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25 ottobre, presso l'Università degli Studi di Torino, LVIA organizza la lezione sull'Indice Globale della Fame e sicurezza alimentare in Burundi

In collegamento con la Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2018, LVIA organizza una serie di iniziative sul territorio piemontese per richiamarci all'impegno per raggiungere l'Obiettivo Fame Zero: 

  • Nel fine settimana del 27-28 ottobre, nell'ambito dell'iniziativa "Un Sacchetto di mele per l'Africa" i volontari LVIA vi aspettano con i Banchetti di mele per sostenere le attività di LVIA per la sicurezza alimentare in Burundi
  • Il 25 ottobre, promuove la presentazione dell'Indice Globale della Fame a Torino:

LVIA con Link 2007, Universtità degli Studi di Torino,  Corso di laurea in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione, organizza l'evento 

L’Indice Globale della Fame 2018.
 “Migrazione forzata e fame”
 
25 ottobre, ore 12.00-14.00
Palazzina Luigi Einaudi, Aula 5 - Lungo Dora Siena 68/A - Torino

L’incontro si svolgerà nell’ambito dell’insegnamento di Cooperazione Internazionale: spazi, approcci, politiche (corso di laurea in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione)
 
Programma
  • L’Indice Globale della Fame 2018: “Migrazione forzata e fame” – Chiara Magni, Cesvi
  • Obiettivo mondiale Fame Zero: l’esperienza dell’Ong LVIA in Burundi per la sicurezza alimentare – Andrea Bessone, LVIA
  • La consapevolezza antropologica nella cooperazione: il caso del Burundi – Marta Mosca, Università degli Studi di Torino
  • L’impegno della diaspora per i profughi burundesi – Leonce Marinho,diaspora Burundese in Italia
 
 

Con i migranti per fermare la barbarie: LVIA partecipa all'Appello nazionale ed al Corteo a Cuneo sabato 27 ottobre

Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere.

Abbracciando queste parole di Bertold Brecht, si svolge il Corteo DIRITTI, non privilegi! per non restare in silenzio si fronte allo smantellamento del sistema pubblico di accoglienza, alla limitazione del diritto di asilo e alla cancellazione di diritti costituzionali.

Anche la LVIA, insieme a tante realtà del territorio, aderisce all'iniziativa per esprimere dissenso.

L'iniziativa rientra nell'appello alla mobilitazione  promosso dal Tavolo Asilo, Sant' Egidio, Arci, Acli, Caritas, Centro Astallin e a cui LVIA e la rete di Ong Link 2007 aderiscono.

L'appello

Con i migranti per fermare la barbarie

In Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme.

I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare.

Razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura.

A fronte di un cambiamento così preoccupante, manca però una grande risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall'alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire.

I primi segnali di un’alternativa sono arrivati con la risposta all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto, ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla Sindaca di Lodi e in piena estate con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti e con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi.

Da più parti viene la richiesta di una battaglia di civiltà, in difesa della democrazia costituzionale. E contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali che i ministri dell'odio manipolano, strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti.

A questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. Di questo immenso popolo, una piccola parte vorrebbe venire in Italia, anche solo per attraversarla. Lo vorrebbe fare rivolgendosi agli Stati, legalmente e senza rischiare la vita. Ma leggi e politiche  sempre più proibizioniste e liberticide poducono morte e sofferenza e alimentano la criminalità e le mafie.

In Italia soffia un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite della intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Insultati, picchiati, feriti da armi da fuoco, concentrati in centri invivibili. Adulti, minori, donne sole, bambini trovano in Italia un'ostilità crescente. E come se non bastassero il blocco delle navi e il boicottaggio delle Ong, il governo approva un decreto che, se accolto dal Parlamento, metterebbe ancora più a rischio la loro vita. 

Un Decreto che punta a demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale.

Eppure nonostante le difficoltà politiche, nonostante i dubbi, nonostante le divisioni, tanti italiani sono disposti a fare argine al drammatico dilagare di comportamenti "cattivi", che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c'è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio.

A questa vasta area democratica, religiosa e laica, spetta il compito di tenere alta la bandiera della civiltà, della pace, della convivenza tra diversi, della democrazia. La chiesa di Papa Francesco interpreta con lucidità i tempi presenti. Il mondo cattolico, con le sue strutture e i suoi giornali, insieme alle tante associazioni sono già impegnati in aiuto dei migranti e in prima fila contro razzismo e xenofobia. Altrettanto il mondo laico: donne, uomini, giovani e meno giovani, compagne e compagni, preoccupati e convinti della necessità di dare un’ampia e forte risposta alla crescente barbarie. 

È il tempo di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme. E possiamo farlo manifestando ‪il 27 ottobre 2018‪, non in una ma dieci, cento città. 

 

Aperte le candidature per 20 borse di studio per il primo Master in ICT for development and social good!

MASTER ICT FOR DEVELOPMENT AND SOCIAL GOOD

Aperte le candidature per 20 borse di studio a copertura parziale o totale. Scadenza: 16 settembre 2018

"ICT for Development and Social Good" è il primo Master universitario in Italia incentrato sull'applicazione delle tecnologie digitali nei progetti sociali e di cooperazione internazionale.

Il Master è nato da un sogno iniziato quattro anni fa, quello di offrire una formazione professionale nell'ambito delle ICT per lo sviluppo.  Oggi questo sogno diventa realtà, grazie alla collaborazione tra l'Università degli Studi di Torinoe Ong2.0, al supporto tecnico e scientifico di Consoft Sistemi e di SAA - School of Managemente grazie al sostegno del progetto "Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile" realizzato dall’ong CISVin collaborazione con 21 partners su tutto il territorio nazionale e cofinanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppoe da Compagnia di San Paolo.

Da questa settimana sono aperte le candidature per ottenere una delle 20 borse di studio, messe a disposizione dal progetto "Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile".

Le opzioni per partecipare sono due:

 1) FULL MASTER MODEL: prevede 15 moduli di formazione online interattiva in diretta audio-video, a cui si aggiungono 3 corsi intensivi residenziali presso il Campus Luigi Einaudi dell'Università di Torino e un tirocinio finale.

Questa formula comporta l'ottenimento del Diploma di Master di Primo Livello, rilasciato dall'Università degli Studi di Torino.

Per questa formula sono previste 10 borse di studio a copertura parziale.

2) ONLINE-ONLY ATTENDING MODE: si svolge interamente online e consiste in 15 moduli di formazione interattiva in diretta audio-video con esercitazione finale .

Per questa formula sono previste 5 borse a copertura completa + 5 borse a copertura parziale.

Per informazioni e candidature:

https://www.ictforsocialgoodmaster.eu

Abbiamo riso per una cosa seria

Al via la XVI edizione della Campagna nazionale

“Abbiamo RISO per una cosa seria”

La XVI Campagna nazionale "Abbiamo riso per una cosa seria" a favore dell'agricoltura familiare in Italia e nel mondo, promossa da FOCSIV – Volontari nel Mondo (a cui LVIA è associata) insieme a Coldiretti e Campagna Amica, torna dal 16 aprile in televisione, per arrivare nelle piazze italiane con il tradizionale pacco di riso 100% italiano. L'iniziativa, anche per questa edizione, si avvale del Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della diffusione nei Centri Missionari Diocesani della CEI, grazie alla collaborazione con l’8x1000 alla Chiesa Cattolica e UBI Banca. Testimonial Antonello Fassari, attore comico, e Giancarlo Perbellini, chef pluristellato.

Il riso è l’alimento più prodotto e consumato al mondo e per questo è diventato il simbolo della Campagna: un grande movimento che crea alleanze tra contadini e consumatori, città e campagne, comunità dei paesi del Nord e del Sud del mondo, uniti per difendere chi lavora la terra e per garantire il diritto al cibo a tutti, a partire dai più vulnerabili.

LVIA è co–promotrice della Campagna in virtù del suo pluriennale impegno nei paesi dell’Africa Subsahariana al fianco dei piccoli produttori.

 

       LA CAMPAGNA

 LO SPOT

  IL PROGETTO LVIA

        LE PIAZZE LVIA
 

 


 
Novità di questo anno è la pubblicazione del Rapporto “I padroni della Terra”, presentato a Bari il 27 aprile all'interno della manifestazione Villaggio Contadino di Coldiretti. Il Rapporto, pensato e redatto da FOCSIV che si è avvalsa della collaborazione di Coldiretti, affronta la questione su chi siano i reali proprietari delle terre coltivabili e chi ne abbia il controllo, ma è anche al tempo stesso una denuncia ed una riflessione su quanto sta accadendo in ogni parte del mondo: l'accaparramento del suolo e delle terre più fertili, le cui gravi conseguenze ricadranno su tutti per generazioni. Questa prima edizione è dedicata al fenomeno del land grabbing e alle sue ripercussioni in termini di conflitti, espulsioni, migrazioni, depauperamento dell'ambiente e la scomparsa delle biodiversità.
 
"Il nostro è un grande movimento, rappresentato dai milioni di chicchi di riso offerti dai nostri volontari i primi giorni di maggio, che ribadisce come nessuno di noi sia disposto a delegare alcuno per ciò che ci riguarda più da vicino: il liberarci dalla schiavitù dei prezzi imposti dalle multinazionali dell'agroalimentare, dal fenomeno del caporalato, dai condizionamenti dell'agribusiness, dai cambiamenti climatici e dalle cause che portano all'emigrazione di milioni di persone. - ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV.
 
TUTTI POSSONO SOSTENERE LA CAMPAGNA!
Se vuoi partecipare e diventare anche TU un volontario, se vuoi coinvolgere il tuo gruppo ed entrare nella nostra rete di sostenitori, chiamaci allo 011.74.12.507 oppure scrivi a italia@lvia.it
 
Per approfondimenti sulla Campagna visita il sito www.abbiamorisoperunacosaseria.it

 

Dal 16 aprile al 6 maggio con un SMS da cellulare personale o con una telefonata da rete fissa al 45589, si potrà sostenere un unico grande progetto con un intervento in Italia e 39 nel mondo in difesa di chi lavora la terra. 

Seguici su...La Campagna si fa social!

  

Partecipa anche tu, posta la foto del tuo sorriso o di quello di un amico e scrivi #RISOxunacosaseria con @Focsiv e @LVIAong 

www.abbiamorisoperunacosaseria.it

Fai crescere la solidarietà. Il 7 e 8 aprile LVIA scende in piazza per il diritto all'acqua

Fai crescere la solidarietà
 
Una piantina aromatica per contribuire alla costruzione di cisterne di raccolta dell'acqua presso 10 centri sanitari in Tanzania
7 - 8 aprile 2018
 
In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua 2018, nei week end di aprile LVIA sarà presente nelle piazze di Torino e provincia, Cuneo e provincia, Asti e Galliate con banchetti di piantine aromatiche e primaverili, che saranno distribuite a fronte di un'offerta minima di 5 euro. Grazie al coinvolgimento di circa 200 volontari, saremo presenti con 55 postazioni e tutto il ricavato sosterrà il Progetto SANI che LVIA promuove in Tanzania Centralenei distretti di Kongwa e di Chamwino e nella Regione di Iringa. 
 
 
L’iniziativa è realizzata nell'ambito della Campagna Acqua è vita, con la quale LVIA ha portato acqua a 1 milione e 500.000 persone in 10 paesi africani a sostegno delle popolazioni più vulnerabili e impoverite.
 
Il progetto

Nelle regioni di Dodoma ed Iringa solo 1 persona su 3 ha accesso ad una fonte d’acqua pulita e sicura: i punti di distribuzione non sono sufficienti e le comunità non hanno abbastanza fondi per riparare le fontane pubbliche, spesso non funzionanti. Non si tratta solo di problemi tecnici ma anche di difficoltà di gestione e di governo dell’acqua, risorsa essenziale e preziosa, troppo spesso salata e a rischio di inquinamento da attività umane.

Acqua pulita, cibo sano e accesso alle cure sono diritti umani e imprescindibili e riconosciuti come prioritari dal Governo e dalle Organizzazioni Internazionali. Dal 2017 LVIA e Medici con l’Africa CUAMM promuovono insieme, con il contributo dell’Agenzia Italiana alla Cooperazione allo Sviluppo, un intervento integrato su Acqua, Igiene e Nutrizione per migliorare l’accesso ai servizi idrici e sanitari in 4 distretti rurali del Paese: nelle stesse strutture sanitarie dove vengono curati dai medici di CUAMM i bambini affetti da malnutrizione acuta severa, LVIA realizza nuovi sistemi di raccolta dell’acqua piovana.

Inoltre abbiamo lanciato - in collaborazione con l’ente nazionale per la formazione tecnica (VETA) - un corso per manager di schemi idrici in aree rurali, per migliorare la gestione comunitaria dell’acqua e siamo impegnati con le Istituzioni di ricerca e sviluppo italiane e locali a realizzare studi per migliorare la qualità dell’acqua.
Cosa puoi fare tu
 
Sabato 7 e Domenica 8 aprile (o nel week end successivo) vieni a trovarci nei banchetti
di piantine aromatiche, allestiti nelle piazze di molti Comuni.
 
Unisciti alla squadra dei volontari 
e aiutaci ad allestire un banchetto nella tua città: compila il formulario di adesione indicando la tua disponibilità
 
Sostieni la LVIA
con un versamento sul conto correte postale LVIA: 14343123
oppure cc Banca Etica intestato a LVIA, IBAN: IT98U0501801000000011064284
Causale: LVIA Tanzania - Sani Project
 
Per ulteriori informazioni contattaci al numero: 0171696975; fundraising@lvia.it

 

 

 

LVIA partecipa alla CAROVANA DELLA PACE CUNEO-BOVES

 
 
Carovana della Pace Cuneo - Boves: 9 km di cammino in memoria dei tragici eccidi che nel 19 settembre 1943 colpirono la città di Boves. Questo appuntamento storico con la marcia della "resistenza non violenta" è stato ideato e guidato negli anni da don Aldo Benevelli, fondatore di LVIA
 
Don Aldo diceva: "Quel giorno (8 settembre) e i giorni successivi, per me e per i miei compagni partigiani e deportati, per noi è stato un giorno  di rinascita del paese, per cui da quelle giornate, l’8, il 9 fino al 19 di settembre, c’è chi ha ammazzato l’Italia, c’è chi ha disonorato l’Italia, c’è chi ha tradito l’Italia, ma c’è chi ha cominciato a dare se stesso al paese, a partire da persone ignote, da casalinghe, da militari sbandati, da studenti. Oggi siamo chiamati noi a dare il meglio di noi stessi per il paese, per l'umanità intera".
 
"Contro la guerra,  ogni guerra e ogni fascismo si è sempre spese don Aldo Benevelli, che con amici a amministratori ha pensato e voluto la Carovana della Pace, come momento di riflessione, cosicentizzazione e azione per tutto il popolo e per ogni comunità". L'articolo su LA GUIDA
 
Il ritrovo è domenica 24 settembre a Cuneo, presso il Parco della Resistenza, alle ore 13
L'arrivo a Boves è previsto in piazza Italia alle ore 16
 
Tutti gli eventi della manifestazione su : carovanadellapace2010.wordpress.com
 
 

MIGRAZIONI, L’EUROPA DEVE FARE DI PIÙ. Appello congiunto di 9 reti di organizzazioni della società civile

 
Urgente una nuova Agenda europea e italiana sulla politica migratoria
 
Dei 65,6 milioni di rifugiati e sfollati del mondo, l’Europa ne accoglie solo 3,5 milioni:
lo 0,68% della popolazione europea
 
#AgendaMigrazione
 
Una lettera aperta inviata al Governo, al Parlamento e agli Europarlamentari italiani per chiedere un cambio di rotta nella gestione europea e italiana della crisi migratoria.
In occasione del Consiglio Ue del 22 e 23 giugno, le reti delle organizzazioni della società civile italiana - al lavoro ogni giorno al fianco delle decine di migliaia di migranti arrivati nel nostro paese - hanno lanciato un appello congiunto alle istituzioni italiane ed europee indicando in una road map,  le misure indispensabili e urgenti per un cambio di rotta nella gestione dei flussi migratori in Italia e una nuova e più efficace Agenda Europea.
 

"Sono passati due anni dall’adozione dell’Agenda Europea sulla Migrazione (European Agenda on Migration) - scrivono le organizzazioni firmatarie-  vale a dire l’insieme di misure per la gestione delle migrazioni sia all'interno che all'esterno delle frontiere dell'UE. Ebbene in questo tempo abbiamo assistito all’attuazione delle principali misure di cooperazione con i paesi di origine e transito mediante il Migration Partnership Frameworkall'apertura degli “hot spot” in Grecia e in Italia e all'adozione del meccanismo di ricollocamento (relocation). Ma non possiamo affermare che la condizione delle persone migranti che arrivano in Europa sia migliorata, né quella dei paesi europei che sono in prima linea come Italia e Grecia”.

Diversi i punti a destare perplessità nelle politiche adottate per affrontare una crisi in cui si conta il più alto numero di sfollati e rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale, con 65,6 milioni di persone costrette a lasciare la propria casa a causa di conflitti, disastri naturali, persecuzioni o violazioni dei diritti umani. Basti guardare all’impegno europeo nell’accoglienza, che appare del tutto insufficiente: a fine 2016, secondo i dati dell’UNHCR in Europa erano presenti 3,5 milioni tra richiedenti asilo e rifugiati, ossia lo 0,68% della popolazione europea. Uno sforzo in termini di ospitalità di rifugiati in cui i paesi dell’UE hanno accolto solo circa 5% dei rifugiati del mondo.
 
L’approccio securitario dell’Agenda Europea e italiana
 
"L’Agenda si è rivelata sostenuta da logiche securitarie, tendenti ad escludere dal territorio europeo i migranti, delegandone la gestione a paesi terzi già sovraccaricati di responsabilità”, continuano le organizzazioni firmatarie. Su tutti a destare maggior preoccupazione sono le conseguenze dell’accordo tra Ue e Turchia ad oltre un anno dalla sua adozione. Un provvedimento che senza fermare davvero i flussi verso la Grecia, ha avuto come effetto diretto di intrappolare nel paese ellenico decine di migliaia di persone costrette a sopravvivere in condizioni disumane, costringendone molte altre ad intraprendere rotte sempre più pericolose – ad esempio attraverso la Bulgaria - ed esponendole quindi a trattamenti inumani e degradanti. Sorte uguale toccherebbe ai migranti nei paesi di transito e origine africani, se l’accordo tra Italia e Libia - avvallato dall’Unione europea -  trovasse piena applicazione.
“La chiusura della rotta centrale del Mediterraneo non servirà a bloccare i flussi, ma solo a far prendere altre strade, più pericolose e infestate di trafficanti di esseri umani facendo crescere in maniera rilevante il numero dei morti in mare – aggiungono i firmatari dell’appello - E’ indispensabile regolarizzare i flussi offrendo misure di reinsediamento, canali umanitari, ricongiungimenti familiari, e disponibilità all’entrata nel mercato del lavoro, con una responsabilità realmente condivisa”.
Un quadro a cui si aggiunge l’applicazione in modo illegittimo del sistema hot spot in Italia - in quanto non supportato da alcuna norma - per di più a fronte del non rispetto degli impegni sulla relocation dei migranti a livello europeo: su 160.000 richiedenti asilo da ricollocare da Grecia e Italia verso altri stati membri, ne sono stati ricollocati solo 21.313 al 15 giugno 2017.
 
 
Il rischio rappresentato dai nuovi CIE in Italia: fondamentale andare oltre l’emergenza
 
Veniamo infine alle conseguenze delle misure introdotte dai cosiddetti decreti Minniti-Orlando, che presentano gravi rischi di retrocedere rispetto alla tutela dei diritti dei migranti.
Tra i punti che destano maggiore contrarietà da parte delle organizzazioni firmatarie dell’appello, il ruolo dei Centri permanenti per il rimpatrio (CPR), nuova denominazione per gli attuali CIE, che saranno creati in ogni regione senza, ad oggi, avere certezze sulle modalità con cui sarà garantito il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute. Già perché assieme viene prevista l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e la limitazione del contraddittorio nell’unico grado rimasto; oltre alla previsione di un’unica procedura per le espulsioni, che sarà valida tanto per chi ha commesso reati e viene da periodi di detenzione, che per il lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno, magari perché costretto a lavorare in nero o a lavori stagionali di breve durata.
 
Basta guardare i dati. In Italia nel 2016 abbiamo avuto circa 180 mila arrivi via mare e circa 174.000 persone sono state inserite nel sistema di accoglienza, pari allo 0,2% della popolazione italiana.  Allo stesso tempo i minori stranieri non accompagnati censiti ad aprile di quest’anno erano 15.939 mentre quelli semplicemente scomparsi dal sistema di accoglienza nel 2016 sono stati 27.995 (un +27,94% rispetto al 2015).
 
Le richieste per un cambio di rotta
 
Per correggere l’attuale approccio definito dall’Agenda Europea per le Migrazioni e i provvedimenti assunti dal Governo italiano, le organizzazioni firmatarie chiedono quindi che:
 
  1. I cosiddetti compacts, definiti con i paesi terzi, siano finalizzati a favorire politiche di sviluppo umano sostenibile nei paesi di origine e di transito dei flussi migratori e non al mero controllo delle frontiere;

  2. L'UE e gli Stati membri effettuino operazioni di ricerca e salvataggio (SAR) con il solo scopo di salvare vite umane

  3. L'UE e i suoi Stati membri garantiscano alle persone che si trovano ai loro confini l'accesso ad un equo ed effettivo diritto di richiedere asilo

  4. I richiedenti protezione internazionale in Europa abbiano il diritto a una procedura giusta ed efficace

  5. Chiunque richieda la protezione internazionale in Europa, inclusi tutti quelli in attesa di pronunciamento o già respinti e in attesa di rimpatrio, abbia diritto a ad un’accoglienza dignitosa ad accedere a servizi adeguati

  6. Gli stati membri rivolgano particolare attenzione alle esigenze specifiche delle donne, dei bambini e delle persone vulnerabili, indipendentemente dalla nazionalità o dalla concessione del diritto asilo

  7. I migranti non vengano considerati come detenuti in centri di accoglienza al solo fine di essere identificati

  8. Gli Stati Membri contribuiscano per la loro parte alla risposta globale sul forced displacement

  9. Gli Stati membri sviluppino canali sicuri e regolari per rifugiati e migranti

  10. Il reinsediamento, i visti umanitari e altri programmi di condivisione delle responsabilità, tra gli Stati membri dell'UE, vengano gestiti in modo trasparente. Dando la priorità alle persone più vulnerabili e non discriminando sulla base della nazionalità, della religione, del genere o dell'etnia

  11. L’UE e gli stati membri facciano ritornare le persone nei loro paesi di origine solo attraverso procedure fondate sul rispetto dei diritti umani, e mai a condizioni che li possano mettere in pericolo

  12. Gli schemi e le procedure di ricongiungimento familiare per rifugiati e richiedenti asilo siano facili da praticare e garantiscano che le famiglie siano in grado di riunirsi nel minor tempo possibile

FIRMATARI
Tavolo Asilo*
AOI
CINI
Concord Italia
Coonger
COP
Focsiv
Link 2007
Marche solidali
 
*Per il Tavolo Asilo: A BUON DIRITTO, ACLI, ARCI, ASGI, CENTRO ASTALLI, CNCA, FCEI, FOCUS-CASA DEI DIRITTI SOCIALI, MEDU, OXFAM 

 

G7 FINANZE SU DISUGUAGLIANZE: MA QUALI MISURE?

Bari, 13 maggio - Sulla lotta alle disuguaglianze molte dichiarazioni di intenti che non si traducono in un piano d’azione concreto e in politiche misurabili. Ancora una volta è preoccupante la quasi totale assenza della dimensione internazionale e dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Progressi su cooperazione in materia fiscale e finanziaria non sono accompagnati da un esplicito impegno condiviso di porre fine alla corsa globale al ribasso in materia di fiscalità.

Questo, in sintesi, il commento della Coalizione Italiana contro la Povertà (GCAP Italia) sul Vertice dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali dei Paesi del G7, che si è appena chiuso a Bari.

“Riconosciamo alla Presidenza italiana il merito di aver messo al centro del dibattito G7 il tema delle disuguaglianze e apprezziamo che la Bari Policy Agenda on Growth and Inequalities evidenzi come gli elevati e crescenti livelli delle disparità rappresentino un rischio per la coesione sociale, il benessere dei cittadini e la lotta contro la povertà. I Ministri del G7 non sono tuttavia arrivati, come avremmo auspicato, a dettagliare specifiche misure di politica domestica ed internazionale volte a contrastare la disuguaglianza nei contesti nazionali, né hanno ancora predisposto un comune piano d’azione, coordinato ed inclusivo, e un sistema di monitoraggio dei progressi su cui auto-giudicarsi ed essere giudicati dai cittadini” dichiara Mikhail Maslennikov, in rappresentanza di GCAP Italia.

La dichiarazione finale del G7 di Bari  non specifica, inoltre, se ci sia un orientamento dei Governi del G7 ad implementare politiche di contrasto delle disuguaglianze coerentemente con la strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile (Agenda 2030 delle Nazioni Unite), annunciata nel caso dell’Italia nel Piano Nazionale di Riforma ma di cui si è ancora in attesa di una comunicazione.

La ridotta attenzione alla dimensione internazionale delle disuguaglianze rappresenta un altro aspetto critico dei lavori. Le discussioni a Bari hanno infatti riguardato il contrasto alla disuguaglianza con riferimento esclusivo ai Paesi del G7, trascurando i contesti più vulnerabili dei Paesi in via di sviluppo dove le disparità limitano le opportunità per milioni di persone di affrancarsi dalla trappola della povertà.

Ancora una volta, nell’agenda delle sette grandi potenze, non è stata presa in considerazione la responsabilità verso i Paesi del sud del mondo favorendo l’adozione di policy internazionali volte ad uno sviluppo inclusivo e sostenibile di tutti i paesi del mondo. Le politiche di cooperazione internazionale e l’aiuto pubblico allo sviluppo sono ancora le grandi assenti di questo Summit. Di questo passo l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 1 dell'Agenda 2030 - porre fine alla povertà in tutte le sue forme entro il 2030 - difficilmente sarà realizzabileconclude Damiano Sabuzi Giuliani, in rappresentanza di GCAP Italia.

La società civile non ha inoltre riscontrato posizionamenti pubblici forti e impegni concreti, in linea con le proprie richieste, per riformare l’attuale sistema fiscale globale e combattere pratiche di abuso.

Il potenziamento della mobilitazione di risorse domestiche per finanziare efficacemente politiche di riduzione delle disuguaglianze richiede sistemi fiscali nazionali con una maggiore portata redistributiva e misure ambiziose di contrasto all’evasione ed elusione fiscale.

Sebbene si siano registrati progressi sul fronte della cooperazione fra i Paesi del G7 in materia di contrasto a crimini fiscali e finanziari e sia stato rinnovato l’impegno sul fronte anti-corruzione, si è tuttavia evitato un confronto sugli aspetti strutturali, sottovalutati anche in sede G20, della corsa globale al ribasso sulle aliquote dell’imposta societaria, sul contrasto a pratiche fiscali dannose e sul ricorso a incentivi fiscali nocivi che contraddistinguono l’agguerrita concorrenza fiscale in atto fra i Paesi e rappresentano un fattore significativo dietro l’aumento della disuguaglianza.

Ufficio stampa
Serena Carta
340 909 5533

RIFORMA DEL TERZO SETTORE, FOCSIV: plauso per l'approvazione dei decreti attuativi, ma chiediamo di non ridimensionare il ruolo delle reti

Nota stampa FOCSIV, federazione a cui LVIA aderisce

Pur con molto affanno, fra luci ed ombre, le nuove regole per gli enti del terzo settore, tra cui le Ong, provano a dare una scossa ad un mondo ormai troppo frammentato: disponendo regole, controlli e trasparenza.

Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV dichiara: "Come FOCSIV prendiamo atto che il Ministro Poletti è riuscito a presentare, seppur a pochi giorni dalla scadenza, i decreti destinati a modificare profondamente lo scenario del Terzo Settore che tanta importanza ha assunto nel nostro Paese negli ultimi anni.
Come ONG auspichiamo si arrivi ad una precisa e coordinata definizione dei decreti necessari alla concreta attuazione della Legge 106. Siamo convinti che, se ben calibrata, tale nuova normativa consentirà una maggior trasparenza e rappresentazione del lavoro di tanto patrimonio umano della nostra Società.
Rimarchiamo, tuttavia, la necessità, per le reti associative rappresentative di ogni realtà consolidata, di poter partecipare attivamente ad ogni fase della realtà del Terzo Settore ed è per tale motivo che, come FOCSIV, chiediamo di voler riconsiderare i parametri dell’articolo 41, per dar modo anche alle reti di ONG di poter svolgere il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento e non disperdere un’identità tanto rappresentativa del nostro Paese nello scenario internazionale."
 
Ufficio Comunicazione FOCSIV
Marta Francescangeli
+39.3384731082

 

Nel 2017 la Lega calcio B Solidale sostiene “Abbiamo RISO per una cosa seria”

 
La Campagna promossa in Piemonte da CISV, LVIA e ProgettoMondo Mlal vede in campo fino al 25 aprile i giocatori della serie B, uniti ai contadini di tutto il mondo nel dire stop a caporalato e povertà.

Lega B e B Solidale scendono in campo a fianco di “Abbiamo RISO per una cosa seria", campagna nazionale della federazione FOCSIV promossa in Piemonte da CISV, LVIA e ProgettoMondo Mlal. Le Ong piemontesi saranno presenti alle partite Novara-Hellas Verona il 10 aprile a Novara, e Pro Vercelli-Salernitana il 22 aprile a Vercelli, con stand informativi e la possibilità per i tifosi di ricevere in dono 1 kg di riso Coldiretti a fronte di un’offerta per i progetti di solidarietà in Italia e nel mondo.

Un vero calcio d’inizio per la XV edizione della Campagna RISO, con i giocatori come “testimonial” di un’iniziativa che mira a combattere lavoro illegale e caporalato, e promuovere l'agricoltura familiare, riconosciuta come modello sostenibile, più equo e più giusto di democrazia alimentare.

La Campagna permetterà di realizzare 41 interventi di agricoltura familiare a fianco di circa 200.000 famiglie rurali nelle aree più povere del pianeta. In Africa, in particolare, CISV e ProgettoMondo Mlal interverranno in Burkina Faso a fianco delle famiglie di agricoltori, sostenendo la produzione e un’alimentazione sana e diversificata per 20 mila bambini e 3.000 contadini (di cui 1.000 donne). Progetto Cibo e salute.

LVIA collaborerà in Guinea Bissau con i produttori di riso di mangrovia, concorrendo alla sicurezza alimentare di 22.000 risicoltori e delle loro famiglie e fornendo ai giovani alternative valide alle migrazioni dai villaggi. Progetto RISICOLTURA 
LE FOTO DEI VOLONTARI PRESENTIALLA PARTITA NOVARA - HELLAS
VERONA DELL'8 APRILE
 

«Nella squadra di “Abbiamo RISO per una cosa seria” ci sono giocatori, allenatori e presidenti della Serie B, insieme ai contadini del Nord e del Sud del mondo e ai consumatori: uniti da una visione condivisa che mette al centro le persone e il lavoro dei campi, la biodiversità e la salvaguardia dell'ambiente, lo sviluppo sostenibile e il diritto di rimanere sulla propria terra; e soprattutto divulga la conoscenza del valore dell'agricoltura familiare come risposta alla crisi globale, ai cambiamenti climatici, alle migrazioni» dichiara Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV.

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