Burkina Faso - Scheda Paese

La Repubblica del Burkina Faso è situata nell’Africa occidentale, nella zona saheliana. Il Paese confina a Nord con il Mali, ad Est con il Niger e con il Benin, a Sud con il Togo e il Ghana ed a Sud-Ovest con la Costa d’Avorio.
Ha una superficie di 274.200 km2, poco meno estesa dell’Italia. Il suo territorio è generalmente pianeggiante: nelle zone centrali del Paese si estende il cosiddetto “plateau mossi” (tavolato del popolo mossi), mentre in quelle sud-occidentali sono presenti alcuni modesti rilievi (750 metri la cima più elevata) e l’interessante falesia di Banfora. La vegetazione nel nord è tipica della savana arbustiva e arborata mentre nel sud, verso la Costa d’Avorio, sono ancora presenti boscaglie e foreste a galleria. La copertura vegetale è però sottoposta ad un processo di degradazione evidente e le piogge torrenziali contribuiscono all’erosione e all’impoverimento organico del terreno. Le terre arabili sono solo il 13% circa dell’intera superficie.
Il clima è tropicale di tipo sudanese, in cui si alterna una breve stagione delle piogge (da maggio a settembre) ad una più lunga stagione secca (da settembre a maggio). Nei mesi più caldi (aprile - maggio) le temperature si assestano tra i 43° ed i 45° gradi. L’escursione termica tra il giorno e la notte è esigua. La pluviometria varia tra il nord ed il sud del Paese ed è generalmente compresa tra i 300 ed i 1.100 mm annui.
Il Burkina Faso è una repubblica presidenziale in cui è presente il multipartitismo. La sua capitale è Ouagadougou, dove vivono circa 1,2 milioni di abitanti. Da un punto di vista amministrativo, il territorio nazionale è suddiviso in 45 Province, 350 dipartimenti e 8.205 villaggi. I capoluoghi di provincia sono anche sedi di Comuni, così come i dipartimenti i cui villaggi raggruppati superano i 10.000 abitanti. I Comuni a loro volta vengono suddivisi in “comuni di pieno esercizio” o in “comuni di medio esercizio”. Nei primi sono annoverati tutti i comuni il cui budget annuale supera i 15 milioni di franchi CFA (solo due nel ‘96). Il Paese raggiunse l’indipendenza dalla Francia nel 1960, con il nome di Alto Volta e capitale Ouagadougou (il nome Burkina Faso, che significa “Terra degli Uomini Integri”, fu assunto solo dal 1984). Dal 1966 al 1987 si susseguirono azioni di forza che portarono alla guida del Paese numerose personalità, che comunque orientarono il Governo decisamente verso una politica marxista-leninista. Questo cambiamento radicale fu imposto alla società tradizionale con metodi coercitivi. Dal 1987 il Paese visse una difficile fase di transizione verso le riforme democratiche che portarono nel 1991 al riconoscimento ufficiale dei partiti politici, alle elezioni presidenziali e nel 1992, a quelle legislative. Da allora il Burkina ha conosciuto una relativa stabilità politica e sociale.
Dal punto di vista demografico, il Paese ha una popolazione di 12,6 milioni abitanti circa di cui quasi metà - il 48,5% - è rappresentato dalla popolazione al di sotto dei 15 anni di età (UNDP, 2002). Il tasso di crescita complessivo della popolazione si attesta intorno al 3% annuo. La popolazione è suddivisa in una sessantina di etnie che convivono senza particolari tensioni. L’etnia dominante è composta dai Mossi (48%), seguita dai Peul (8%), dai Gourmantché (7%), dai Bobo (7%) e dai Gourounsi (6%). La religione predominante nel paese è quella musulmana (50% della popolazione), seguita da quelle animistiche africane (40%) e da quella cristiana (10%, prevalentemente cattolici). Il tasso di scolarizzazione, definito come la percentuale della popolazione con età superiore ai 15 anni in grado di leggere e scrivere, è solo del 12,8%. L’aspettativa di vita si colloca appena oltre la soglia dei 45 anni.
Economicamente, il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri al mondo con un PIL pari a 12,8 miliardi di dollari e un reddito procapite pari a 1.140 dollari (UNDP, 2002). Il rapporto sullo sviluppo umano elaborato dal PNUD (base dati 2002) ha posto il Burkina al 175° posto, su 177 paesi, per il livello di sviluppo delle risorse umane. Il settore principale dell’economia è l’agricoltura (prevalentemente di sussistenza) che produce il 31% del PIL e occupa quasi il 90% della forza lavoro. La sua produzione è influenzata in modo significativo dal livello delle precipitazioni e dalle frequenti siccità. I principali prodotti sono: cotone (che costituisce il 50% delle esportazioni), arachidi (destinate prevalentemente al mercato interno), anacardi, sesamo, sorgo, miglio, granoturco e riso.
Il settore industriale, dominato dalle poco efficienti aziende di stato, produce il 28% del PIL e occupa il 4% della forza lavoro, mentre il terziario produce il restante 41%. Le condizioni precarie dell’economia, ed in particolar modo dell’agricoltura, hanno dato origine a flussi migratori dalla campagna verso le città e verso i paesi confinanti, primi tra tutti il Ghana e la Costa d’Avorio.
A partire dal 1995 il Paese è impegnato in una serie di riforme economiche sotto la spinta del Fondo Monetario Internazionale, che mirano ad una diversificazione e liberalizzazione della produzione e ad attrarre investimenti esteri. La forte svalutazione del Franco CFA realizzata nel 1994 ha dato un forte impulso alla crescita economica e alle esportazioni.
Le esportazioni burkinabé si riducono principalmente ad alcuni prodotti agricoli (cotone in primo luogo) e minerari, richiesti in particolare da Francia e Costa d’Avorio. L’esigua diversificazione delle esportazioni e del mercato, così come la forte concorrenza esterna, rendono vulnerabili i prodotti esportati sui mercati internazionali.
Obiettivi primari della politica economica del Governo rimangono il mantenimento di bassi livelli di inflazione, la riduzione del debito commerciale e la prosecuzione delle riforme per attrarre gli investimenti esteri. 
   

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