Festa per un’Italia interculturale a Orbassano
Scritto da: Nicoletta, operatore locale progetto Giovani e intercultura
La giornata di sabato 8 ottobre pomeriggio è stata caratterizzata da un vento fortissimo. All’inizio non avevo pensato che agli effetti negativi di tale circostanza: pomeriggio gelido, volantini e locandine volanti, impossibilità di raccogliere le firme nella piazza. Poi ripensandoci ho capito che quel vento non era per niente, ma mi dava l’idea di ciò che l’8 settembre ha rappresentato per Orbassano e per i Comuni limitrofi: una ventata di novità.
Certo non è stata facile l’organizzazione, non è stato possibile ottenere il patrocinio del Comune seppur coinvolto nel progetto Giovani e Intercultura, ha pesato l’assenza della rappresentanza istituzionale impegnata nei progetti di cooperazione decentrata in Burkina Faso, non erano presenti diversi attori della società civile che lavorano per l’intercultura sul territorio. Tutto ciò non ha però rovinato il momento molto positivo che ha rappresentato tale evento per coloro che invece hanno preso parte alla giornata. Gli ambienti dell’oratorio di Orbassano si sono trasformati in un’energia positiva di ritmi, colori e sapori per conoscere, attraverso i laboratori offerti dal progetto alla cittadinanza, pezzi di culture lontane, dall’Africa (nelle attività nei ragazzi africani in attesa di riconoscimento dello status di rifugiati politici e ad oggi residenti a Frossasco) al Brasile (nelle attività promosse dal gruppo Senzalà di Capoeira).
|
|
| Fred Kuwornu, il regista del documentario 18 JUS SOLI |
Il momento centrale dell’evento è stata la proiezione presso il Cinema Parrocchiale della città del documentario 18 IUS SOLI, che ha veramente commosso i partecipanti. Fred Kuwornu, il regista, la guess star dell’evento, ha subito precisato che ciò che occorreva sapere vedendo il suo documentario è che lui non è Steven Spielperg (anche se in realtà ha collaborato con registi del calibro di Spike Lee) ma si è definito un attivista. Figlio dell’immigrazione da parte di padre, ha deciso veramente investirsi con il suo talento e la sua passione a favore di un progetto così importante quale la sensibilizzazione per la campagna “L’Italia sono anch’io”.
I partecipanti hanno definito il documentario un strumento straordinario di informazione, conoscenza e di diffusione delle problematiche legate alle difficoltà burocratiche in cui incappano i ragazzi delle seconde generazioni al momento del compimento del 18 anno di età e Fred sta girando l’Italia, in occasione di fiere, eventi, dibattiti, per promuovere la campagna. Per un maggiore sostegno alla campagna Fred ci ha detto di avere in cantiere la creazione di una piattaforma virtuale, dal titolo SONO NATO QUI, attraverso la quale poter informare e sensibilizzare il maggior numero di persone, con video, documentazione giuridica e percorsi didattici per le scuole, fornendo gli strumenti necessari ad un espletamento della burocrazia (nell’attesa e nella speranza che la legge proposta sia discussa e la cittadinanza per le seconde generazioni diventi un diritto automatico e non in risposta ad una domanda di ottenimento) più che mai corretto.
Nel corso della giornata presso il banchetto allestito dai ragazzi, è stato possibile raccogliere le firme a sostegno della Campagna per la presentazione di due leggi d'iniziativa popolare per i diritti di cittadinanza per chiunque sia nato o viva in Italia.
La serata si è conclusa presso l’Istituto Tecnico Sraffa di Orbassano, aperto per l’occasione di sabato sera, con uno spettacolo di percussioni offerto dai giovani africani rifugiati politici residenti a Frossasco che ci ha fatto riflettere moltissimo.
I ragazzi infatti hanno deciso di destinare i fondi raccolti attraverso la performance ad una ragazza frossaschese malata di leucemia e il senso della giornata credo mi sia apparso chiaro in quei pochi attimi in cui ho sentito tale frase.
Ho capito che creare rete nei Comuni Enndam che da anni si occupano di cooperazione decentrata non dà per forza grandi risultati nei numeri (anche se allo spettacolo hanno assistito più di 100 persone), perché coinvolgere la popolazione su aspetti che spesso sembrano solo riservati ai tecnici della cooperazione è davvero difficile. Ma che il risultato più importante è l’ideazione e la realizzazione di momenti di scambio e di confronto, ma soprattutto di conoscenza dell’altro lontano, che l’8 ottobre, grazie alla presenza di questo gruppo di africani scappato dalla guerra in Libia dove si trovava per motivi di lavoro, è stato più che mai vicino.
Ricerca tra le attività svolte in Italia
Affina la tua ricerca selezionando più voci
Chi
- Sede (196)
- Sostenitori (51)
- Reti (85)
- Altri riferimenti (4)
Regione
- Piemonte (110)
- Emilia Romagna (38)
- Lombardia (10)
- Sicilia (42)
- Lazio (8)
- Toscana (4)
- Veneto (2)
- Italia (96)
- Internazionale (25)
Cosa fa
- Acqua è vita (101)
- Giovani e Intercultura (34)
- Molla la plastica (20)
- Diritto al cibo (48)
- Educazione e formazione (69)
- Sostegno a distanza (4)
- Cinema africano (5)
- Viaggi e scambi (14)
- Eventi (110)




