ARTE MIGRANTE a Latina

di Tommaso Carturan- operatore locale LVIA, progetto Giovani e Intercultura, a Latina.

Il giorno mercoledì 28 settembre, alle ore 17.30 presso la libreria Feltrinelli di Latina, si è svolto l’evento “Arte Migrante”. L’evento era a sostegno della campagna nazionale l’Italia sono anch’io e aveva il principale fine di promuovere l’intercultura, attraverso l’arte in generale e, in questo caso particolare, attraverso la poesia, la musica, il disegno e la fotografia.

In occasione di questa iniziativa, come gruppo locale Lvia di Latina, siamo riusciti a coinvolgere una bellissima rete di attori, che hanno collaborato aderito e promosso questo reading artistico.

Dall’associazione Mutamenti onlus, con cui abbiamo cooperato per i corsi di intercultura nelle scuole previsti dal progetto Giovani e Intercultura, a Pallastrada, un gruppo di giovani impegnato in attività di animazione presso il campo rom Al Karama. Da Letturama, ovvero un gruppo  di giovani poeti pontini, a Micro Macro, associazione che si occupa di commercio equo e solidale ma anche di educazione alla mondialità. Passando infine per il Comitato No-excuse di Latina, che ha aderito nuovamente ad una nostra iniziativa provvedendo alla presentazione del giornalino “Stand up! speciale intercultura”, già presentato alla festa dell’intercultura di questa estate.

In occasione di questa iniziativa abbiamo avuto inoltre l’onore di avere con noi il presidente dell’Ong Lunaria, Grazia Naletto, che ha illustrato al pubblico la campagna nazionale per cui eravamo sostenitori.
 
Ma è importante a questo punto relazionare riguardo coloro che sono stati i principali protagonisti di questa giornata e che hanno avuto la capacità di mettersi in gioco e di confrontarsi anche se appartenenti a culture ben lontane dalla nostra: gli artisti migranti. Ha partecipato Kamal e ci ha letto una poesia marocchina tradizionale e poi Teodora Cotoi, che in Italia si fa chiamare Stefania, che ha letto invece una splendida poesia inedita, scritta da lei e narrante quel incontro-scontro della sua esperienza migratoria. In seguito si è passati ad un intervallo musicale curato da Gabriel, simpaticissimo musicista rumeno. Nicolina, giovane mamma di origine serba, ha letto poi una poesia di Djorje Balasevic, accompagnata dalle carezze del figlio riposto tra le braccia. Yulia, giovanissima di origine Ucraina, ha letto “la vita non mi stufa ancora” di A.Puskin.
Il momento di maggior divertimento si è avuto quando Alessandro, membro di Mutamenti Onlus, ha messo in chiave di blues una ricetta riguardante la preparazione del famigerato Cous Cous. Poi Laura, studentessa della repubblica Ceca e autrice del disegno che fa da sfondo alla locandina dell’evento, ha letto una poesia di Jan Skacek. Eppure il momento di maggior intensità nonché di incredibile profondità ed eleganza è stato quello che ci ha regalato Beni, rifugiato Camerunese, che ha letto una poesia scritta da lui riguardo la violenta precarietà dell’esistenza in Africa, pachiderma malato e costellato dalle guerre.
Giunti quasi a conclusione dell’evento ci sono stati i bambini Rom provenienti dal campo Al Karama che, grazie al coordinamento dei volontari di Pallastrada, hanno letto con strabiliante entusiasmo ed esuberanza, una favola proveniente dalla loro tradizione culturale. Ma a chiudere effettivamente Arte Migrante, è stato sempre Kamal (ovvero colui che aveva aperto le danze) con una canzone tradizionale del Marocco molto bella e coinvolgente.

Insomma, una giornata stupefacente ed intensa, entusiasmante e suggestiva. Un abbraccio collettivo tra culture, organizzato in piena gratuità e semplicità, che ci ha portati alla conclusione che tutti dovremmo avere l’opportunità di considerarci Italiani. Perché l’Italia siamo tutti. L’Italia sono anch’io!

 

   

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