Per le scuole: "Parla la fame. Laboratorio di media education dedicato alla crisi alimentare mondiale"
Il percorso didattico "Parla la fame" è stato realizzato all'interno dellaSe siete interessati a portate il percorso didattico nella vostra scuola contattateci:
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Il giornalista “perfetto” servirà gli interessi del cittadino,
perché informandolo gli darà potere.
David Randall
Introduzione
Chi sono le persone che oggi soffrono di malnutrizione? Cosa significa “sicurezza alimentare”?
Come viene raccontato questo problema dai mezzi di informazione e in particolare dai giornali?
Nell’era della comunicazione globalizzata possiamo ottenere informazioni sulla cosiddetta “crisi alimentare” da diverse fonti. Le informazioni che otteniamo, però, non sempre ci permettono di comprendere in modo esaustivo la portata dei problemi in gioco, la relazione tra cause ed effetti o le possibili soluzioni. L’obiettivo principale del laboratorio consiste nello stimolare i giovani ad un esercizio di lettura cri-tica comparata dei giornali, a partire da una tematica comune: la crisi alimentare mondiale. I giovani coinvolti nell’attività saranno introdotti ad una semplice tecnica di analisi dei giornali e delle notizie e indirettamente messi di fronte alla globalizzazione dell’informazione, avendo a di-sposizione diverse testate internazionali che hanno trattato la stessa notizia. Il giornale è rimasto un potente mezzo di informazione anche nell’era digitale, rafforzato dalla pos-sibilità di mettere a disposizione le proprie pagine on-line, ad ogni ora, grazie a internet. E’ uno strumento “faticoso”, perché implica uno sforzo di lettura da parte di chi riceve il “messag-gio”, richiede tempo e una capacità minima di interpretazione dei testi. Ma è anche un mezzo attraverso il quale i giovani possono conoscere la realtà e con il quale potran-no imparare a confrontarsi in modo critico e costruttivo.
Il laboratorio di media education analizza il “racconto” che i giornali offrono della crisi alimentare. Attraverso parole, titoli, aggettivi, giocando a “smontare” gli articoli si cercheranno i fili conduttori della narrazione mediatica, che va ben oltre le semplici parole, contribuendo a dare forma al mondo concreto in cui viviamo.
Obiettivi
- Valutare il rapporto tra realtà e informazione
- Analizzare la “copertura mediatica” della crisi alimentare
- Comparare stili giornalistici differenti
- Allenarsi a fare “sintesi” di fatti e notizie
Metodologia e svolgimento
Per sondare le conoscenze presenti nel gruppo sugli argomenti oggetto del laboratorio potranno essere applicati strumenti quali il brain storming e le mappe concettuali. Le mappe concettuali permettono di circoscrivere l’analisi di un tema e definire i collegamenti esi-stenti tra diversi “nodi concettuali”. Ogni partecipante potrà scrivere su un post-it o un foglio colorato la parola chiave evocata dal tema “crisi alimentare” e attaccarlo su un grande cartellone bianco. Completata la raccolta dei termini si potrà procedere a una loro (re)distribuzione “logica” sul cartellone, trovando quando necessario sinonimi utili a racchiudere in sé termini simili e costruendo connessioni e collegamenti tra i diversi nodi con frecce direzionali. Il risultato sarà una “mappa”, una rete di concetti, non necessariamente dotata di un punto di partenza. Ottimale, a questo punto, può diventare l’applicazione di un brain storming (tempesta di cervelli). Questo metodo di confronto, semplice ma non banale, permette di far emergere in modo spontaneo e creativo la possibile soluzione a un problema; se si domanda al gruppo come si potrebbe risolvere “la fame nel mondo”, ciascun partecipante avrà libertà di esprimere la propria “soluzione”, senza criticare le idee esposte da altri, garantendo in tal modo “cittadinanza” a punti di vista differenti.
I risultati della fase introduttiva andranno conservati e riproposti al termine del laboratorio, quali spunti utili alle riflessioni conclusive. Al termine della fase introduttiva l’animatore illustrerà gli strumenti di analisi dell’informazione giornalistica disponibili nel laboratorio, le convenzioni più comuni, regole e obiettivi del laborato-rio. La classe potrà essere divisa in vari sottogruppi di 5 persone ciascuno.
Nella prima fase del laboratorio, ogni gruppo riceverà un mandato di lavoro e un glossario sui ter-mini giornalistici più comuni; avrà a disposizione, preferibilmente su cd-rom o chiavi usb, copia della rassegna stampa e potrà scegliere liberamente gli articoli da leggere e analizzare (almeno 1 o 2 testi per ogni membro del gruppo). Si stamperanno, laddove si fa uso di computer e stampante, solo gli articoli scelti per la lettura individuale. In alternativa potranno essere stampati tutti gli articoli presenti nella rassegna stampa e collocati su un tavolo (“edicola”) dove ciascun partecipante co-glierà i propri articoli. Il vantaggio del primo metodo, oltre al minor impatto ecologico, consiste nel permettere a tutti i gruppi di disporre della rassegna stampa completa e all’animatore di verificare se ci sono articoli scelti più volte e orientamenti generali nella selezione del materiale. Viceversa, nel secondo caso, il gruppo, essendo la selezione di ogni articolo escludente, sarà “costretto” a scegliere anche articoli altrimenti trascurati.
Gli articoli presenti nella rassegna stampa fornita provengono da testate italiane e internazionali e sono suddivisi in base al contenuto tra: cronache della crisi alimentare e opinioni, cioè analisi di autorevoli commentatori e personalità politiche.
I testi esteri presenti nella rassegna stampa potranno essere eventualmente utilizzati anche in lingua originale dai docenti di lingue straniere, per lo svolgimento di traduzioni e approfondimenti. Gli articoli saranno analizzati inizialmente a livello individuale, seguendo lo schema guida fornito dal laboratorio e quindi comparati all’interno del gruppo per scoprire elementi comuni e differenze tra i differenti “pezzi”. L’obiettivo del gruppo, al termine del primo incontro, è quello di leggere un numero di articoli considerato sufficiente a dar loro un quadro soddisfacente della crisi alimentare, visto attraverso “l’oblò” dei media. Sarà fornito a ciascun partecipante anche una serie di link utili, come traccia per una navigazione su internet più consapevole e “informata”.
La seconda fase del laboratorio potrà riprendere o concludere la lettura e l’analisi degli articoli. Terminata la lettura, ciascun gruppo avrà due compiti, da svolgere nell’arco di 40 minuti.
Il primo obiettivo sarà quello di elaborare una ipotetica prima pagina del “proprio giornale”, con il quale idealmente dovrà informare i lettori sulla crisi alimentare mondiale. Seguendo la bozza schematica fornita, ciascun gruppo potrà inserire, scegliendo tra i materiali letti e analizzati, due articoli e un editoriale nella definizione della prima pagina. Con l’uso del computer la prima pagina potrà essere costruita e stampata facendo ricorso a semplici azioni di “copia-incolla” comuni ai principali programmi di video scrittura; in caso contrario si po-tranno utilizzare colla e forbici per incollare i ritagli degli articoli su un foglio bianco (preferibil-mente A3) che riprodurrà la prima pagina.
Il secondo obiettivo del gruppo sarà quello di sintetizzare su un cartellone, dopo un confronto inter-no, elementi comuni, differenze e osservazioni sull’informazione incontrata.
La terza fase prevede la presentazione in plenaria, da parte di ciascun gruppo, della propria “prima pagina” e del cartellone di analisi (con 5-10 minuti di tempo massimo a disposizione di ogni gruppo); si dovranno illustrare “come” si è costruita la “prima pagina” e i contenuti del cartellone di sintesi dedicato all’analisi dell’informazione.
Terminata la presentazione da parte di ciascun gruppo si potrà avviare una riflessione collettiva, guidata dall’animatore, che solleciterà i partecipanti a esprimersi sui risultati emersi dalle attività. Fra gli stimoli che l’animatore può fornire ci sono riferimenti alla mappa concettuale iniziale, ai meccanismi di selezione tra le diverse testate disponibili; a quali giornali si è dato maggiore credito? Prevalgono giornali italiani o stranieri? Le testate “minori” hanno trovato spazio nelle prime pagine?, tra le fonti di informazione (quali sono, e con quali motivazioni sono state scelte, le fonti informative utilizzate?) e tra le interpretazioni del fenomeno fornite dai media (quali sono le cause e le “spiegazioni” della crisi alimentare ritenute più convincenti dai gruppi?).
Durante il debriefing si guarderà infine allo stesso fenomeno “a distanza di un anno”.
Grazie al supporto di una presentazione in power point (o cartellone) saranno illustrati alcuni dati sulla crisi alimentare capaci di demistificare in parte la narrazione fornita dai media nel 2008.
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