Il diario di bordo della Carovana per l'Acqua: terza tappa Aprilia

Aprilia, 15 maggio 2010

Terza tappa del nostro viaggio, Aprilia. La Carovana per l'acqua organizzata dall'ong Lvia è arrivata nella città simbolo della lotta alla privatizzazione delle risorse idriche. Qui, il comitato acqua pubblica di Aprilia sta portando avanti una lotta contro Acqua Latina SpA, la società per azioni che ha in gestione il sistema idrico locale in partnership con la multinazionale francese Veolia.

Alberto de Monaco, rappresentante del Comitato acqua pubblica di Aprilia, ci spiega: "Nel 2005 abbiamo registrato aumenti delle bollette fino del 300% e sulla questione l'intera comunità si è trovata unita.  Si è formata una consapevolezza del dovere e della possibilità di cambiare le cose".
Nel 2006, il Comitato acqua pubblica ha avviato una causa legale contro Acqua Latina S.p.a. per ottenere l'annullamento dell'atto di costituzione: "Oltre all'aumento spropositato delle tariffe, la grave ingiustizia è che il Consiglio comunale di Aprilia non ha mai firmato contratti con Acqua Latina. Sono stati i soli sindaci, attraverso la Conferenza dei sindaci della provincia di Latina ad aver deciso per tutti - continua De Monaco - I cittadini non hanno riconosciuto la legittimità di questa modalità di gestione e metà dell'utenza, circa 7.000 famiglie, ha continuato a pagare l'acqua al Comune di Aprilia, ritenendo di non dover pagare al privato. La S.p.a. ha reagito decidendo di chiudere i contatori di queste famiglie. Ebbene, noi ci siamo trovati a mettere le catene ai contatori e a piantonarli, anche e soprattutto in agosto, quando la maggior parte delle persone si allontana dalle case per un periodo di vacanza".

Le battaglie del Comitato acqua pubblica di Aprilia si sono succedute con successo. Nel 2008, contro l'invio da parte della S.p.a. di 7.000 cartelle esattoriali ai cittadini: "Con l'aiuto di legali che appoggiano il Comitato, sono contropartiti 1.100 ricorsi e molti di questi si sono già conclusi  a favore dei cittadini, sancendo l'inammissibilità di questa modalità di riscossione" spiega De Monaco. Il 15 Aprile il presidente del Consiglio comunale di Aprilia ha convocato le principali tre commissioni, con all'ordine del giorno "la riconsegna dell'impianto idrico comunale da parte di Acqualatina S.p.a.". Questo anche grazie ad una sentenza del Consiglio di Stato in cui vengono ribaditi tre concetti molto chiari: i cittadini hanno la piena legittimazione di chiamare in causa una multinazionale quando questa non rispetta i loro diritti fondamentali; l'acqua non è un bene qualsiasi, deve beneficiare di una tutela superiore; e infine, che i comuni hanno il pieno titolo di decidere autonomamente come gestire le proprie risorse idriche.

Vito Restivo, responsabile Lvia Palermo e organizzatore della Carovana per l'Acqua è intervenuto e ha consegnato al Comitato di Aprilia il CD Acqua è vita, frutto della dedizione e dell'entusiasmo dei giovani alunni e degli insegnanti delle scuole siciliane impegnate con la Lvia nella sensibilizzazione sul tema dell' "acqua diritto umano fondamentale". "L'acqua è la madre di tutti i diritti. Hanno toccato quello che non dovevano! - ha affermato Vito Restivo - Noi tutti abbiamo seguito sui giornali le vicende del Comitato di Aprilia, avete fatto scuola. Quella per l'acqua è una battaglia comune per la democrazia, nella quale ci giochiamo il diritto alla cittadinanza e alla partecipazione politica, perché non dobbiamo essere sudditi, ma cittadini attivi. L'acqua è l'occasione per elevare la nostra partecipazione di cittadinanza, che qualcuno vuole mortificare Noi vogliamo dire la nostra sui diritti, e i beni comuni sono nostri diritti. Proprio a partire dall'acqua, vogliamo riappropriarci della nostra dimensione di cittadini e la carovana vuole essere  un simbolo del  ricompattamento come nazione, da sud a nord, su questo tema".

Nel corso dell'incontro, un banchetto del Comitato di Aprilia ha raccolto le firme a sostegno dei quesiti referendari promossi dal Forum nazionale acqua bene comune, che chiedono l'abrogazione delle normative che dal '94 in poi hanno spinto verso la privatizzazione dell'acqua in Italia.

Marco Bersani, rappresentante del  Forum nazionale acqua bene comune, presente all'incontro, ci ha detto: "La campagna referendaria si sta dimostrando un'esperienza  veramente straordinaria. A giorni supereremo le 500.000 firme in nemmeno un mese di raccolta. La cosa più entusiasmante sono le code di persone ai bacchetti e il fatto che sostanzialmente tutti non chiedono spiegazioni, come se già sapessero non solo cosa vanno a firmare, ma anche qual è la posta in gioco. Abbiamo sempre detto che l'acqua è un paradigma, per cui quello che si fa sull'acqua riguarda tutti i beni comuni. La cosa straordinaria è che le persone hanno capito che questi beni comuni bisogna tutelarli, c'è stato uno scatto di protagonismo collettivo di donne e uomini di questo paese.  Dieci anni fa, chi privatizzava lo rivendicava apertamente, mentre oggi chi privatizza lo nega, perché sa di non aver più il consenso sociale. Come il Ministro Ronchi, che più volte ha dichiarato che quella in corso non è una privatizzazione dell'acqua, ma semplicemente un miglioramento del servizio. Il problema ora è passare dalla vittoria culturale a quella politica. Vincere sull'acqua significa restituire speranza a donne e uomini di questo paese nell'idea che l'impegno può produrre davvero cambiamento. Insomma, qualcosa sta succedendo in questo paese ed è qualcosa finalmente di buono".

Maggiori informazioni sui quesiti referendari per l'acqua pubblica e si dove è possibile firmare: www.acquabenecomune.org
 

Il diario di bordo della Carovana per l'acqua. Le altre tappe

   

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