G8 - G20 nulla di fatto

Delusione e rabbia delle ong per il nulla di fatto al G8-G20 in Canada. "In assenza di misure regolatrici imposte alla finanza internazionale concede tempo prezioso agli speculatori per continuare a trarre enormi profitti scaricandone i costi sulle fasce deboli, e le economie vulnerabili del Sud del mondo" sottolinea Sergio Marelli, Segretario Generale della Focsiv, federazione di cui LVIA è parte, presente al Vertice.

Ad ogni successivo Vertice un passo indietro. Ormai sembra essere questa la logica degli appuntamenti delle 20 maggiori economie del pianeta. Venti capi di Stato e di Governo che rappresentando il 90% della ricchezza mondiale ed il 75% del totale della popolazione potrebbero compiere atti decisivi per uscire dalla drammatica crisi in cui versa l'economia globale. E invece nulla". Il Segretario Generale della Focsiv, commenta così la dichiarazione finale del G20 diffusa ieri alla stampa. Una dichiarazione che rinviando ogni decisione al prossimo appuntamento di novembre a Seoul, "in assenza di misure regolatrici imposte alla finanza internazionale concede tempo prezioso agli speculatori internazionali per continuare ad agire indisturbati e a trarre enormi profitti scaricandone i costi sulle fasce deboli, i piccoli risparmiatori e le economie vulnerabili del Sud del mondo" sottolinea Marelli.

"I Governi dei G20 a Toronto hanno ancora una volta dimostrato di essere comparse dei veri attori della scena internazionale che restano i grandi finanzieri e gli speculatori privi di scrupoli che speculano sulla pelle di chi perde il lavoro nei paesi ricchi e di chi non lo ha mai avuto nelle tante realtà povere dei Paesi in Via Sviluppo", conclude il Segretario Generale della Focsiv.

Secondo la Focsiv già il documento finale del G8 era nullo. "Solo laconiche reiterazioni a mantenere gli impegni assunti con il vertice di Gleneagles del 2005" sostiene ancora Sergio Marelli, presente al summit canadese. Unica novità degna di nota è l'iniziativa per la salute materno infantile. "Anche su questa però non c'è al momento nessun dato economico che riguardi l'impegno concreto italiano" sottolinea Marelli.

"E' come se il G8 avesse finito la benzina cinque anni fa. Gleneagles sembra essere l'ultimo atto di una commedia che se non fosse recitata sulla pelle del miliardo di persone che soffrono la fame, sarebbe solamente un po' grottesca" attacca Marelli.

"L'enfasi data al Rapporto sull'accountability, ovvero su quanto sin qui realizzato dai G8 rispetto agli impegni assunti nei vertici precedenti, è una ulteriore dimostrazione di come anche le cifre e i dati siano un'opinione. I 6.5 miliardi spesi per L'Aquila Food Security Initiative rispetto ai 22 promessi lo scorso anno così come i 5 miliardi promessi ieri per la Muskoka Initiative in materia di salute materno infantile lasciano l'ambiguità tra quanto realmente siano denari nuovi messi a disposizione o piuttosto operazioni contabili di riciclaggio di fondi già stanziati e spesi", spiega il Segretario Generale della Focsiv.

"Per questo sosteniamo la proposta avanzata da Sarkozy affinché per il prossimo G8 del 2011 che si terrà in Francia il rapporto sull'accountability sia redatto dai Paesi beneficiari e non unicamente da quelli donatori, come fatto per questo G8 in Canada. Noi ong con i nostri partner locali ci faremo carico di una vera e propria operazione verità che insieme ai paesi in via di sviluppo smascheri i trucchi e le manipolazioni dei dati fatte da chi può spendere per davvero 1 miliardo di dollari per organizzare un summit ma non per sfamare milioni di persone", conclude Marelli.

   

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