| Ascolta il brano La casa di Silima |
Il brano musicale LA CASA DI SILIMA fa parte del progetto locale promosso dal nostro gruppo giovani di Latina nell’ambito del progetto nazionale promosso dalla LVIA “Giovani e intercultura: un anno di dialoghi”: una canzone realizzata per “parlare” d’intercultura e per “sperimentare” l’intercultura attraverso la musica.
A Latina abbiamo promosso una serie di attività interculturali che abbiamo chiamato “Kausò Kausa”: un’espressione araba che significa “arcobaleno”, a raffigurare il sogno di raggruppare il territorio in un arcobaleno di colori e culture diverse che si abbracciano tra di loro.
La Casa di Silima vuole esprimere questo arcobaleno attraverso la musica: una canzone interculturale che parla della difficile esistenza vissuta dagli immigrati in Italia, denunciando politiche ghettizzanti ed esclusiviste, la precarietà della loro condizione, ma anche gli atteggiamenti d’indifferenza e i pregiudizi spesso mostrati dalla nostra società in condizioni di quotidianità. Però parla anche della ricchezza e della particolarità dei luoghi e delle culture da cui provengono, e parla di un posto speciale, la casa di Silima, in cui è stata possibile la costruzione di un mondo interculturale.
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| Il gruppo di Latina ha lavorato anche con le scuole: qui raffigurato, l'evento conclusivo |
Le prime due strofe del testo, scritte prima in “bangla”, poi in “arabo” e in “francese”, sono prese da una canzone tradizionale bengalese che parla di due amici che vivono insieme serenamente, e di come la loro capacità di convivenza generi amore in tutto il mondo. Ciò vuol dire che i due amici hanno accettato e superato i reciproci conflitti e differenze e sono pronti a condividere l’esistenza in uno stesso luogo.
La Casa di Silima, da cui la canzone prende il nome, è un gruppo-appartamento presso il quale noi abbiamo svolto una parte delle attività di formazione interculturale. Il centro d’accoglienza è costituito da 12 minori di nazionalità straniera, ed è stato fondato dalla cooperativa sociale “Karibu”, con il principale scopo di creare uno spazio di promozione interculturale cercando però di garantire ai minori accolti la possibilità di reintegrarsi nella società in modo indipendente. È una famiglia dove le differenze tra i vari membri che ne fanno parte non sono punto di inciampo ma occasioni d’amore. E infatti, la preziosità di questa canzone dipende dal fatto che è stata scritta proprio in collaborazione con i ragazzi immigrati accolti in questa casa. La canzone è stata scritta nelle principali lingue parlate nella struttura, ed anche per quanto concerne la musica e la sonorità, cerca di riprendere le tradizioni musicali dei paesi di origine dei ragazzi di Silima.
In questo senso, altra importante collaborazione, è stata certamente quella con il musicista professionista di Latina, nonché nostro grande amico, Nicola Valentino Valente. Nicola ha curato l’arrangiamento e la produzione artistica del brano, dedicando gratuitamente il suo talento, la sua esperienza e il suo tempo per la realizzazione di questo piccolo ma importante progetto.
La canzone sarà impiegata per attività di sensibilizzazione e raccolta fondi che organizzeremo nel nostro territorio. Ma in particolare, sarà presentata durante la giornata interculturale conclusiva del nostro progetto locale, all’interno del progetto nazionale “Giovani e Intercultura: un anno di dialoghi”, che si svolgerà a Roma nel mese di Novembre. Il progetto è promosso dalla LVIA in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis, il partenariato di CEM Mondialità e il finanziamento del Dipartimento per la Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri.






