L'approccio LVIA per migliorare la qualità dell'ambiente e lottare contro le nuove povertà

 La gestione dei rifiuti e il riciclaggio della plastica nelle città africane
 
 
L’inquinamento provocato dai rifiuti, soprattutto quelli plastici, in forte aumento nelle città africane, sta peggiorando le condizioni igieniche e sanitarie nelle aree abitate ed è causa di nuove povertà. Gli effetti del degrado ambientale colpiscono soprattutto i quartieri periferici, dove i servizi di raccolta rifiuti sovente non arrivano: diminuisce la produttività delle terre, aumenta la mortalità infantile perché i bambini stanno a contatto con i rifiuti, e le falde acquifere sono facilmente contaminate.
La LVIA opera in sinergia con le amministrazioni locali per migliorare la gestione dei rifiuti urbani e lottare contro queste nuove forme di povertà promuovendo la raccolta differenziata, il riciclaggio della plastica, il compostaggio e l’educazione ambientale nei quartieri e nelle scuole.
In Senegal: dal 1998 nella città di Thiès (70 Km da Dakar) è attivo il Centro di trattamento e valorizzazione della plastica Proplast. Dal 2002 un centro simile è stato inaugurato nella città di Kaolack (190 Km da Dakar).
in Mozambico: dal 2006 la LVIA lavora nella più grande discarica della capitale Maputo attraverso le attività di Recicla, il Centro di riciclaggio della plastica, Fertiliza, il Centro di valorizzazione dei rifiuti organici e il progetto “Crianças da lixeira” con un centro di animazione e inserimento scolastico per i più piccoli frequentatori della discarica.
in Burkina Faso: dal 2005 è attivo un Centro di trattamento e valorizzazione della plastica nella capitale Ouagadougou.
in Mauritania: dal 2005 è attivo a Nouakchott il progetto Zazou per la valorizzazione della plastica attraverso l’apertura di un Centro di trattamento e valorizzazione.
 
Gli interventi proposti dalla LVIA, a seguito di studi tecnici dei contesti sociali ed economici locali, promuovono il riciclaggio delle materie plastiche come strumento di lotta alla povertà e ambito di economia sociale e sostenibile e l’educazione ambientale per la crescita della consapevolezza collettiva della necessità di una gestione razionale dei rifiuti plastici.
La proposta, date le sue molteplici implicazioni (ambientale, economica, sociale, educativa) ha suscitato l’interesse di molte città africane e diverse municipalità si sono rivolte alla LVIA per valutare la fattibilità di interventi simili.  
 La pubblicazione è disponibile in diverse lingue:       
Questo sistema rappresenta:
Un’opportunità di imprenditoria ambientale e sociale
I Centri offrono l’occasione per promuovere forme di economie sostenibili, rispettose dell’ambiente e delle esigenze sociali. Delle soluzioni economiche appropriate ai contesti locali.
Un’opportunità per le municipalità
I Centri rafforzano i piani di sviluppo urbano predisposti dalle municipalità, responsabili della qualità dell’ambiente di vita dei cittadini.
Un’opportunità di reddito per la popolazione
I Centri acquistano i rifiuti plastici dalla popolazione, che ha così la possibilità di integrare il reddito familiare con l’attività di raccolta rifiuti.
Un’opportunità di lavoro
I Centri creano opportunità di lavoro per fasce sociali vulnerabili, promuovendo la formazione, l’accompagnamento professionale e l’auto-organizzazione in cooperative.
Un’opportunità per le donne
Sono soprattutto le donne ad essere impiegate nei Centri: qui trovano una possibilità di crescita professionale e di inserimento sociale.
Un’opportunità di educazione ambientale
Intorno ai Centri si sviluppano programmi di educazione e informazione sui temi dello sviluppo sostenibile, con animazioni nei quartieri, spettacoli teatrali e musicali, comunicazioni radio-televisive, campagne e percorsi didattici nelle scuole.
Un’opportunità di scambio tra comunità italiane e africane
Gli scambi istituzionali, tecnici e educativi tra municipalità, imprese, associazioni e scuole che sono nati intorno ai Centri, hanno visto il concretizzarsi di progetti di cooperazione decentrata sulla gestione dei rifiuti tra comunità italiane e africane.
In particolare, nell’ambito del “Programma Sahel” della Regione Piemonte, diversi enti locali, con l’accompagnamento della LVIA, si sono mossi in questa direzione.
 
 
Energie rinnovabili per lo sviluppo rurale
Due miliardi di persone, per la maggior parte nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, vivono senza elettricità. È più di due volte la popolazione dell’Unione Europea e degli Stati Uniti messi insieme. Estendere le linee elettriche delle città risulta sovente troppo costoso per i Governi .
La mancanza di energia comporta uno stato perenne di povertà. I contadini, ad esempio, perdono l’opportunità di vendere sul mercato i prodotti della terra perché non possono trasformare e conservare gli alimenti; i centri sanitari non riescono ad agire con efficienza e il buio rende difficile qualsiasi attività, compresa la possibilità di leggere e studiare.
Per questo, con il progetto Energy facility in Etiopia, la LVIA promuove l’utilizzo di forme di energia alternativa facilmente gestibili dalle comunità dei villaggi, utilizzando delle tecnologie a basso impatto ambientale e a basso costo, come centraline idrolettriche e schemi di biogas.
   

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