Il diario di bordo della Carovana per l'Acqua: seconda tappa Napoli

Napoli, 14 maggio, quartiere sanità

Napoli è la seconda tappa di questo nostro viaggio per l'acqua. La Carovanaper l’acqua  organizzata dall’Ong LVIA è arrivata nel Quartiere Sanità, tra i più problematici della città, con un alto tasso di povertà.

Da qui il Padre comboniano Alex Zanotelli porta avanti la sua battaglia in difesa dell'acqua. Da qui scrisse la sua lettera aperta, che tuonava contro i parlamentari che avevano appena votato il tanto discusso decreto Ronchi “Maledetti voi!” perché, ci ha detto padre Alex “dicendo sì alla privatizzazione, le loro  mani grondano sangue”.

Abbiamo incontrato Padre Alex presso la sede dell'associazione “Crescere insieme”, che opera con molti giovani del quartiere che vivono contesti di vita difficili, per favorirne l'inserimento sociale.

Alex Zanotelli ha spiegato: “A Napoli, il 30-40 per cento della persone non paga l'acqua e questo non è giusto perché tutti devono contribuire. Ma se l'acqua fosse privatizzata, il costo aumenterebbe fino del 300 per cento. E allora, qui chi potrebbe pagare? La soluzione proposta della social-card non è accettabile, perché significherebbe l'esistenza di cittadini di serie A e di serie B. E la peggio l'avrebbero i più poveri del mondo. Oggi, secondo i dati FAO, abbiamo 1 miliardo e 20 milioni di affamati e dai 30 ai 50 milioni di persone muoiono ogni anno, non perché non ci sia  abbastanza cibo, ma perché non hanno abbastanza soldi per comprarlo. Allora, se noi privatizziamo l'acqua, avremo nuovi morti di sete nel mondo”.

Sull'acqua siamo tutti responsabili, sostiene Alex Zanotelli, non è una questione da delegare semplicemente ai politici: “Sul problema acqua ce l'ho con tutti noi, perché oggi ha stravinto il mercato. Il mercato trasforma tutto in merce e l'unica legge che riconosce è il profitto. Questa cultura ce l'abbiamo introiettata dentro di noi, la colpa non è solo dei politici. Per questo, è necessaria una rivoluzione culturale e spirituale. L'acqua è il primo dei beni comuni, il primo diritto fondamentale. L'uomo è composto da acqua. L'acqua è l'elemento in cui nasce la vita, in cui sguazza il bambino nell'utero della mamma. Come abbiamo fatto a privatizzarla? Come ci siamo arrivati? È il risultato di una cultura di cui siamo prigionieri”.

L'acqua oggi è diventata un business. Si stima che il volume mondiale di affari per le acque minerali ammonti a 28 miliardi, gestiti da un pugno di multinazionali. Come ricorda Padre Alex “Queste multinazionali sono potentissime e fanno pressione politica sui parlamenti. Solo a Bruxelles, ci sono 15.000 persone stipendiate dalle multinazionali dell'acqua per fare pressione sui parlamentari europei: il rapporto è di 20 lobbisti per ogni  parlamentare”.

In Italia questa opera di pressione ha funzionato talmente bene da creare una situazione paradossale per cui, come ricorda padre Alex: “L'Italia ha l'acqua più buona al  mondo, ma siamo diventati il paese che consuma più acqua minerale. La Campania è la Regione in cui si beve più acqua minerale, con una  produzione di 3.5000 tonnellate di PET l'anno. Oggi l'acqua è il bene su cui è maggiormente focalizzato l'interesse delle multinazionali. Il secolo precedente questo bene era il petrolio. Hanno fiutato l'affare e dietro di loro ci sono le banche, la finanza internazionale, i soldi. Qui da noi, nella sola Sicilia il 75 per cento delle risorse idriche è già gestito da Veolia”.

Le implicazioni ambientali ed economici del costume italiano di bere acqua in bottiglia ha risvolti economici ed ambientali importanti. Il dossier 'Il far west dei canoni di concessione sulle acque minerali', presentato da Legambiente e la rivista Altraeconomia in occasione della Giornata mondiale dell'acqua, documenta che in Italia,  nel 2008 "sono stati imbottigliati 12,5 miliardi di litri di acqua, per un consumo pro capite di 194 litri, piu' del doppio della media europea e americana. Acqua di sorgente prelevata da 189 fonti da cui attingono 321 aziende imbottigliatrici che pagano spesso cifre irrisorie per realizzare poi enormi profitti, come dimostra il giro di affari di 2,3 miliardi di euro raggiunto nel 2008". Si legge inoltre, che “l'imbottigliamento di 12,5 miliardi di litri di acqua comporta l'uso di 365 mila tonnellate di Pet, un consumo di 693 mila tonnellate di petrolio e l'emissione di 950 mila tonnellate di CO2”.

“La prima bibbia che dio ci ha dato è il creato – conclude Alex Zanotelli - È un capolavoro che esiste da 4 miliardi e 600 mila anni. Questa bibbia la stiamo distruggendo. Dobbiamo recuperare il rapporto con il creato, perché tutto è vita, e la vita ci parla. E nel creato l'acqua è la madre della vita. Per questo, l'acqua deve essere gestita dai comuni, con totale capitale pubblico, non sotto forma di SpA e con minore costo possibile per utente. A questo scopo, dato che la legge di iniziativa popolare  per l'acqua pubblica che nel 2006 aveva raccolto più di 400.000 firme è rimasta nei cassetti delle camere parlamentari, non ci è rimasta che la possibilità del referendum”.

Il 24 aprile 2010, il Forum nazionale acqua bene comune ha lanciato la raccolta firme per tre quesiti con cui si vogliono abrogare tutte quelle norme che dal 1994 in poi hanno aperto le porte alla privatizzazione della gestione delle risorse idriche. A distanza di un mese, le firme raccolte sono 42.0000 firme. “Un risultato straordinario -commenta padre Alex – questa battaglia è importante. Diamoci da fare!”

Il diario di bordo della Carovana per l'acqua. Le altre tappe

   

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