“Incrementiamo la produzione di niébé”: una risposta del governo burkinabè alla crisi alimentare

Ven, 16/05/2008
 
 
Approfondimenti e interviste sul sito  www.niebe-burkinafaso.org
 
Il 16 e 17 Maggio 2008 si è svolta nella cittadina di Dori, nel nord del Burkina Faso, la Terza Giornata Nazionale del Niébé (fagiolo bianco), organizzata dalla LVIA, in collaborazione con l’ASK (Association Song Kooadba- Associazione di aiuto agli agricoltori), con l’UGVO (Union des Groupements Villageois de l’Oudalan- Unione dei Raggruppamenti di villaggi dell’Oudalan), l’Unione Allabeidou e il Gruppo Nabonswendé (entrambi gruppi dipartimentali che si occupano del sostegno ai gruppi rurali) che collaborano al “progetto niébé” avviato dalla LVIA nel paese nel 2006. L’evento si inserisce nel quadro delle attività del progetto di lotta alla povertà delle popolazioni rurali supportando i contadini nel migliorare la produzione e la commercializzazione del niébé, una coltura molto conosciuta nell’area per le sue proprietà nutritive e già praticata perché riesce a crescere anche in queste terre aride del Sahel africano. Il progetto mira a migliorare la produzione, la conservazione e la trasformazione del niébé e ad inserire i produttori nella rete commerciale, allo scopo di renderli protagonisti e indipendenti in tutti gli stadi della filiera.
 
Terza Giornata Nazionale del Niébé: i gruppi di lavoro
Scopo della giornata è stato l’incontro tra tutti coloro che nelle regioni interessate dal progetto (Plateau Central e Sahel) e a livello nazionale, possono essere interessati a promuovere la filiera del niébé. Il tema scelto per quest’anno è la commercializzazione del niébé, obiettivo principale di questo terzo anno di vita del progetto, e in vista del quale si è già svolto a dicembre un viaggio di prospezione commerciale in Costa d’Avorio, Ghana e Togo, con lo scopo di far conoscere il prodotto e al tempo stesso di conoscere i mercati esteri. I lavori delle due giornate si sono concentrati in tre gruppi, relativi alle tre principali criticità della filiera: produzione e conservazione, organizzazione e commercializzazione.
La produzione e la conservazione rappresentano il primo scalino della filiera e i corsi di formazione sulle tecniche antiparassitarie e antivirali, unite a quelle sulla conservazione chimica o biologica (grazie all’unione di 3 sacchi di plastica che impediscono ai parassiti di riprodursi) hanno già portato i loro frutti ma il gruppo di lavoro ha delineato altre attività necessarie a migliorare questo primo stadio della filiera: la sensibilizzazione delle istituzioni e degli attori potenzialmente interessati, per trovare nuovi partner, la creazione di fattorie che producano sementi e quindi l’aumento dei produttori di sementi, la facilitazione dell’accesso al credito per l’acquisto di concime, insetticidi, conservanti e materiale agricolo, la creazione di magazzini di stoccaggio e infine la formazione sui metodi di conservazione naturale del niébé. Il secondo gruppo di lavoro si è concentrato su una conditio sine qua non dei vari anelli della filiera: l’organizzazione dei gruppi. In effetti, lo stesso spinoso e urgente problema della commercializzazione, di come far conoscere ai produttori tutti i sistemi informativi sui mercati, di come organizzare produttori che non si conoscono e non parlano la stessa lingua, oppure farli entrare in campo in quanto gruppo in grado di porre le proprie condizioni al contratto di vendita, non si risolve sul lungo termine se la macchina organizzativa non è oliata e rodata a dovere. Il rischio, in caso contrario, è che una volta terminato il progetto i produttori, a causa di problemi interni ai gruppi, non siano in grado di portare avanti la filiera. Il workshop ha evidenziato i nodi della catena organizzativa riassumendo i risultati da raggiungere in un rafforzamento delle organizzazioni e istituzioni che a vari livelli si occupano di niébé, il tutto in un contesto di formazione e di inquadramento tecnico permanente. L’aspetto positivo è che in alcuni casi le strutture esistono già, si tratta solo di rafforzare la collaborazione tra gli attori e dar loro gli strumenti tecnici per competere sia sul piano nazionale che regionale, ovvero con i paesi dell’Africa Occidentale che producono niébé. Il gruppo di lavoro riguardante la commercializzazione ha evidenziato la necessità di formazione specifica sui sistemi di informazione relativi ai mercati e diffusione di questa informazione in modo capillare e di facile accesso, di appoggio alla ricerca di sbocchi commerciali, di organizzare viaggi di prospezione commerciale anche in altri paesi, di conoscenza e rafforzamento delle capacità organizzative ad ogni tappa della filiera e infine di formazione sulle tecniche di commercio, di approccio ai mercati e di creazione dei prezzi.
 
Il Ministero dell’Agricoltura: incrementiamo la produzione di niébé per contrastare il rincaro degli alimenti di prima necessità
Alla Giornata hanno partecipato autorità e istituzioni regionali e nazionali, televisioni e media burkinabè, oltre a circa trecento attori della filiera (dai produttori e produttrici agli addetti alla trasformazione, dagli entomologi agli esperti di commercio nei paesi della costa e i partner finanziari), i quali hanno presentato le varietà prodotte nelle aree in cui si svolge il progetto, gli alimenti ricavati dal niébé invenduto e trasformato in biscotti, semola di couscous, gaonré (piccole palle di farina di niébé e foglie con condimento di olio e sale a parte) o dégué (yogurt con palline di farina di miglio solitamente, qui riadattato con farina di niébé).  
La Giornata si è conclusa con la restituzione ai partecipanti dei lavori svolti nei gruppi di lavoro, e con la chiusura ufficiale alla quale hanno partecipato, tra gli altri, un Rappresentante del Ministero dell’Agricoltura, il Sindaco di Dori, il Rappresentante Paese della LVIA Mario Civettini, il Presidente dell’Association Song Koaadba Marcel Bouda, oltre alle associazioni che hanno contribuito a creare e sostenere questa Giornata. Il Rappresentante del Ministero dell’Agricoltura ha sottolineato l’importanza del niébé per la sua ricchezza in proteine, per le sue proprietà di rigenerazione del terreno e lotta alla desertificazione, e per il buon foraggio che si ottiene dalle sue foglie. Alimento prezioso soprattutto in questo periodo, ha affermato il rappresentante governativo: «A fronte del pesante rincaro dei beni alimentari di prima necessità e della conseguente drammaticità della situazione nel quale si trova il nostro paese, è importante incrementare la produzione di coltivazioni locali quali l’igname e il niébé, incentivare la consumazione di prodotti burkinabè e sostenere gli agricoltori nella coltivazione e commercializzazione di queste colture, al fine di garantire l’autosufficienza alimentare ed acquisire forza sui mercati». 
 
Conclusioni
I documenti finali dei lavori hanno affermato l’impegno comune verso la promozione della filiera del niébé, identificata come risorsa per tutto il Burkina, che è il terzo produttore tra i paesi della regione e che presto, grazie ai progressi compiuti nella produzione e nello stoccaggio, potrebbe incrementare considerevolmente la produzione. Si sono inoltre identificate delle attività necessarie a migliorare la filiera: formare i diversi attori sui rispettivi ruoli svolti nella commercializzazione, istituire un osservatorio permanente sul niébé, organizzare viaggi di prospezione commerciale all’interno del paese e all’estero. Il piano d’azione che è emerso dai lavori delle due giornate consiste quindi nel creare una collaborazione tra gli attori volta alla commercializzazione, ipotizzare i mercati in cui vendere e valutarne vantaggi e svantaggi, utilizzare i risultati della ricerca sul niébé aumentando anche le formazioni tecniche e infine promuovere l’autoconsumo e il consumo interno del niébé. I produttori inoltre auspicano una sovvenzione o una detassazione del materiale agricolo necessario alla produzione.
   

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