Forlì. In preparazione il viaggio di conoscenza in Etiopia
Sono in preparazione i viaggi di Ecoturismo che la LVIA sta organizzando in Etiopia. Saranno 15 giorni per conoscere molte realtà di questo variegato paese, un vero e proprio mosaico di popoli, di culture, di paesaggi. Gli ingredienti principali del viaggio saranno il contatto con le persone, la conoscenza e condivisione degli usi e costumi, l’esplorazione dell’antichissima storia del paese tra siti ancestrali, ma anche i safari nei parchi naturali alla scoperta degli animali che popolano la savana e il relax alle terme.
I turisti saranno accompagnati dalla LVIA, presente nel paese fin dai primi anni Settanta, e il viaggio permetterà di conoscere meglio anche quello che è il lavoro della LVIA nel paese, in modo diretto, attraverso la visita ai progetti e la conoscenza delle cooperative, delle associazioni, degli uomini e delle donne etiopi che collaborano nella realizzazione dei programmi.
In particolare, i turisti potranno percorrere “le strade del caffè”, accompagnati dalla Cooperativa locale Wotonna Bultumma, partner della LVIA in un progetto che promuove lo sviluppo locale, in un’area, il Sidamo, che è rinomata in tutto il mondo come zona elettiva per la produzione di caffè d’elevatissima qualità.Promuovendo i viaggi di ecoturismo in Etiopia, la LVIA vuole coniugare cooperazione internazionale e turismo responsabile. I viaggi, infatti, si inseriscono all’interno di un progetto più complesso che da un lato vuole far sì che le comunità locali beneficino effettivamente dei vantaggi economici portati dal turismo ma, soprattutto, concentrandosi sulla formazione di competenze, vuole sostenerle affinché diventino loro stesse protagoniste del proprio sviluppo turistico. È un progetto che è finalizzato all’autonomia, allo sviluppo di capacità imprenditoriali nel campo del turismo capaci di valorizzare il patrimonio naturale e culturale locale.
Nel mese di gennaio, un delegazione di LVIA Forlì si è recata in Etiopia per studiare i futuri turistici. Riportiamo di seguito un articolo scritto dai partecipanti:
"Ecoturismo, viaggio di conoscenza, turismo responsabile…comunque la si metta resta sempre una vacanza. Quindici giorni in Etiopia alla scoperta di un paese ancora dimenticato dal turismo di massa. Un viaggio che nasce dalla voglia di spingersi oltre alle strade proposte dal turismo convenzionale e che cresce con l’ambizioso obiettivo di conoscere e capire il più possibile un paese in soli 15 giorni. Una sfida che l’Associazione Forlì Terzo Mondo LVIA si propone di rinnovare regolarmente ogni anno.
Grazie al fondamentale aiuto di Stefania, socia LVIA che lavora nel settore turistico, si è messo a punto un itinerario studiato conciliando interessi personali, suggerimenti di amici e volontari in Etiopia e problemi logistici. Quel che ne è uscito è stato un viaggio a metà strada tra la vacanza avventurosa, il soggiorno rilassante, il turismo da safari e la visita alle sedi e ai progetti LVIA.
Partiti da Addis Abeba, dove abbiamo assaggiato l’Etiopia più moderna, ci siamo spinti a sud per conoscere alcune delle tante facce di un paese incredibilmente vario. In sei su una jeep, siamo infatti passati dalla savana alle rigogliose piantagioni di caffè e banani del Sidamo, dalla miseria dei villaggi più poveri alle sorgenti termali di Wondo Genet e alla pace dell’Aregash Hotel, attraversando regioni, popoli e panorami diversi, cercando sempre di capire quello che stavamo vedendo.
Ci è capitato più di una volta di interrogarci sul significato del termine “turista responsabile”, una figura che non deve mai perdere di vista la sua condizione di “ospite”: abbiamo infatti sempre cercato di muoverci nel rispetto della comunità locale, sia quando significava semplicemente non regalare soldi o caramelle ai bambini sia quando significava terminare la tazzina di caffè con burro e sale che ti era stata offerta.
Un viaggio del genere, oltre che garantirti qualche stupendo tessuto o braccialetto e qualche centinaio di foto, ti lascia soprattutto il ricordo di un contatto umano quotidiano praticamente inevitabile. Sia che si trattasse di scherzare un po’ con i bambini, parlare con i capi-villaggio all’ombra di un albero, farsi raccontare l’Etiopia dai volontari LVIA o anche semplicemente contrattare un acquisto, ogni sera avevi messo da parte un volto, una storia o semplicemente una parola in amarico da annotarti sul diario.
Perché il viaggio non consiste solo nel vedere cose o persone, consiste anche nel lasciarsi attraversare da situazioni, relazioni e ambienti. A quale scopo? L’unico scopo che volevamo raggiungere era cambiare.
Il “cambiamento” era la parola più ricorrente, ma, una volta tanto, non il cambiamento delle situazioni, quanto, invece, quello di noi stessi. In questo senso l’Associazione Forlì Terzo Mondo LVIA vorrebbe riproporre il viaggio come strumento di educazione. Una possibilità che, come ogni opportunità, rimane in mano a chi la coglie perché solo personale è la scelta di archiviare le foto in un file oppure “piantarle” nel profondo di se stessi e lasciarle germogliare.
Il percorso è comunque ancora lungo".
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