Italia

25 ottobre, presso l'Università degli Studi di Torino, LVIA organizza la lezione sull'Indice Globale della Fame e sicurezza alimentare in Burundi

In collegamento con la Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2018, LVIA organizza una serie di iniziative sul territorio piemontese per richiamarci all'impegno per raggiungere l'Obiettivo Fame Zero: 

  • Nel fine settimana del 27-28 ottobre, nell'ambito dell'iniziativa "Un Sacchetto di mele per l'Africa" i volontari LVIA vi aspettano con i Banchetti di mele per sostenere le attività di LVIA per la sicurezza alimentare in Burundi
  • Il 25 ottobre, promuove la presentazione dell'Indice Globale della Fame a Torino:

LVIA con Link 2007, Universtità degli Studi di Torino,  Corso di laurea in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione, organizza l'evento 

L’Indice Globale della Fame 2018.
 “Migrazione forzata e fame”
 
25 ottobre, ore 12.00-14.00
Palazzina Luigi Einaudi, Aula 5 - Lungo Dora Siena 68/A - Torino

L’incontro si svolgerà nell’ambito dell’insegnamento di Cooperazione Internazionale: spazi, approcci, politiche (corso di laurea in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione)
 
Programma
  • L’Indice Globale della Fame 2018: “Migrazione forzata e fame” – Chiara Magni, Cesvi
  • Obiettivo mondiale Fame Zero: l’esperienza dell’Ong LVIA in Burundi per la sicurezza alimentare – Andrea Bessone, LVIA
  • La consapevolezza antropologica nella cooperazione: il caso del Burundi – Marta Mosca, Università degli Studi di Torino
  • L’impegno della diaspora per i profughi burundesi – Leonce Marinho,diaspora Burundese in Italia
 
 

Con i migranti per fermare la barbarie: LVIA partecipa all'Appello nazionale ed al Corteo a Cuneo sabato 27 ottobre

Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere.

Abbracciando queste parole di Bertold Brecht, si svolge il Corteo DIRITTI, non privilegi! per non restare in silenzio si fronte allo smantellamento del sistema pubblico di accoglienza, alla limitazione del diritto di asilo e alla cancellazione di diritti costituzionali.

Anche la LVIA, insieme a tante realtà del territorio, aderisce all'iniziativa per esprimere dissenso.

L'iniziativa rientra nell'appello alla mobilitazione  promosso dal Tavolo Asilo, Sant' Egidio, Arci, Acli, Caritas, Centro Astallin e a cui LVIA e la rete di Ong Link 2007 aderiscono.

L'appello

Con i migranti per fermare la barbarie

In Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme.

I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare.

Razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura.

A fronte di un cambiamento così preoccupante, manca però una grande risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall'alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire.

I primi segnali di un’alternativa sono arrivati con la risposta all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto, ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla Sindaca di Lodi e in piena estate con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti e con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi.

Da più parti viene la richiesta di una battaglia di civiltà, in difesa della democrazia costituzionale. E contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali che i ministri dell'odio manipolano, strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti.

A questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. Di questo immenso popolo, una piccola parte vorrebbe venire in Italia, anche solo per attraversarla. Lo vorrebbe fare rivolgendosi agli Stati, legalmente e senza rischiare la vita. Ma leggi e politiche  sempre più proibizioniste e liberticide poducono morte e sofferenza e alimentano la criminalità e le mafie.

In Italia soffia un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite della intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Insultati, picchiati, feriti da armi da fuoco, concentrati in centri invivibili. Adulti, minori, donne sole, bambini trovano in Italia un'ostilità crescente. E come se non bastassero il blocco delle navi e il boicottaggio delle Ong, il governo approva un decreto che, se accolto dal Parlamento, metterebbe ancora più a rischio la loro vita. 

Un Decreto che punta a demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale.

Eppure nonostante le difficoltà politiche, nonostante i dubbi, nonostante le divisioni, tanti italiani sono disposti a fare argine al drammatico dilagare di comportamenti "cattivi", che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c'è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio.

A questa vasta area democratica, religiosa e laica, spetta il compito di tenere alta la bandiera della civiltà, della pace, della convivenza tra diversi, della democrazia. La chiesa di Papa Francesco interpreta con lucidità i tempi presenti. Il mondo cattolico, con le sue strutture e i suoi giornali, insieme alle tante associazioni sono già impegnati in aiuto dei migranti e in prima fila contro razzismo e xenofobia. Altrettanto il mondo laico: donne, uomini, giovani e meno giovani, compagne e compagni, preoccupati e convinti della necessità di dare un’ampia e forte risposta alla crescente barbarie. 

È il tempo di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme. E possiamo farlo manifestando ‪il 27 ottobre 2018‪, non in una ma dieci, cento città. 

 

MIGRAZIONI, L’EUROPA DEVE FARE DI PIÙ. Appello congiunto di 9 reti di organizzazioni della società civile

 
Urgente una nuova Agenda europea e italiana sulla politica migratoria
 
Dei 65,6 milioni di rifugiati e sfollati del mondo, l’Europa ne accoglie solo 3,5 milioni:
lo 0,68% della popolazione europea
 
#AgendaMigrazione
 
Una lettera aperta inviata al Governo, al Parlamento e agli Europarlamentari italiani per chiedere un cambio di rotta nella gestione europea e italiana della crisi migratoria.
In occasione del Consiglio Ue del 22 e 23 giugno, le reti delle organizzazioni della società civile italiana - al lavoro ogni giorno al fianco delle decine di migliaia di migranti arrivati nel nostro paese - hanno lanciato un appello congiunto alle istituzioni italiane ed europee indicando in una road map,  le misure indispensabili e urgenti per un cambio di rotta nella gestione dei flussi migratori in Italia e una nuova e più efficace Agenda Europea.
 

"Sono passati due anni dall’adozione dell’Agenda Europea sulla Migrazione (European Agenda on Migration) - scrivono le organizzazioni firmatarie-  vale a dire l’insieme di misure per la gestione delle migrazioni sia all'interno che all'esterno delle frontiere dell'UE. Ebbene in questo tempo abbiamo assistito all’attuazione delle principali misure di cooperazione con i paesi di origine e transito mediante il Migration Partnership Frameworkall'apertura degli “hot spot” in Grecia e in Italia e all'adozione del meccanismo di ricollocamento (relocation). Ma non possiamo affermare che la condizione delle persone migranti che arrivano in Europa sia migliorata, né quella dei paesi europei che sono in prima linea come Italia e Grecia”.

Diversi i punti a destare perplessità nelle politiche adottate per affrontare una crisi in cui si conta il più alto numero di sfollati e rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale, con 65,6 milioni di persone costrette a lasciare la propria casa a causa di conflitti, disastri naturali, persecuzioni o violazioni dei diritti umani. Basti guardare all’impegno europeo nell’accoglienza, che appare del tutto insufficiente: a fine 2016, secondo i dati dell’UNHCR in Europa erano presenti 3,5 milioni tra richiedenti asilo e rifugiati, ossia lo 0,68% della popolazione europea. Uno sforzo in termini di ospitalità di rifugiati in cui i paesi dell’UE hanno accolto solo circa 5% dei rifugiati del mondo.
 
L’approccio securitario dell’Agenda Europea e italiana
 
"L’Agenda si è rivelata sostenuta da logiche securitarie, tendenti ad escludere dal territorio europeo i migranti, delegandone la gestione a paesi terzi già sovraccaricati di responsabilità”, continuano le organizzazioni firmatarie. Su tutti a destare maggior preoccupazione sono le conseguenze dell’accordo tra Ue e Turchia ad oltre un anno dalla sua adozione. Un provvedimento che senza fermare davvero i flussi verso la Grecia, ha avuto come effetto diretto di intrappolare nel paese ellenico decine di migliaia di persone costrette a sopravvivere in condizioni disumane, costringendone molte altre ad intraprendere rotte sempre più pericolose – ad esempio attraverso la Bulgaria - ed esponendole quindi a trattamenti inumani e degradanti. Sorte uguale toccherebbe ai migranti nei paesi di transito e origine africani, se l’accordo tra Italia e Libia - avvallato dall’Unione europea -  trovasse piena applicazione.
“La chiusura della rotta centrale del Mediterraneo non servirà a bloccare i flussi, ma solo a far prendere altre strade, più pericolose e infestate di trafficanti di esseri umani facendo crescere in maniera rilevante il numero dei morti in mare – aggiungono i firmatari dell’appello - E’ indispensabile regolarizzare i flussi offrendo misure di reinsediamento, canali umanitari, ricongiungimenti familiari, e disponibilità all’entrata nel mercato del lavoro, con una responsabilità realmente condivisa”.
Un quadro a cui si aggiunge l’applicazione in modo illegittimo del sistema hot spot in Italia - in quanto non supportato da alcuna norma - per di più a fronte del non rispetto degli impegni sulla relocation dei migranti a livello europeo: su 160.000 richiedenti asilo da ricollocare da Grecia e Italia verso altri stati membri, ne sono stati ricollocati solo 21.313 al 15 giugno 2017.
 
 
Il rischio rappresentato dai nuovi CIE in Italia: fondamentale andare oltre l’emergenza
 
Veniamo infine alle conseguenze delle misure introdotte dai cosiddetti decreti Minniti-Orlando, che presentano gravi rischi di retrocedere rispetto alla tutela dei diritti dei migranti.
Tra i punti che destano maggiore contrarietà da parte delle organizzazioni firmatarie dell’appello, il ruolo dei Centri permanenti per il rimpatrio (CPR), nuova denominazione per gli attuali CIE, che saranno creati in ogni regione senza, ad oggi, avere certezze sulle modalità con cui sarà garantito il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute. Già perché assieme viene prevista l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e la limitazione del contraddittorio nell’unico grado rimasto; oltre alla previsione di un’unica procedura per le espulsioni, che sarà valida tanto per chi ha commesso reati e viene da periodi di detenzione, che per il lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno, magari perché costretto a lavorare in nero o a lavori stagionali di breve durata.
 
Basta guardare i dati. In Italia nel 2016 abbiamo avuto circa 180 mila arrivi via mare e circa 174.000 persone sono state inserite nel sistema di accoglienza, pari allo 0,2% della popolazione italiana.  Allo stesso tempo i minori stranieri non accompagnati censiti ad aprile di quest’anno erano 15.939 mentre quelli semplicemente scomparsi dal sistema di accoglienza nel 2016 sono stati 27.995 (un +27,94% rispetto al 2015).
 
Le richieste per un cambio di rotta
 
Per correggere l’attuale approccio definito dall’Agenda Europea per le Migrazioni e i provvedimenti assunti dal Governo italiano, le organizzazioni firmatarie chiedono quindi che:
 
  1. I cosiddetti compacts, definiti con i paesi terzi, siano finalizzati a favorire politiche di sviluppo umano sostenibile nei paesi di origine e di transito dei flussi migratori e non al mero controllo delle frontiere;

  2. L'UE e gli Stati membri effettuino operazioni di ricerca e salvataggio (SAR) con il solo scopo di salvare vite umane

  3. L'UE e i suoi Stati membri garantiscano alle persone che si trovano ai loro confini l'accesso ad un equo ed effettivo diritto di richiedere asilo

  4. I richiedenti protezione internazionale in Europa abbiano il diritto a una procedura giusta ed efficace

  5. Chiunque richieda la protezione internazionale in Europa, inclusi tutti quelli in attesa di pronunciamento o già respinti e in attesa di rimpatrio, abbia diritto a ad un’accoglienza dignitosa ad accedere a servizi adeguati

  6. Gli stati membri rivolgano particolare attenzione alle esigenze specifiche delle donne, dei bambini e delle persone vulnerabili, indipendentemente dalla nazionalità o dalla concessione del diritto asilo

  7. I migranti non vengano considerati come detenuti in centri di accoglienza al solo fine di essere identificati

  8. Gli Stati Membri contribuiscano per la loro parte alla risposta globale sul forced displacement

  9. Gli Stati membri sviluppino canali sicuri e regolari per rifugiati e migranti

  10. Il reinsediamento, i visti umanitari e altri programmi di condivisione delle responsabilità, tra gli Stati membri dell'UE, vengano gestiti in modo trasparente. Dando la priorità alle persone più vulnerabili e non discriminando sulla base della nazionalità, della religione, del genere o dell'etnia

  11. L’UE e gli stati membri facciano ritornare le persone nei loro paesi di origine solo attraverso procedure fondate sul rispetto dei diritti umani, e mai a condizioni che li possano mettere in pericolo

  12. Gli schemi e le procedure di ricongiungimento familiare per rifugiati e richiedenti asilo siano facili da praticare e garantiscano che le famiglie siano in grado di riunirsi nel minor tempo possibile

FIRMATARI
Tavolo Asilo*
AOI
CINI
Concord Italia
Coonger
COP
Focsiv
Link 2007
Marche solidali
 
*Per il Tavolo Asilo: A BUON DIRITTO, ACLI, ARCI, ASGI, CENTRO ASTALLI, CNCA, FCEI, FOCUS-CASA DEI DIRITTI SOCIALI, MEDU, OXFAM 

 

G7 FINANZE SU DISUGUAGLIANZE: MA QUALI MISURE?

Bari, 13 maggio - Sulla lotta alle disuguaglianze molte dichiarazioni di intenti che non si traducono in un piano d’azione concreto e in politiche misurabili. Ancora una volta è preoccupante la quasi totale assenza della dimensione internazionale e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Progressi su cooperazione in materia fiscale e finanziaria non sono accompagnati da un esplicito impegno condiviso di porre fine alla corsa globale al ribasso in materia di fiscalità.

Questo, in sintesi, il commento della Coalizione Italiana contro la Povertà (GCAP Italia) sul Vertice dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali dei Paesi del G7, che si è appena chiuso a Bari.

“Riconosciamo alla Presidenza italiana il merito di aver messo al centro del dibattito G7 il tema delle disuguaglianze e apprezziamo che la Bari Policy Agenda on Growth and Inequalities evidenzi come gli elevati e crescenti livelli delle disparità rappresentino un rischio per la coesione sociale, il benessere dei cittadini e la lotta contro la povertà. I Ministri del G7 non sono tuttavia arrivati, come avremmo auspicato, a dettagliare specifiche misure di politica domestica ed internazionale volte a contrastare la disuguaglianza nei contesti nazionali, né hanno ancora predisposto un comune piano d’azione, coordinato ed inclusivo, e un sistema di monitoraggio dei progressi su cui auto-giudicarsi ed essere giudicati dai cittadini” dichiara Mikhail Maslennikov, in rappresentanza di GCAP Italia.

La dichiarazione finale del G7 di Bari  non specifica, inoltre, se ci sia un orientamento dei Governi del G7 ad implementare politiche di contrasto delle disuguaglianze coerentemente con la strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile (Agenda 2030 delle Nazioni Unite), annunciata nel caso dell’Italia nel Piano Nazionale di Riforma ma di cui si è ancora in attesa di una comunicazione.

La ridotta attenzione alla dimensione internazionale delle disuguaglianze rappresenta un altro aspetto critico dei lavori. Le discussioni a Bari hanno infatti riguardato il contrasto alla disuguaglianza con riferimento esclusivo ai Paesi del G7, trascurando i contesti più vulnerabili dei Paesi in via di sviluppo dove le disparità limitano le opportunità per milioni di persone di affrancarsi dalla trappola della povertà.

Ancora una volta, nell’agenda delle sette grandi potenze, non è stata presa in considerazione la responsabilità verso i Paesi del sud del mondo favorendo l’adozione di policy internazionali volte ad uno sviluppo inclusivo e sostenibile di tutti i paesi del mondo. Le politiche di cooperazione internazionale e l’aiuto pubblico allo sviluppo sono ancora le grandi assenti di questo Summit. Di questo passo l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 1 dell'Agenda 2030 - porre fine alla povertà in tutte le sue forme entro il 2030 - difficilmente sarà realizzabileconclude Damiano Sabuzi Giuliani, in rappresentanza di GCAP Italia.

La società civile non ha inoltre riscontrato posizionamenti pubblici forti e impegni concreti, in linea con le proprie richieste, per riformare l’attuale sistema fiscale globale e combattere pratiche di abuso.

Il potenziamento della mobilitazione di risorse domestiche per finanziare efficacemente politiche di riduzione delle disuguaglianze richiede sistemi fiscali nazionali con una maggiore portata redistributiva e misure ambiziose di contrasto all’evasione ed elusione fiscale.

Sebbene si siano registrati progressi sul fronte della cooperazione fra i Paesi del G7 in materia di contrasto a crimini fiscali e finanziari e sia stato rinnovato l’impegno sul fronte anti-corruzione, si è tuttavia evitato un confronto sugli aspetti strutturali, sottovalutati anche in sede G20, della corsa globale al ribasso sulle aliquote dell’imposta societaria, sul contrasto a pratiche fiscali dannose e sul ricorso a incentivi fiscali nocivi che contraddistinguono l’agguerrita concorrenza fiscale in atto fra i Paesi e rappresentano un fattore significativo dietro l’aumento della disuguaglianza.

Ufficio stampa
Serena Carta
340 909 5533

RIFORMA DEL TERZO SETTORE, FOCSIV: plauso per l'approvazione dei decreti attuativi, ma chiediamo di non ridimensionare il ruolo delle reti

Nota stampa FOCSIV, federazione a cui LVIA aderisce

Pur con molto affanno, fra luci ed ombre, le nuove regole per gli enti del terzo settore, tra cui le Ong, provano a dare una scossa ad un mondo ormai troppo frammentato: disponendo regole, controlli e trasparenza.

Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV dichiara: "Come FOCSIV prendiamo atto che il Ministro Poletti è riuscito a presentare, seppur a pochi giorni dalla scadenza, i decreti destinati a modificare profondamente lo scenario del Terzo Settore che tanta importanza ha assunto nel nostro Paese negli ultimi anni.
Come ONG auspichiamo si arrivi ad una precisa e coordinata definizione dei decreti necessari alla concreta attuazione della Legge 106. Siamo convinti che, se ben calibrata, tale nuova normativa consentirà una maggior trasparenza e rappresentazione del lavoro di tanto patrimonio umano della nostra Società.
Rimarchiamo, tuttavia, la necessità, per le reti associative rappresentative di ogni realtà consolidata, di poter partecipare attivamente ad ogni fase della realtà del Terzo Settore ed è per tale motivo che, come FOCSIV, chiediamo di voler riconsiderare i parametri dell’articolo 41, per dar modo anche alle reti di ONG di poter svolgere il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento e non disperdere un’identità tanto rappresentativa del nostro Paese nello scenario internazionale."
 
Ufficio Comunicazione FOCSIV
Marta Francescangeli
+39.3384731082

 

La TOP10 delle Ong italiane: LVIA al primo posto per la TRASPARENZA dei fondi utilizzati

È passato poco più di un anno e mezzo da quando LVIA ha aderito al progetto Open Cooperazione, che chiede alle organizzazioni attive nella cooperazione internazionale e nell’aiuto umanitario di rendere pubblici i dati del proprio operato nel portale www.opencooperazione.it, al fine di offrire un nuovo strumento di trasparenza alle organizzazioni italiane e di mettere insieme i dati di un settore spesso difficile da contabilizzare.
Da oggi è disponibile sul portale la TOP 10, le classifiche delle organizzazioni che hanno registrato i valori più alti (bilanci, risorse umane, donatori, volontari, ecc). 
Le classifiche si riferiscono ai dati inseriti nel database relativamente all’anno 2015 e si aggiornano in tempo reale sulla base dei dati che le diverse organizzazioni inseriscono e rendono visibili nel portale.

L’associazione LVIA ha registrato il 100% del livello di trasparenza, ponendosi nella prima fascia di valutazione. “Un’ulteriore garanzia per i donatori che supportano le attività della nostra associazione. – Commenta il direttore di LVIA, Italo Rizzi. – La trasparenza, da anni è al centro della nostra attenzione, fin dal 2006 siamo verificati dall’'Istituto Italiano della Donazione”.
Per dare qualche numero sulle attività di LVIA, in base al più recente Bilancio Sociale dell’associazione, che registra i risultati nel 2015: Euro 6.120.890 è l’investimento nei progetti di cooperazione ed azione umanitaria ammonta (pari al 92% delle uscite); 710.000 persone in 10 Paesi africani e in Albania hanno migliorato le condizioni di vita; 38.200 persone in Italia sono state coinvolte sui temi della solidarietà internazionale.

I dati aggregati 2017 di Open Cooperazione
In Italia il settore della cooperazione internazionale raramente guadagna le prime pagine dei giornali eppure si tratta di un ambito quanto mai strategico per il nostro Paese, che recentemente ha messo la cooperazione allo sviluppo al centro della sua politica estera tanto da emanare un’apposita legge in materia e trasformare il nostro Ministero degli Affari Esteri in Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Oggi Open Cooperazione permette di visualizzare il quadro della cooperazione italiana della società civile, aggregando i dati delle principali ONG, associazioni e fondazioni attive nel settore. Da qualche settimana sono disponibili i dati aggregati relativi all’anno 2017: informazioni e numeri su bilanci, risorse umane, donazioni e progetti sono disponibili e visualizzabili graficamente in modo immediato e aggiornato in tempo reale.

 

Il Notiziario dei 50 anni LVIA: tante storie da leggere

La storia dell'associazione, le storie delle persone, gli approfondimenti sull'evoluzione dei settori d'intervento dagli inizi ad oggi. 

Le pagine che seguono sono una testimonianza del percorso LVIA di cultura, di relazioni umane e di ponti tra comunità del mondo.

Buona lettura!

 

 

GIORNATA MONDIALE DEL VOLONTARIATO. Ambiente, Educazione, Integrazione le tre priorità dell'Agenda 2030 e dei volontari premiati dal XXIII Premio del Volontariato Internazionale FOCSIV 2016

Il volontariato mostra, coerente con gli obiettivi di Agenda 2030, il suo lato più importante: quello di agire per la sostenibilità ambientale, lo sviluppo umano, il bene comune dei territori, delle comunità, delle persone e lo fa con alcuni dei suoi migliori elementi quelli che da 23 anni ricevono il Premio Volontariato Internazionale FOCSIV e che quest’anno ne sono insigniti a Palazzo Rospigliosi a Roma in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato, istituita dalle Nazioni Unite.

Ambiente, educazione e integrazione sono le aree in cui sono impegnati i tre premiati della XXIII edizione del Premio Volontariato Internazionale FOCSIV 2016: Marco Alban, rappresentante di LVIA Burkina – Mali, vincitore del Premio Volontario Internazionale, Chiara Passatore, volontaria in Servizio Civile per IBO Italia in Romania, vincitrice del Premio Giovane Volontario Europeo, e di Samuel Murage Kingori,  Presidente per il National Government Constituency Development Fund della Regione di Nyahururu in Kenyae volontario per il Saint Martin CSA – Catholic Social Apostolate, vincitore del Premio Volontario del Sud.

Il programma della premiazione, sabato 3 dicembre 2016

Tre interventi in diverse aree del mondo con un unico comune denominatore: lo sviluppo umano come sistema di crescita per le comunità ed i Paesi. L'ambiente al centro della visione progettuale di Marco Alban in Burkina Faso a partire dallo smaltimento e dal riciclo della plastica, problema endemico in tante regioni dell'Africa, che consegue l'empowerment delle donne e che da risposte con il miglioramento dell'educazione, della malnutrizione, dell'accesso all'acqua e dello sviluppo agricolo. L'integrazione dei bambini della comunità rom e dei ragazzi a rischio di dispersione scolastica, in una delle regioni depresse della Romania, per Chiara Passatore è lo strumento che permette di far ora accedere all'educazione i bambini  più vulnerabili, ma che a lungo termine porta, per le nuove generazioni, alla certezza che si possa rompere il circolo vizioso della povertà e abbattere le divisioni. La consapevolezza che l'educazione sia l'unico mezzo per la crescita degli individui e dei Paesi passa, per Samuel Murage Kingori, dalla difesa dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ad iniziare dalla difesa e dal miglioramento della qualità della vita dei bambini provenienti dalla strada o vittime di violenza, per i quali è  necessario, per prima cosa, protezione ed affetto.

A questi riconoscimenti si affiancano, come nella scorsa edizione, due Menzioni speciali consegnate a Suor Angel Bipendu Nama, medico del CISOM – Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta impegnata nel salvataggio dei migranti a bordo delle navi della Guardia Costiera, e Carlo Catanossi, Presidente del Gruppo Grifo Agroalimentare, produttori della “Caciotta della solidarietà” che permette di scongiurare la possibile chiusura delle stalle di un territorio umbro, laziale e marchigiano così duramente colpito dal sisma di fine agosto e ottobre.

Al XXIII Premio Volontariato Internazionale FOCSIV 2016, per il secondo anno, è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica  ed è sotto l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo ed ha ricevuto il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, del Ministero dell'Interno, del Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali, del Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace, dell’Agenzia Nazionale per i Giovani e della RAI – Segretariato Sociale.

“Sono ancora fermamente convinto che il Servizio Civile, così come lo pensammo 20 anni fa, abbia generato un movimento di giovani capaci di suscitare sentimenti di solidarietà tra i popoli che ci hanno condotto ad abbattere muri e a costruire ponti e che, oggi più che mai, sono il baluardo contro le derive populiste del nostro Continente. Potrei definirli come la Migliore Gioventù della nostra cara e vecchia Europa. - ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente FOCSIVNella stessa convinzione abbiamo scelto di premiare un volontario straniero impegnato nel proprio paese in progetti di sviluppo umano e cooperazione, come simbolo dell'impegno di tante persone, anche immigrate, che si adoperano attivamente per la crescita dei paesi di origine. Non solo sono risorse preziose, quando volontari, per la crescita economica e sociale del proprio paese, ma sono, soprattutto, portatori di un patrimonio di esperienze, valori e competenze per gli stati che li accolgono, capaci di generare, con l'integrazione, un processo di innovazione sociale propositivo.” 

Dopo i saluti e l'introduzione di Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV, intervengono Federico Soda, Direttore OIM – Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo, Charito Basa, Vice – presidente Filippino Women's Council, Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo,Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, don Michele Autuoro, Direttore Fondazione Missio, Giovanni Parapini, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne RAI, Massimiliano Simonelli, Direttore Territoriale UBI Banco di Brescia, infine la cerimonia di premiazione e della consegna delle menzioni con la presenza di Matteo Calabresi, Responsabile Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Paolo Ruffini, Direttore TV2000, Dioma Cleophas Adrien, Rappresentante delle organizzazioni e associazioni di immigranti al Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo, Luciano Scalettari, Responsabile desk volontariato Famiglia Cristiana, Roberto Moncalvo, Presidente nazionale Coldiretti. Moderatore della mattinata Marco Tarquinio, Direttore Avvenire.

Sono Partner Fondazione Missio, Forum Nazionale Terzo Settore, Coldiretti e novità di quest’anno 8x1000 Chiesa Cattolica e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) - Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo. Infine, accanto ai media partner storici Famiglia Cristiana, TV2000, Avvenire eRedattore Sociale, il Premio si avvale anche di Corriere.it Sezione Sociale e Radio Vaticana.

Anche l’edizione di quest’anno, può contare sulla presenza degli “Amici del Premio” che danno spazio ed eco all’iniziativa: Mondo e Missione, Missioni Consolata, Unimondo, Rete Sicomoro, EMI, Repubblica Mondo Solidale, Volontari per lo Sviluppo, Festival Ottobre Africano e Associazione Joint. Sponsor tecnici  Raptim Humanitarian travele Brussels Airlinese con il contributo di UBI Banca.

www.premiodelvolontariato.it  #ViPremio2016

Ufficio Stampa FOCSIV
Giulia Pigliucci 335.6157253 ufficio.stampa@focsiv.it
Marta Francescangeli tel. 06.6877796 comunicazione@focsiv.it
 

La rete Link 2007 - Cooperare in Rete compie 10 anni

 

Entrando nel decimo anno di vita e confermando le motivazioni che hanno portato alla nascita di Link 2007 – Cooperazione in Rete, abbiamo sentito l’esigenza di riprenderle e aggiornarle, facendo tesoro del cammino realizzato insieme e dei fruttuosi rapporti di collaborazione con tanti altri primari attori della “cooperazione per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace”, come recita il primo articolo della legge 125/2014.

LVIA aderisce a Link 2007 fin dalla nascita di questa rete.

In dieci anni, il contesto è mutato, per tanti versi in modo drammatico: si sono acutizzati gli orrori della guerra e del fanatismo; continuano senza sosta gli esodi di milioni di persone che attraversano, spesso tragicamente, ogni barriera per scappare da un destino inesorabile; nelle società europee acquistano forza spinte demagogiche che fomentano paura e chiusura verso il diverso o chi ha bisogno. Mai come ora i cambiamenti climatici provocati dall’uomo rischiano di compromettere la sostenibilità ambientale.
In questi ultimi decenni l’umanità ha però anche dimostrato di poter investire sul suo futuro e sulla lotta alla povertà. I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile approvati dall’ONU nel 2015 confermano il percorso di cambiamento avviato con gli obiettivi di sviluppo del millennio, cogliendo la maggiore complessità e interdipendenza dei problemi, assegnando responsabilità e nuovi traguardi a tutti i paesi, anche a quelli più ricchi.

In questo contesto le ONG di Link2007 vogliono continuare nel loro percorso, ritrovandosi su valori comuni che fanno della cooperazione e dell’aiuto umanitario strumenti di pace, di lotta alla povertà e allo sfruttamento, ma ribadendo anche, con forza la necessità di intervenire con professionalità e competenza, sempre in stretta collaborazione con i propri partner locali, vero motore per uno sviluppo duraturo.
Un percorso di attività e progetti concreti, verificabili su risultati e impatto, realizzati spesso in zone impervie e abbandonate, fino all'ultimo miglio.

Potete leggere l’intero documento sul nostro nuovo sito www.link2007.org 
completamente rinnovato e adeguato all’ esigenza di volerci presentare all'esterno in modo chiaro e trasparente.
 
Potete trovare le nostre idee, i nostri documenti, ma anche quei dossier che riteniamo utili per comprendere meglio il contesto in cui ci muoviamo. Tra le novità potete trovare:

Il piano europeo per gli investimenti esteri in Africa, Mediterraneo e Medio Oriente nell’ambito dell’Agenda sulle Migrazioni - Osservazioni e proposte di Link2007

Microfinance in Palestine: Are loans too expensive and should interest rates be capped?

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Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2017. 15 e 16 ottobre: LVIA torna con “Un sacchetto di mele per l’Africa”

 
Weekend 15 e 16 ottobre:
LVIA torna con “Un sacchetto di mele per l’Africa”
 
A sostegno dei progetti di sicurezza alimentare LVIA in Etiopia,
duramente colpita dai cambiamenti climatici
 

Sabato 15 e domenica 16 ottobre tornano nelle province di Torino e Cuneo, i banchetti dell’associazione LVIA per la distribuzione di mele con l’iniziativa “Un sacchetto di mele per l’Africa”. L’iniziativa ha il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Cuneo e Provincia di Cuneo ed è realizzata nell'ambito del progetto "Promuoviamo lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare nelle regioni SNNPRS e Oromya, in Etiopia (PSRSA) 010173/LVIA/ETH", cofinanziato dal Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.

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Circa 200 volontari saranno coinvolti nell'organizzazione di banchetti di mele, certificate IGP e di alta qualità, messe a disposizione da Assortofrutta tramite la sua associata Ortofruit Italia. Saranno distribuiti oltre 6.000 sacchetti di mele.  

Il ricavato aiuterà i produttori in Etiopia a migliorare, attraverso i progetti promossi da LVIA, l’agricoltura e la resistenza ai cambiamenti climatici. Il Paese africano è tra i più gravemente colpiti dalle siccità, causate dai cambiamenti climatici.

L’iniziativa LVIA “Un sacchetto di mele per l’Africa” celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, che si svolge ogni anno il 16 ottobre ed è stata istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della fame del mondo.

Per quanto riguarda la riduzione della fame e della denutrizione, tanto è stato fatto grazie alla cooperazione internazionale e il sostegno alle associazioni che, come LVIA, operano nei Paesi più in difficoltà.

Dal 2000 ad oggi (dati PAM – Programma Alimentare Mondiale):
  • Il numero di persone che vive in povertà estrema si è ridotto di oltre la metà, da 1,9 miliardi nel 1990 a 836 milioni nel 2015;
  • La proporzione di persone che soffre di denutrizione nei Paesi in via di sviluppo si è quasi dimezzata, dal 23,3 per cento nel 1990-92 al 12,9 per cento nel 2014-16;
  • Il numero di persone denutrite nei Paesi in via di sviluppo si è ridotto di 216 milioni dal 1990;
  • La proporzione di bambini sotto peso al di sotto dei cinque anni si è ridotta di quasi la metà tra il 1990 e il 2015. Ciononostante, uno su sette nel mondo rimane sottopeso.

I progressi sono stati generalizzati, ma con importanti eccezioni: alcuni Paesi africani rimangono indietro e in Nord Africa e Medio Oriente (a causa dei conflitti in atto) la situazione è di recente persino peggiorata.

Il tema scelto per l'edizione 2016 della Giornata Mondiale dell’Alimentazione “Il clima sta cambiando. L'alimentazione e l’agricoltura anche" evidenzia come l'alimentazione, l'agricoltura e l’allevamento abbiano bisogno di adattarsi ai cambiamenti climatici in atto nel nostro pianeta, al fine di affrontare in modo sostenibile il problema della malnutrizione e, al tempo stesso, di ridurre il loro impatto sull’ambiente, ad esempio riducendo l’emissione dei gas serra o razionalizzando l’uso delle risorse idriche.

Dal punto di vista dei cambiamenti climatici, l’Etiopia è tra i Paesi che nel 2015-2016 sono stati più colpiti: quella che da quasi due anni colpisce 10 Milioni di persone in Etiopia, con particolare gravità in alcune zone come l’Afar, è la più grave siccità degli ultimi 30 anni.  

L’Etiopia, inoltre, è uno dei Paesi africani che hanno compiuto grandi passi nello sviluppo economico, mapermangono forti difficoltà: le terre sono soggette all’accaparramento da parte di investitori stranieri, il contesto ambientale resta fragile soprattutto a causa dei cambiamenti climatici, e i prodotti esportati - come il caffè - sono pagati ai coltivatori a prezzi molto bassi rispetto a quelli di vendita sul mercato internazionale. Dei 100 milioni di abitanti, quasi il 40% vive aldi sotto della soglia di povertà; più del 40 %non ha l'acqua potabile; 1 bambino su 4 sotto i cinque anni è sottopeso.

Il ricavato dell’iniziativa “Un sacchetto di mele per l’Africa” supporterà la crescita dell’agricoltura locale, migliorando le capacità produttive, l’organizzazione della filiera e preservando l’ambiente. In Etiopia, LVIA sostiene le cooperative agricole della Regione Oromia nella produzione di mais, fagioli e teff (cereale con cui si prepara l’enjera, piatto base della cucina etiope). Il supporto di LVIA è diretto ad aumentare la produttività agricola e a promuovere nuovi sbocchi di mercato.

In Afar, inoltre, LVIA interviene con attività volte ad aiutare la popolazione a superare le conseguenze della durissima siccità.

Sulle attività LVIA per la sicurezza alimentare in Etiopia (regioni Oromia e SNNP): Mostra “La chiave per un cibo sostenibile)

Sull’Emergenza siccità in Afar e le attività di LVIA: articolo da La Stampa – Tutto Green

 

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