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Mozambico - Scheda Paese

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Il Mozambico è localizzato nella zona sud orientale del continente africano. Bagnato ad est dall’Oceano Indiano, confina con la Tanzania a nord, il Malawi a nord e ad ovest, lo Zambia a nord-ovest, lo Zimbabwe a ovest, il Sudafrica e lo Swaziland a sud-ovest. Ha una superficie di circa 800.000 km2, pari a circa due volte e mezza quella dell’Italia.

Il territorio mozambicano è costituito da una fascia costiera pianeggiante e arida. L’entroterra, più fertile e densamente popolato, si alza invece in maniera omogenea e, ad eccezione delle valli fluviali la più importante delle quali è quella dello Zambesi che divide in due il Mozambico, arriva fino ad altitudini che oscillano in media fra i 900 e 1.300 metri, con punte oltre i 2.400 m slm. Il clima è subtropicale secco a nord e nella fascia centrale, monsonico sulla costa meridionale. Le piogge portate dagli alisei, venti costanti provenienti da sud-est, sono scarse all'interno e più abbondanti sulla costa sud-orientale. Situata all'estremità meridionale del paese si trova la capitale Maputo che vanta una popolazione ufficiale di 1.090.000 abitanti, ma gli “stimati” sono quasi il doppio. Il Mozambico è una Repubblica Presidenziale.

Furono i portoghesi i primi occidentali ad arrivare in Mozambico nel secolo XV. Inizialmente essi si limitarono a commerciare e fare affari con l'impero di “Mononantapa", ma dal 1692 instaurarono un sistema feudale costruendo anche delle fortezze per svolgere in modo sicuro il commercio e cercare l'oro nell'interno del Paese. La dichiarazione di vera e propria colonia portoghese avvenne però solo nel 1752, da questa triste data iniziò un purtroppo molto fiorente commercio di schiavi durato sino al recente 1912: il bilancio finale di tale turpe attività è stato di circa 3 milioni di persone deportate a lavorare nelle piantagioni di zucchero in Brasile e Cuba. Con la salita al potere di Salazar il destino di colonia per il Mozambico venne definitivamente sancito.
In questo periodo iniziò per il Mozambico un periodo di relativa stabilità politica che però non produsse nessun tipo di vantaggio concreto per la popolazione locale, anzi, il governo prese alcune misure che ebbero solo l'effetto di scoraggiare gli investimenti esteri a danno dell’economia locale.

Nel 1962 nacque la Frelimo, il Fronte di Liberazione Nazionale Mozambicana che, a partire dal nord del paese nelle Province del Nassa e di Cabo Delgado, organizzò la lotta armata di liberazione dall’oppressore portoghese. Con la vittoria finale, nel 1975, terminarono 500 anni di colonialismo: il primo presidente fu Samora Moises Machel, che instaurò un regime di stampo marxista-sovietico e ottenne cosi l’appoggio russo. Nel 1977 si costituì la Renamo (Resistencia National Moçambicana) che con l'appoggio finanziario di ex coloni portoghesi, ma soprattutto di sudafricani e della Rhodesia (attuale Zimbabwe), cominciò a praticare la guerriglia nel Paese. Nel 1976 furono chiusi i confini con la Rhodesia al fine di sostenere la lotta per l'indipendenza di quest’ultima, ma il governo coloniale bianco di Yan Smith rispose incrementando il supporto all'azione dei guerriglieri della Renamo che distrussero caserme, strade, scuole e ospedali.
Iniziò così la guerra civile che durerà fino all'ottobre 1992, provocando distruzione e morte in tutto il paese: migliaia di mozambicani trovarono rifugio nei paesi vicini (Zambia, Malawi e lo stesso Zimbabwe) per sfuggire alle rappresaglie di entrambe le parti, ovvero la Frelimo e la Renamo. Dopo la morte del leader Samora Machel, avvenuta nel 1986 in un incidente aereo le cui cause non furono mai chiarite, venne proclamato presidente Joaquim Alberto Chissano.

Nel 1990 fu varata una nuova Costituzione che introduceva il multipartitismo e l'economia di mercato e nel 1992, con gli accordi di pace siglati a Roma, la guerriglia terminò.

Il 27-29 ottobre 1994 si svolsero le prime elezioni multipartitiche. La Frelimo vinse le elezioni con il 44,3% dei voti e fu eletto presidente Joaquin A. Chissano. Mentre la Renamo, guidata da Alfonso Dhlakama, ottenne il 33,7% e la conquista della legittimazione come partito politico. Con queste votazioni è iniziata una nuova era per il Mozambico. Le ultime elezioni amministrative politiche del 2004, sono state caratterizzate da un forte assenteismo ( solo il 15% della popolazione si è presentata alle urne) e hanno riconfermato la situazione politica precedente, con la vittoria della Frelimo e con Armando Guebuza nuovo presidente, che dovrebbe garantire la continuità e il consolidamento del processo democratico.
 
Il Mozambico è uno dei paesi più poveri del mondo ed è uno dei più dipendenti dagli aiuti internazionali. L'economia del paese si basa principalmente sull'agricoltura: l’82,6% della popolazione femminile è impegnata nel settore rurale, principalmente coltivazioni di cotone e anacardi, e sull'industria della pesca che ha un buon potenziale di sviluppo. Le risorse minerarie rimangono ancora attualmente poco sfruttate, pur essendo il sottosuolo molto ricco, e l'apparato industriale si basa quasi esclusivamente sull'industria manifatturiera.
Anche il turismo, che costituiva un' importante risorsa per il paese, è stato completamente distrutto dalla guerra civile ed ora è in fase di ripresa, ostacolato anche dalla presenza delle mine anti-uomo sul suolo mozambicano (da 350.000 a 2 milioni). Aggravano non poco la situazione le siccità (disastrose quelle del 2002 e del 2003) e le inondazioni, che non di rado colpiscono il paese (ricordiamo il ciclone del 2000 che ha colpito la zona Sud del paese e l’alluvione provoca dallo straripamento del fiume Zambesi nel 2001). Inoltre, il conflitto interno ha spinto la popolazione rurale verso le città e le coste causando sovraffollamento, epidemie, inquinamento dell'acqua e desertificazione delle zone rurali abbandonate.

In Mozambico sono presenti 16 gruppi etnici principali. Il più rilevante è quello dei macua nelle province settentrionali; seguono quello dei maconde, anche loro al nord, i sena, provenienti dalle regioni centrali, e gli Changana, che predominano nelle regioni meridionali. Vi è anche una ridotta popolazione di portoghesi autoctoni (meno dell'1%) e un piccolo numero di residenti europei (0,06%) e asiatici (0,08%). Ognuno dei principali gruppi etnici ha la propria lingua (sono comunque quasi tutte di origine bantu), mentre la lingua ufficiale è il portoghese. La popolazione stimata è di 21,6 milioni di abitanti (The World Factbook 2009), con una densità relativamente bassa (circa 27 ab./km2) ed un tasso di crescita della popolazione intorno al 1,8 % medio annuo. La speranza di vita alla nascita è stimata essere intorno ai 41,18 anni (40,53 anni per le donne e 41,83 anni per gli uomini nel 2003); il tasso di alfabetizzazione è il 47,8% della popolazione adulta. La popolazione urbana rappresenta il 37% (dati World Factbook 2008), più di 3.700.000 persone (pari al 17% della popolazione) sono concentrati nella provincia di Maputo, meta dell’inarrestabile esodo dalle campagne, più del 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà assoluta.
 

 

   

 

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