LVIA e Camera di Commercio di Cuneo costruiscono “un ponte di solidarietà con l’Africa”

Il servizio di Primantenna TV

Un ponte di solidarietà tra Cuneo e l’Africa. Responsabilità sociale e sostenibilità per progetti in partenariato con il Sud del mondo”.  Questo  il tema dell'incontro, svoltosi nel pomeriggio di mercoledì 16 giugno in Camera di commercio, con la collaborazione di Lvia, l’Ong cuneese di cooperazione internazionale, Caritas Diocesana di Cuneo e  federazione italiana delle Ong di ispirazione cristiana Volontari nel mondo Focsiv.


“Un'iniziativa - sostiene il presidente camerale Ferruccio Dardanello - che coinvolge il nostro ente alla luce dei suoi obiettivi in campo sociale, volti alla sensibilizzazione nei confronti delle problematiche locali, nazionali e internazionali. L'economia non è fatta soltanto da imprese che producono, si espandono o risentono della crisi, ma anche di attenzione per le sacche di povertà, nel convincimento che la crescita va condivisa e, per quanto possibile, estesa”. Durante il convegno, a proposito del ruolo camerale è stata evidenziata l’importanza dello sportello responsabilità sociale, presso l’ufficio studi, le cui finalità sono proprio quelle di dare assistenza e visibilità alle imprese che si impegnano in questo percorso.

“Quella di oggi è un'occasione di dialogo tra profit e no-profit in cui le parole chiave sono “responsabilità sociale”, “bene comune” e “sviluppo sostenibile”  - ha sottolineato Alessandro Bobba, presidente della LVIA, l'associazione fondata nel 1966 da don Aldo Benevelli, impegnata da oltre quarant’anni in Africa in progetti di lotta alla povertà e promozione dello sviluppo. Quando si parla di aiuto allo sviluppo è necessario partire da una concezione di diritti e responsabilità e non più di bisogni e di beneficiari. La  persistenza di situazioni di povertà, anche estrema, è responsabilità di tutti noi”.

Gianfranco Cattai, presidente Volontari nel mondo Focsiv, ha configurato “un’impresa per i diritti”, capace di reagire alla “crisi del modello” che, oltre a causare l’aumento dei poveri in Europa, accresce le disparità tra Nord e Sud del mondo.  Il paradosso per cui gli abitanti di un paese africano hanno a disposizione appena 5 litri al giorno di acqua potabile, mentre in Italia ognuno di noi ne consuma ben 250 litri giornalieri, è emblematico: “I nuovi scenari economici e sociali ci spingono a superare i limiti della solidarietà e dell’urgenza e a rifondare su basi nuove le forme della produzione, del sostegno alle famiglie e alla società civile e a rigenerare il rapporto tra economia e società partendo dalle comunità”. Cattai ha delineato spazi d’azione per le imprese, come sollecitato anche dall’Enciclica papale Caritas in Veritate che richiama il concetto di responsabilità sociale perché “un tempo era pensabile affidare  dapprima all’economia la produzione di ricchezza per assegnare poi alla politica il compito di distribuirla. Oggi tutto ciò risulta più difficile, dato che le attività economiche non sono costrette entro limiti territoriali, mentre l’autorità dei governi continua ad essere soprattutto locale”.  

Nel corso dell'incontro, Claudia Aceto Filippi della Caritas Diocesana di Cuneo ha auspicato una rivoluzione culturale “fondata su responsabilità diretta e indiretta, dove quella indiretta è la più difficile da assumere, fatta di pensieri, azioni, gesti, dei quali ignoriamo o non consideriamo le conseguenze”.
 
La seconda parte del workshop è stata dedicata all’Africa. Italo Rizzi, direttore LVIA, ha illustrato in dettaglio le attività promosse dall'associazione in Africa: progetti che rispondono alle esigenze locali, sostenibili e che coinvolgono il tessuto locale, rendendolo protagonista. Ma  non basta: «È necessaria la mobilitazione della società civile: persone, associazioni, enti locali, scuole, università, imprese. Non siamo soli. Per questo riteniamo importante comunicare e informare donatori e opinione pubblica circa la trasparenza nella gestione dei fondi. Anche per questo motivo, LVIA ha scelto di sottoporsi annualmente alla verifica dell’Istituto Italiano della Donazione”.  

Filippo Ciardi, Responsabile fundraising LVIA ha illustrato le diverse opportunità di collaborazione con le imprese. Tra queste vanno privilegiati gli interventi di partecipazione,  alle Campagne “Acqua è Vita” e “Molla la plastica!”, fino ad un accordo di partnership in cui le aziende possano sostenere e sentirsi parte di un progetto complesso contribuendo alla realizzazione di specifiche attività, coinvolgendo i dipendenti e il territorio e stimolando senso di appartenenza e responsabilità.  

A questo proposito, un’esperienza concreta di collaborazione con LVIA è stata illustrata da Edoardo Dadone, della Marco Polo Engineering Spa Sistemi ecologici, azienda cuneese presente su tutto il territorio nazionale da oltre trent’anni, realtà leader nella bonifica ambientale con produzione di energia verde. “Da quest’anno abbiamo scelto di partecipare ai progetti ambientali promossi da LVIA in Africa - ha detto - perché vediamo nell’associazione una realtà nata come la nostra azienda sul territorio cuneese, affermata e resa credibile in campo nazionale e internazionale. Ci sentiamo vicini alla tipologia dei progetti promossi: l’acqua, l’energia, l’agricoltura, il recupero delle risorse considerate rifiuto, la divulgazione ambientale: attività che  svolgiamo ogni giorno”.

Il workshop si è concluso con l’auspicio di aver  gettato le basi di un primo pilastro nella costruzione di un ponte tra Cuneo e l’Africa.
 
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