L'approccio LVIA verso la sovranità alimentare

Come afferma la FAO, oltre un miliardo di persone soffre di malnutrizione in un mondo che in realtà produce abbastanza cibo da sfamare l'intera popolazione del pianeta. Il dogma secondo cui basta basta aumentare la produzione per arrivare alla sicurezza alimentare è in parte sbagliato, o meglio insufficiente a spiegare il tutto. Il nodo vero è come debellare la povertà e quindi come garantire un più equo accesso al cibo. Dove è a livelli minimi, come in molti contesti in cui la LVIA opera in Africa, dobbiamo anche operare per aumentare la produzione, ma questa dinamica deve essere parte di una strategia tesa all'aumento del reddito dei produttori, al rafforzamento delle organizzazioni contadine e più in generale allo sviluppo rurale.
 
La strategia LVIA:
  • Rafforzare le filiere locali supportando i contadini nel rimuovere i fattori che limitano la produzione e la commercializzazione dei propri prodotti: la capacità di vendere ad un prezzo equo è condizione indispensabile affinché i contadini possano avviare uno sviluppo economico.
  • Aiutare i contadini nel mantenere le colture locali che meglio si adattano alle condizioni ambientali e alla difesa della biodiversità.
  • Sostenere un modello di agricoltura familiare e promuovere la piccola impresa agricola che produca cibo sicuro.
  • Formare i produttori locali favorendo l’adozione di tecniche produttive e ambientali più valide e creare delle equipe locali capaci di guidare questi processi.
  • Appoggiare la creazione e il consolidamento di associazioni e movimenti contadini perché possano essere sempre più attori capaci di presentare e difendere le istanze e i bisogni del mondo contadino.
Lo sviluppo di una produzione alimentare di questo tipo è rispettosa dell’ambiente e radicata e sul territorio, diminuisce la dipendenza dalle importazioni e mitiga la povertà, innescando dinamiche di sviluppo economico all’interno della comunità locale. Una produzione sostenibile e non dipendente dagli aiuti internazionali, capace di diversificare le economie rurali e raggiungere una reale sovranità alimentare.  
Anche in Europa, la LVIA opera con attività di  lobbying e advocacy e lavora con le reti contadine del Sud e del Nord del mondo per promuovere nuove politiche agricole a sostegno dei piccoli agricoltori e dell’agricoltura locale.
 
Sovranità Alimentare: è un’espressione coniata nell’ultimo decennio – celebre la Dichiarazione del 2001 de La Via Campesina – per indicare il diritto dei popoli non solo a consumare cibo sicuro e sufficiente, ma soprattutto a scegliere il proprio cibo, vale a dire a definire le proprie strategie e politiche agricole. La sovranità alimentare è una questione di diritti, perché riguarda il diritto all’autodeterminazione dei popoli nel gestire le risorse del proprio territorio; di modelli produttivi, che devono essere centrati sulle economie locali, rispettosi degli equilibri naturali e delle tradizioni culturali; di politiche, perché si relaziona con il fatto che siano praticate politiche agricole coerenti a livello locale e nazionale. Infine è una questione di metodologia di intervento, perché sottende la costruzione di relazioni fondate sui principi di equità e responsabilità.
   

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