CANTIERE PER UN VILLAGGIO GLOBALE 2011: il racconto di una partecipante da Torino

di Nicoletta Gorgerino
 
Il cantiere per un villaggio globale organizzato da LVIA Palermo è una vacanza “tosta”. Si prova a vivere nella massima semplicità e condivisione, a contatto profondo con la natura. Ci si immerge nel parco delle Madonie, polmone verde della Sicilia, vero unicum naturalistico per quel che concerne la biodiversità che offre, per uscirne profondamente trasformati. È un gomitolo di incontri, è una scossa profonda alla coscienza come individui e come cittadini. È un continuo domandarsi a quale cambiamento siamo chiamati, in che modo ogni giorno possiamo decidere, attraverso le nostre scelte di giovani, di percorrere quel “Piccolo Passo Possibile” per progettare un mondo diverso, non da funamboli e sognatori, ma con percorsi concreti.
 
In un post non si possono sintetizzare tutte le emozioni vissute, ma quello che mi interessa è solo incuriosire quanti hanno conosciuto i racconti, ma non hanno ancora vissuto in prima persona una tale esperienza, per scelta o perché impossibilitati. Il mio è un invito a fidarsi di chi ha provato e avere il coraggio, nelle eventuali prossime edizioni, di investire un pezzetto d'estate in questo cantiere, per ritornare con molti frutti al rientro delle vacanze.
 
IDENTITA':
Sette. Il numero della pienezza. Il numero dei ragazzi che hanno preso parte al CANTIERE PER UN VILLAGGIO GLOBALE 2011, esperienza organizzata all'interno dalla progettualità locale siciliana di Giovani e Intercultura: un anno di dialoghi nello splendido scenario delle Madonie, a pochi kilometri da Castelbuono (PA):
Alberto, Francesca, Irene, Jessica, Nicoletta, Sonia e Roberta
Tre. Il numero perfetto. Le regioni rappresentate: Piemonte, Emilia Romagna e Sicilia.
 
COSA E DOVE?
Quelli che abbiamo vissuto insieme dal 28 luglio al 5 agosto 2011 sono stati 10 giorni intensissimi. Attraverso l'incontro con giornalisti, professori universitari, economisti, capi ed esponenti religiosi che da tutt'Italia sono giunti in questo angolo di Sicilia, con rifugiati politici scappati dal dramma dei loro Paesi e ritrovatisi nel caos di Lampedusa, ma anche e soprattutto con persone comuni, le quali hanno deciso di non delegare a nessun altro il cambiamento che può dipendere da loro stessi, siamo andati al cuore di molte questioni che come giovani ci stanno a cuore, senza giochi di parole. In particolare abbiamo ragionato molto sui divari e le ingiustizie crescenti tra le persone nelle possibilità di accesso alle risorse (economiche, culturali, socio-sanitarie), al Nord come al Sud del Mondo, create e perpetrate dal sistema politico ed economico mondiale. Esse sempre sono per noi principio di indignazione, a cui non possiamo e non dobbiamo abituarci. Solo in quest’ottica la crisi che tocca tutti gli ambiti e tutti i luoghi della terra diventa una grande opportunità, nel momento in cui, di fronte a tale indignazione, scegliamo l'unica risposta vincente: passare all'azione, creativa e non violenta del cambiamento.
 
Nello specifico, abbiamo ricevuto da ogni incontro alcuni strumenti per essere VERI CITTADINI DI UN VILLAGGIO GLOBALE:
  • Di fronte all'indignazione: passare all'AZIONE (Sami Basha, docente di pedagogia speciale alla Palestine University di Betlemme )
  • Di fronte alla religione, spesso collusa con il potere: rispondere con la FEDE (Paolo Farinella, prete)
  • Di fronte alla violenza dei conflitti: rispondere con la GESTIONE COSCIENTE dei propri pregiudizi (Andrea Cozzo e Simona Rampullo, docenti universitari, esperti in "gestione non violenta dei conflitti")
  • Di fronte alla disinformazione dei media: rispondere con la CONDIVISIONE E COMPARAZIONE DELLE INFORMAZIONI (Geneviève Makaping, antropologa, giornalista e scrittrice; Salvo Vaccaro, professore universitario di Filosofia Politica presso l’Università di Palermo)
  • Di fronte alla crisi economica: rispondere con stili di vita di DECRESCITA FELICE (Maurizio Pallante, saggista, ideatore del Movimento per la decrescita felice)
  • Di fronte alla lamentela: rispondere con il CAMBIAMENTO SENZA SCORCIATOIE (ragazzi della comunità di recupero per tossicodipendenti Saman di Marsala e Aldo, Alcolisti Anonimi)
IMPEGNI:
La condivisione con storie diverse eppure così simili tra loro ci ha portato come gruppo ad elaborare una griglia di impegni che vorremmo prenderci in prima persona, ma soprattutto ci ha chiarito le idee sul fatto che è nella nostra quotidianità, nella nostra storia, nei nostri luoghi, ambienti, territori, sfruttando i nostri talenti e le nostre competenze che dobbiamo portare cambiamento.  Noi cittadini globali ci impegniamo concretamente a:
  1. Non delegare mai ad altri ciò che si può fare con il proprio impegno.
  2. Ricordare sempre che il 90% dei conflitti è innescato da equivoci e incomprensioni del linguaggio e che quindi possono essere risolti con la non violenza.
  3. Prendere consapevolezza che i pregiudizi esistono e che vanno gestiti.
  4. Progettare globalmente con sguardo globale, sapendo che è importante anche e soprattutto il mezzo, non solo il fine.
  5. Essere coerenti, denunciare e avere sguardo critico al di là delle informazioni che ci impongono.
  6. Continuare a riflettere su se stessi per un agire migliore.
  7. Mettere in atto azioni di cittadinanza attiva nel nostro singolo territorio per ritrovare il legame con la nostra terra, con i nostri specifici territori, con la natura e la cultura.
  8. Sensibilizzare i ragazzi, educarli alla coscienza critica, lavorare con le scuole.
  9. Fare da cassa di risonanza a chi vive una situazione di ingiustizia senza aver voce per denunciarla.
  10. Rispettare l’ambiente, amando la terra e la natura e vivendole come fossero la nostra casa.
  11. Ama e fai quello che vuoi 
Vorrei lasciarvi con un pezzettino de “L'elogio alla decrescita felice” di Maurizio Pallante che a me è piaciuto molto e che cerco ogni giorno di rendere vero nella mia vita, per regalarle qualità:

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata;

rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione;  attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale;

distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva;

collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione.

La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Maurizio Pallante

Voglio rendere pubblico a Vito e Antonella, alla loro famiglia e a tutti coloro che hanno reso possibile l'edizione del Cantiere del Villaggio Globale 2011 il mio affetto e la mia gratitudine profonda.

 

 

 

 

   

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