Albania - scheda paese
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L’Albania è situata sul versante occidentale della Penisola Balcanica. Confina al Nord con il nuovo stato del Montenegro, ad Est con la regione formalmente Serba del Kosovo e la Macedonia, a Sud con la Grecia. Ha una superficie di 28.748 Kmq ed una popolazione di circa 3.300.000 abitanti. Altri 3.000.000 albanesi vivevano in Kosovo, Serbia, Montenegro, Grecia, Italia, in varie parti dei Balcani e negli Stati Uniti già prima dell’emigrazione dovuta alle vicende recenti del Paese. Il canale di Otranto che divide l’Albania dalle coste pugliesi è ampio solo 72 km.
L’Albania è costituita da una serie di vallate che collegano la costa alle zone montagnose dell’interno ed alle regioni centrali dei Balcani. Al Nord del paese le montagne più alte (Alpi Albanesi) superano i 2000 metri. Ricche di boschi e d’acqua , alimentano grandi fiumi che scendono nella vasta pianura (200 km) lungo la costa adriatica.
L’Albania vanta una civiltà molto antica. I progenitori degli albanesi sono gli Illiri che nel 350 a.C. nella zona di Scutari (Nord Albania) fecero sorgere un regno indipendente. Nelle regioni meridionali si stabilirono delle colonie greche (Durazzo, Apollonia). Le guerre di Roma per la conquista dell’Albania si conclusero solo nel 168 a.C.. Soggetta a successive invasioni e spartizioni dal 1388 venne occupata dall’impero ottomano, ma grazie all’eroe nazionale Giorgio Castriota, detto Scanderberg (1403-1467) figlio del capo tribù dei Mirditi, risorse lo spirito di indipendenza ed orgoglio nazionale che portò ad una dura e vittoriosa lotta contro l’invasore. Il vessillo dei Castrioti è l’aquila nera bicipite in campo rosso che divenne bandiera nazionale. L’Albania cadde, poi, sotto dominazione turca e l’islam entrò nella vita degli albanesi. Gli ortodossi nel sud del paese, restarono soggetti all’autorità spirituale del patriarca greco. I cattolici conservarono la propria fede nelle montagne del Nord Albania.
Tutto l’ottocento fu caratterizzato dal risollevarsi dello spirito di libertà e autonomia che portò all’indipendenza nel 1912. Nel 1920 l’Albania fu ammessa alla Società delle Nazioni. L’occupazione italiana sostenne la monarchia di re Ahmed Zog (1895-1961) sino al 1939 quando la corona fu assunta da Vittorio Emanuele III. La guerra di liberazione dal regime nazi-fascista fu cruciale per il futuro dell’Albania, alle prime avvisaglie di capitolazione dell’esercito occupante le forze militarmente più coese e forti furono quelle del partito comunista albanese. Dopo la seconda guerra mondiale, l’Albania si trovò isolata dall’occidente sotto la protezione dei regimi comunisti dei Balcani e della Russia, che fornirono aiuti economici e militari al regime. Dal 1978 il dittatore Enver Hoxha isolò completamente il paese rompendo anche con la Cina con conseguenze pesanti per lo sviluppo economico, sociale e culturale del paese.
Il successore di Hoxha designato nel 1982, Ramiz Alia, dovette rassegnarsi all’esplosione d’insofferenza popolare nel 1990, al massiccio esodo (50.000 persone verso l’Italia) di fronte alla crisi economica e di regime. Le prime elezioni libere del marzo 1991 hanno portato ad un nuovo governo ed alla costituzione di una repubblica parlamentare.
Il cammino di crescita e rafforzamento della democrazia nel Paese ha visto momenti di difficoltà interna e esterna culminate nella rivolta del 1997, dovuta allo scandalo delle finanziarie che ha coinvolto elementi del governo.
In seguito gli albanesi hanno dovuto affrontare la crisi kosovara e l’emergenza dei profughi. L’Albania, aiutata e sostenuta dalla comunità internazionale ed in particolare dall’Italia, ha superato queste crisi e si avvia a diventare un Paese integrato all’occidente, con un governo impegnato a dare regole certe e a farle rispettare.
Risolto il problema della sicurezza e dell’ordine pubblico, restano i problemi legati alla ricostruzione dello Stato e del tessuto economico, produttivo e dei servizi, senza tralasciare i problemi sociali. Sono state avviate riforme volte al decentramento amministrativo e fiscale. Molto positiva è stata l’opera di alcuni sindaci che hanno riportato ordine e dignità nelle città cadute nell’anarchia e nel caos (Tirana e Scutari in particolare). Le ultime elezioni politiche del luglio 2005 hanno visto il ritorno di Sali Berisha, uomo del Nord che ha democraticamente sconfitto il leader socialista. Nel prossimo futuro ci si attende il ricambio generazionale degli organi dirigenti del paese che dovranno concretizzare le aspirazioni legate all’ingresso del paese nella Unione Europea.
Si stanno realizzando interventi importanti nelle infrastrutture del Paese (strade, acquedotti, elettrificazione) ed il governo conta sulle rimesse degli immigrati e sulla Cooperazione internazionale per lo sviluppo sia delle attività economiche (edilizia, commercio ed agricoltura) che di quelle in ambito sociale. Il fenomeno dell’emigrazione si sta stabilizzando anche se rimangono i problemi legati all’esodo dei quadri più qualificati ed alla necessità di ridare fiducia a chi è rimasto, sul futuro sviluppo del Paese. Si devono combattere le spinte conservatrici della società e la corruzione.
L’Albania guarda con ottimismo all’ingresso nella Comunità europea. La vita nel Nord del paese è migliorata da quando si è passati da 10 ore di elettricità al giorno a 24. Il paese si è aperto con fiducia al turismo grazie alla sua vicinanza, l’accessibilità nei costi e le potenzialità ambientali




