CANTIERE PER UN VILLAGGIO GLOBALE 2011: il racconto di una partecipante da Torino
IDENTITA':- Di fronte all'indignazione: passare all'AZIONE (Sami Basha, docente di pedagogia speciale alla Palestine University di Betlemme )
- Di fronte alla religione, spesso collusa con il potere: rispondere con la FEDE (Paolo Farinella, prete)
- Di fronte alla violenza dei conflitti: rispondere con la GESTIONE COSCIENTE dei propri pregiudizi (Andrea Cozzo e Simona Rampullo, docenti universitari, esperti in "gestione non violenta dei conflitti")
- Di fronte alla disinformazione dei media: rispondere con la CONDIVISIONE E COMPARAZIONE DELLE INFORMAZIONI (Geneviève Makaping, antropologa, giornalista e scrittrice; Salvo Vaccaro, professore universitario di Filosofia Politica presso l’Università di Palermo)
- Di fronte alla crisi economica: rispondere con stili di vita di DECRESCITA FELICE (Maurizio Pallante, saggista, ideatore del Movimento per la decrescita felice)
- Di fronte alla lamentela: rispondere con il CAMBIAMENTO SENZA SCORCIATOIE (ragazzi della comunità di recupero per tossicodipendenti Saman di Marsala e Aldo, Alcolisti Anonimi)
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Non delegare mai ad altri ciò che si può fare con il proprio impegno.
- Ricordare sempre che il 90% dei conflitti è innescato da equivoci e incomprensioni del linguaggio e che quindi possono essere risolti con la non violenza.
- Prendere consapevolezza che i pregiudizi esistono e che vanno gestiti.
- Progettare globalmente con sguardo globale, sapendo che è importante anche e soprattutto il mezzo, non solo il fine.
- Essere coerenti, denunciare e avere sguardo critico al di là delle informazioni che ci impongono.
- Continuare a riflettere su se stessi per un agire migliore.
- Mettere in atto azioni di cittadinanza attiva nel nostro singolo territorio per ritrovare il legame con la nostra terra, con i nostri specifici territori, con la natura e la cultura.
- Sensibilizzare i ragazzi, educarli alla coscienza critica, lavorare con le scuole.
- Fare da cassa di risonanza a chi vive una situazione di ingiustizia senza aver voce per denunciarla.
- Rispettare l’ambiente, amando la terra e la natura e vivendole come fossero la nostra casa.
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Ama e fai quello che vuoi
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata;
rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale;
distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva;
collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione.
La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Maurizio Pallante
Voglio rendere pubblico a Vito e Antonella, alla loro famiglia e a tutti coloro che hanno reso possibile l'edizione del Cantiere del Villaggio Globale 2011 il mio affetto e la mia gratitudine profonda.
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