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Il Paese in Breve
La Repubblica della Guinea Conakry si affaccia sull'Oceano Atlantico a ovest e confina con la Guinea Bissau a nord-ovest,
col Senegal a nord, con il Mali a nord e a nord-est, con la Costa d'Avorio a sud-est, con la Liberia e la Sierra Leone a sud.
Rappresenta l’essenza dell’Africa Occidentale, divisa com’è in 4 regioni naturali, ciascuna con una specifica vegetazione e
un clima particolare: la fascia costiera, la Guinea centrale, l’alta Guinea e la Guinea boschiva. Il monte Nimba (1752 m)
è il punto più elevato dell’Africa Occidentale.
Il clima è tropicale ed umido con una stagione delle piogge (da maggio a ottobre) ed una secca
(da novembre ad aprile). I mesi più caldi sono quelli di aprile e maggio (32°-35°C), mentre in agosto si hanno le
temperature più miti (27-28°C). Il territorio è generalmente pianeggiante lungo la costa e montagnoso nell’interno.
La superficie totale è di circa 245.860 kmq.
La popolazione della Guinea Conakry si attesta su valori di circa 9.402.000 (United Nations Populration
Division, World Population Prospects 2005) inclusi i rifugiati e i residenti stranieri. Il tasso di crescita annuale è del
2.17% e la densità di popolazione è di 38 ab/km2. Gli indici di sviluppo umano, elaborati dall'UNDP sono fra i più bassi al
mondo e l'aspettativa di vita supera di poco i 53 anni (dati UNDP, 2005).
Almeno fino a quando la regione non entrò per la prima volta in contatto con il commercio europeo,
il territorio che costituisce oggi la Repubblica di Guinea, tra il X e il XV secolo, fece parte di diverse entità politiche
dell’Africa Occidentale, tra cui il Ghana, il Mali, e l’Impero Songhai. Il periodo coloniale ebbe inizio con la penetrazione
militare della Francia in territorio africano intorno alla metà del XIX secolo. Nel 1898, riuscendo a sconfiggere
l’esercito di Almamy Samory Touré, la Francia assunse il controllo della Guinea e delle aree adiacenti, e tra la fine del
XIX secolo e l’inizio del XX secolo, negoziò gli attuali confini del paese con gli inglesi rispetto alla Sierra Leone,
con i Portoghesi rispetto alle loro colonie in Guinea (oggi Guinea-Bissau), e con la Liberia.
Nel 1958, guidata da Ahmed Sékou Touré, capo del partito Democratico di Guinea (PDG) e vincitore di
56 dei 60 seggi nelle elezioni territoriali del 1957, la popolazione rifiutò con plebiscito di far parte della Colonia
Francese. Il 2 ottobre del 1958, la Guinea si proclamò Repubblica sovrana e indipendente, con Sékou Touré come Presidente.
Con il nuovo leader, il Paese dovette misurarsi con un regime dittatoriale mono-partitico, un’economia socialista chiusa
verso l’esterno, ripetute violazioni dei diritti umani ed una scarsa tolleranza verso la libertà di espressione e
l’opposizione politica, crudelmente repressa. La paranoia di Tourè portò, inoltre, allo sgretolamento delle relazioni con
le nazioni straniere, inclusi i vicini Stati africani, aumentando l’isolamento e devastando ulteriormente l’economia,
mentre la forte repressione imposta dal regime costrinse più di un milione di guineani all’esilio.
Sékou Touré e il PDG rimasero al potere fino alla sua morte, avvenuta il 3 aprile del 1984.
Una giunta Militare – il Military Committee of National Recovery (CMRN) – guidata dal colonnello Lansana Conté,
si impadronì del potere una settimana dopo la morte del leader proclamando la Seconda Repubblica. Tra le riforme
annunciate dal CMRN fu completamente riorganizzato il sistema giudiziario e liberalizzata l’economia. Inoltre,
venne formato un parlamento di transizione, il "Transitional Council for National Recovery" (CTRN), che definì i
caratteri della nuova costituzione (La Loi Fondamental) e portò all’istituzione della Corte Suprema nel 1990.
Le prime elezioni presidenziali multi-partitiche del paese si svolsero nel 1993, seguite due anni più
tardi da quelle legislative e municipali. Il Partito per l’Unità e il Progresso (PUP) di Conté vinse 76 dei 114 seggi
nell’Assemblea Nazionale, tra le rivendicazioni di irregolarità da parte dell’opposizione e le corruzione governativa.
Nel Febbraio del 1996, in un quadro di insoddisfazione generale, diverse migliaia di soldati insorsero a
Conakry, distruggendo gli uffici presidenziali e coinvolgendo a morte diversi civili. Il tentativo di trasformare la
rivolta in un colpo di stato, fu stroncato dal Presidente Conté che rispose nominando un nuovo Governo come prima parte di
una serie di riforme. Le elezioni del dicembre 1998, lo confermarono per altri 5 anni al potere, ma la vittoria elettorale
ed il miglioramento delle condizioni economiche del paese nel corso del 1999, lo spinsero a tornare sui suoi passi
apportando ampi e progressivi cambiamenti che portarono ad un aumento della corruzione e al rallentamento delle riforme
economiche e politiche.
Nel settembre 2000, il Revolutionary United Front (RUF), sostenuto dal Presidente della Liberia
Charles Taylor, cominciò a sferrare attacchi su larga scala all’interno del paese dalla Sierra Leone e dalla Liberia.
Il RUF, conosciuto per la tattica brutale utilizzata nei dieci lunghi anni di guerra civile in Sierra Leone, operò con il
supporto materiale e finanziario del Governo liberiano e dei suoi alleati.
Le elezioni legislative programmate per il 2000 furono posticipate. Nel novembre del 2001, un referendum
popolare, che molti osservatori riconobbero essere viziato, emendò la costituzione per permettere al Presidente ancora in
carica di concorrere per un illimitato numero di turni elettorali, ed estendere la durata del mandato da 5 a 7 anni.
Le seconde elezioni legislative, si conclusero al terzo turno nel dicembre 2003. Il Partito
per l’Unità e il Progresso di Lansana Conté e i partiti associati furono riconfermati al potere. La gran parte dei partiti
di opposizione boicottarono le elezioni legislative, obiettando iniquità nel sistema elettorale esistente. A tutt’oggi le
tensioni politiche continuano ad imperversare all’interno del Paese, ed i malumori legati alla controversa rielezione del
Presidente si sono manifestati recentissimamente in un fallito tentativo di attentato a suo carico.
Inoltre, le agitazioni in Sierra Leone, Costa
d’Avorio e Liberia si sono ripercosse sulla Guinea in diverse occasioni nel
decennio passato, minacciandone la stabilità e creando emergenze umanitarie.
Dal punto di vista economico, la Guinea è una nazione estremamente ricca di minerali. Oltre a possedere una delle più grandi
riserve di bauxite al mondo, sono presenti significativi depositi di diamanti e oro, di ferro e uranio. Il paese presenta
forti potenziali di crescita nel settore agricolo e della pesca. La qualità del terreno, la presenza di acqua e le
condizioni climatiche favorevoli potrebbero garantire forti opportunità sia per il settore agricolo che per quello
agro-industriale. Esistono, inoltre, possibilità di investimento e attività commerciali in tutto il territorio, ma le poco
sviluppate infrastrutture e la corruzione galoppante costituiscono un ostacolo ad investimenti su larga scala, mentre
l’instabilità politica e la mancanza di trasparenza finanziaria disincentivano gli IDE.
Le verdi colline di Mamou, cittadina dove ha sede il Consorzio LVIA/CISV
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