Economico. I nostri Governi sono inoltre colpevoli di non aver investito nello sviluppo del settore agricolo: mancano infrastrutture, sistemi di credito, strutture di stoccaggio; non sono state rafforzate le filiere del mercato locale. Insomma, non si è lavorato per innescare quelle dinamiche che producono valore aggiunto e ricchezza sul territorio. I nostri Governi devono iniziare a tutelare il benessere dei propri cittadini! Come fa l’Europa nel proteggere il proprio mercato.
 
In quali paesi la crisi alimentare è più grave?
I più colpiti sono i paesi che hanno attuato politiche liberiste più spinte, con il conseguente impoverimento del mercato locale. Si pensi al caso del Senegal: nell’ultimo anno lo Stato ha diminuito del 5% l’investimento nel settore agricolo, accentuando la dipendenza dalle importazioni, tanto che oggi il deficit di produzione annuo raggiunge il 33%.
 
Proprio il Senegal è uno dei maggiori esportatori di arachide sul mercato mondiale Non è un paradosso per uno Stato che sta soffrendo la crisi alimentare?
La chiave di lettura sta proprio nelle politiche adottate dal Senegal, similmente a molti paesi africani: liberalizzare senza rafforzare preventivamente il mercato interno. Prendiamo il caso delle arachidi: oggi questa coltura è praticata su larga scala per il mercato internazionale, mentre si dovrebbe rafforzare la filiera sul mercato locale, incentivando ad esempio le attività di trasformazione in loco per la produzione di olio.
 
Qual è la posizione di ROPPA rispetto al modo in cui questa crisi andrebbe affrontata?
Proponiamo un maggior intervento dello Stato nella regolamentazione del mercato, in particolare attraverso:
Politiche sociali volte a sostenere i prezzi degli alimenti, garantendo sul mercato locale un prezzo che sia equo per il produttore e accessibile alla popolazione. Quando si lascia tutto in balìa del mercato, le conseguenze sono disastrose: negli ultimi anni abbiamo visto il prezzo dei prodotti alimentari precipitare al ribasso, mandando sul lastrico molti contadini, mentre adesso quegli stessi prodotti sono talmente costosi che la popolazione non è più in grado di acquistarli.
Protezione del mercato regionale dell’Africa dell’Ovest, con tariffe doganali del 70-80% su quei prodotti che già coltiviamo e commerciamo: si tratta di rafforzare queste filiere, ma ciò non si può fare se sui nostri mercati troviamo prodotti europei che costano meno perché beneficiano delle sovvenzioni pubbliche. Il Kenya, ad esempio, ha aumentato la protezione della filiera del latte con una tariffa del 70% e oggi il paese è autosufficiente nella produzione di latte e dei suoi derivati. I buoni risultati di queste politiche sono chiari. Abbiamo un potenziale importante per produrre legumi, riso, sviluppare l’allevamento, insomma tutto il cibo che ci serve. Perché non lo valorizziamo?
Politiche di investimento nel settore agricolo
Integrazione regionale dei mercati: è paradossale che oggi i paesi dell’Africa dell’Ovest chiudano le frontiere tra loro per aprirle invece al mercato europeo!
 
Il 29 maggio è intervenuto a Roma nel Convegno organizzato dalla Campagna EuropAfrica. Ci spiega di cosa si tratta?
È una Campagna di sensibilizzazione che si sviluppa parallelamente in Europa e in Africa, sui temi della sicurezza e sovranità alimentare. In Italia è coordinata dal Gruppo di Appoggio al movimento contadino dell’Africa Occidentale, tra cui c’è la LVIA, mentre in Africa è promossa da ROPPA. I  questi anni EuropAfrica ci ha permesso di portare a conoscenza di cittadini e istituzioni europee il nostro punto di vista sulle politiche agricole europee, e nello stesso tempo ci ha rafforzati nel dialogo con i nostri Governi. Le politiche sono il risultato dei rapporti di forza e questo ci permette di fare policy per gli interessi dei contadini.
 
Dal 3 al 5 giugno 2008 i governi di tutto il mondo si riuniranno a Roma per il Vertice FAO. Quali impegni auspica vengano presi?
Spero vengano affrontati i reali problemi dei nostri paesi e che si prenda una posizione contraria agli agrocarburanti, perché si sta creando una concorrenza nell’accaparramento delle risorse naturali per la produzione di cibo e quella di carburanti.

 

AllegatoDimensione
Appello dei contadini e dei produttori dell'Africa dell'Ovest (ROPPA) ai Capi di Stato e di Governo e ai membri dei Parlamenti nazionali e della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) 160.59 KB
Locandina della Campagna EuropAfrica Terre Contadine 205.78 KB
   

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